A Macerata la cultura produce ricchezza
La provincia è settima in Italia

E' quanto risulta dallo studio elaborato da Symbola e Unioncamere sul peso della creatività sull'economia. Le Marche sono tra le prime regioni in Italia con Pesaro- Urbino al secondo posto nella classifica nazionale. Buona performance anche per il Maceratese. Soddisfazione del rettore Unimc Lacchè e del presidente della Camera di Commercio Bianchi. Dal 23 giugno i dati saranno analizzati a Treia durante il festival della Soft Economy
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Lo Sferisterio durante uno spettacolo

Lo Sferisterio durante uno spettacolo

Macerata è settima nella classifica delle migliori dieci province italiane sia per ricchezza che per occupazione derivanti dal sistema produttivo culturale. E’ quanto risulta dallo studio “Io sono cultura – L’Italia della qualità e della bellezza sfida la crisi” elaborato da Symbola e Unioncamere con la collaborazione e il sostegno dell’assessorato alla cultura della Regione Marche e di FriulAdria presentato oggi a Roma alla presenza del ministro Franceschini.
Nelle Marche, che sono la prima regione italiana per incidenza dell’occupazione dovuta a cultura e creatività e sono la seconda regione del Paese per valore aggiunto del medesimo comparto, Macerata è dietro solo a Pesaro e Urbino, nella graduatoria di Fondazione Symbola e Uniocamere della ricchezza prodotta in Italia dalla cultura.
Secondo lo studio, unico in Italia che annualmente quantifica il peso della cultura e della creatività nell’economia nazionale, la provincia di Macerata produce il 7,4% della propria ricchezza complessiva grazie alle industrie culturali e creative. E grazie al sistema produttivo culturale questo territorio impiega l’8,3% di tutti gli occupati del sistema economico locale.

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Il rettore di Unimc Luigi Lacchè

Il rettore di Unimc Luigi Lacchè

“Io sono cultura” sarà discusso il prossimo 25 giugno all’Università di Macerata nell’ambito del Festival della Soft Economy che toccherà anche Treia il 23 e 24 giugno mentre il 26 e 27 giugno a Treia si terrà il tradizionale appuntamento con il seminario estivo di Symbola dal titolo “Orgoglio e pregiudizio. Perché l’Italia deve fare l’Italia”, che ogni anno porta in provincia di Macerata ministri e studiosi di economia per fare il punto della situazione e delineare le linee guida dello sviluppo futuro.
«L’Ateneo maceratese e la Fondazione Symbola  – sottolinea il rettore Luigi Lacchè – sono accomunati dalla stessa visione, dall’idea che la cultura è il vero propellente del Made in Italy, in grado di coniugare gusto, qualità, bellezza e funzionalità. In poche parole, l’Umanesimo che innova è una sfida comune. Quello maceratese è un contesto dinamico e vitale per valore aggiunto e occupazione in economia della cultura. L’Università di Macerata – attraverso il progetto di distretto culturale regionale, PlayMarche, gli spin off, la partecipazione alla candidatura di Macerata “Città creativa” e tante altre iniziative – sta costruendo con Symbola un partenariato forte, testimoniato dalla giornata del 25 giugno, che sarà la prima occasione nazionale per approfondire e discutere i risultati che emergono dal rapporto. Inoltre, a partire da ottobre 2015, insieme a Symbola, PlayMarche e Distretto culturale evoluto, faremo partire la prima edizione di un corso su “Cultura, creatività, innovazione. Creare valore con le industrie culturali” per avviare un percorso di formazione rivolto agli operatori nel settore delle industrie e imprese culturali e creative, a soggetti pubblici e privati impegnati nella gestione dei beni culturali, comunicazione, turismo; a laureati e dottorandi che intendano specializzarsi nella gestione delle imprese culturali e creative»

Giuliano Bianchi a Symbola con Carlo Cambi

Giuliano Bianchi a Symbola con Carlo Cambi

Il presidente della Camera di commercio, Giuliano Bianchi, nell’esprimere la sua soddisfazione per i risultati che si sono raggiunti anche nella nostra provincia, ha tenuto a sottolineare che l’impegno dell’Ente camerale svolto da almeno dieci anni, con interventi finanziari ma anche con iniziative di stimolo, ha dato i suoi frutti e continuerà a darne di ancora più evidenti se tutte le istituzioni si impegneranno in una strategia comune che poi è risultata quella vincente.
«I dati confermano che le imprese che hanno investito in creatività hanno visto crescere il fatturato del 3,2% mentre tra le non investitrici il fatturato è sceso dello 0,9%. Inoltre le imprese che hanno investito in creatività sono state premiate con un incremento dell’export del 4,3%. Le classifiche elaborate sono la conferma più evidente questa che la cultura crea ricchezza, crea occupazione e rilancia l’economia sofferente.

Questo significa che le eccellenze culturali, e parliamo di Università, i poli museali, come casa Leopardi a Recanati, le attività culturali, come le case editrici, le manifestazioni culturali, come lo Sferisterio e Civitanova Danza, e via elencando costituiscono una “filiera produttiva” di altissimo valore economico. Una filiera poi che non si esaurisce come un’industria qualsiasi (vedasi il polo produttivo di Fabriano), ma che dura, e deve durare, per sempre perché i valori della cultura sono valori eterni».
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LE MARCHE –  Le Marche sono una regione che ha puntato con decisione sulle industrie culturali e creative. Tanto da aver raggiunto il primo posto nella graduatoria delle regioni per incidenza dell’occupazione prodotta dal sistema produttivo culturale sul totale degli impiegati dell’economia regionale. E da essere al secondo posto nella classifica delle regioni che più producono ricchezza con la cultura e la creatività. Un risultato raggiunto grazie all’intreccio tra bellezza, cultura, innovazione, creatività e manifattura che ha saputo rilanciare il made in Italy e restituire all’economia di questa Regione una prospettiva al di là della crisi. Nelle Marche dunque il valore aggiunto creato dal sistema produttivo culturale è il secondo più alto d’Italia: il 6,6% della ricchezza complessiva del sistema economico locale. In valore assoluto si tratta di oltre 2,2 miliardi di euro. Nell’insieme la cultura impiega 48.500 persone, il 7,2% del totale degli occupati dell’intera regione.
All’ottima performance della Regione contribuiscono soprattutto due province: Pesaro Urbino e Macerata che, come evidenziato in apertura, sono rispettivamente in seconda e in settima posizione nella classifica delle province che più producono ricchezza con cultura e creatività. Nella provincia di Pesaro e Urbino, il valore aggiunto creato da cultura e creatività è il secondo più alto d’Italia: l’8% della ricchezza complessiva del sistema economico locale. E sempre la cultura impiega quasi il 9,3% del totale degli occupati dell’intera provincia. Una percentuale che porta questa provincia al secondo gradino del podio anche per incidenza di cultura e creatività sulla locale occupazione.

Una bella immagine di Civitanova Danza

Una  immagine di Civitanova Danza

L’ITALIA – Entrando nel dettaglio dello studio – una sorta di annuario, per numeri e storie, realizzato anche grazie al contributo di circa 40 personalità di punta nei diversi settori, alla partnership di Fondazione Fitzcarraldo e Si.Camera e con il patrocinio dei ministeri dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo e dello Sviluppo Economico – emerge che dalle 443.208 imprese del sistema produttivo culturale, che rappresentano il 7,3% delle imprese nazionali, arriva il 5,4% della ricchezza prodotta in Italia: 78,6 miliardi di euro. Che arrivano ad 84 circa, equivalenti al 5,8% dell’economia nazionale, se includiamo anche istituzioni pubbliche e realtà del non profit attive nel settore della cultura. Ma la forza della cultura va ben oltre, grazie ad un effetto moltiplicatore pari a 1, 7 sul resto dell’economia: così per ogni euro prodotto dalla cultura, se ne attivano 1,7 in altri settori. Gli 84 miliardi, quindi, ne ‘stimolano’ altri 143. Cifre che complessivamente arrivano, come anticipato, alla soglia di 227 miliardi di euro. Una ricchezza che ha effetti positivi anche sul fronte occupazione: le sole imprese del sistema produttivo culturale – ovvero industrie culturali, industrie creative, patrimonio storico artistico e architettonico, performing arts e arti visive – danno lavoro a 1,4 milioni di persone, il 5,9% del totale degli occupati in Italia. Che diventano oltre 1,5 milioni, il 6,3% del totale, se includiamo anche le realtà del pubblico e del non profit.

«L’Italia è forte se fa l’Italia, se scommette su ciò che la rende unica e desiderata nel mondo: cultura, qualità, conoscenza, innovazione, territorio e coesione sociale – commenta il presidente della Fondazione Symbola Ermete Realacci -. Dalla crisi, infatti, non si esce con ricette del passato, ma guardando al futuro».

“L’idea di cultura alla base dei lavori di Unioncamere e Symbola si fonda non solo su quell’enorme patrimonio italiano di musei, gallerie, beni culturali, festival, rappresentazioni artistiche, letteratura, cinema, ma anche sul made in Italy e sulle industrie creative, cioè su tutte quelle attività produttive che dalla cultura traggono linfa creativa”, sottolinea il presidente di Unioncamere, Ferruccio Dardanello Le Camere di commercio possono essere la rete territoriale per le politiche a sostegno della crescita delle economie locali e dei sistemi urbani, accanto al Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo: una rete che si affianchi a quella delle Sovrintendenze per rafforzare le relazioni (tra privati e, soprattutto, pubblico-private) necessarie a valorizzare dal punto di vista economico la nostra enorme offerta di cultura”.

 

 



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