Inchiesta sui lavori pubblici,
Michelini: «Sin da subito notate anomalie,
per questo informammo la Procura»
PORTO RECANATI - La posizione del sindaco dopo il rinvio a giudizio di nove persone, tra cui due dipendenti del Comune, nell'indagine sugli appalti pubblici che vede l'ente come parte offesa: «Sin dal dicembre 2022 rimuovemmo uno dei due dall'incarico di funzionario responsabile dell'Ufficio Tecnico. Seguiamo la vicenda, riservandoci di intraprendere ogni iniziativa legale necessaria nelle sedi opportune»

Il sindaco Andrea Michelini
«Fin dai primi mesi del nostro insediamento alla guida della città, nel 2021, abbiamo avuto modo di osservare, anche dietro segnalazioni, numerose possibili anomalie giuridico-amministrative in diverse pratiche gestite dall’Ufficio Tecnico». Parte da qui la ricostruzione del sindaco Andrea Michelini sull’inchiesta sui lavori pubblici a Porto Recanati che ha portato al rinvio a giudizio di nove persone: due funzionari del Comune, sei imprenditori e il direttore tecnico di un’azienda.
«Conseguentemente, a scopo cautelativo e al fine di dirimere ogni dubbio sulla liceità degli atti prodotti e sui conseguenti pagamenti alle imprese appaltatrici, l’amministrazione comunale ha considerato suo dovere informare la competente Procura di Macerata su quanto appurato e ritenuto non congruo e non conforme alle normative vigenti – continua Michelini – contestualmente, l’attuale amministrazione ha ritenuto opportuno rimuovere, sin dal mese di dicembre 2022, dall’incarico di funzionario responsabile dell’Ufficio Tecnico, uno dei due dipendenti citati nell’atto giudiziario formulato dalla Procura di Macerata, essendo venuta meno, nelle proprie valutazioni, la fiducia riposta nel medesimo. Prendiamo dunque atto che l’indagine della Procura ha portato a una richiesta di rinvio a giudizio per un totale di nove persone, tra cui due dipendenti comunali, per una serie di gravi reati citati nell’atto giudiziario, fra cui turbativa d’asta, falsità ideologica commessa in atto pubblico, frode nelle pubbliche forniture e violazioni della normativa sugli appalti».
Michelini dice di essere perfettamente conscio «che tale richiesta, pur ravvisando elementi sufficienti per procedere al giudizio, non costituisce condanna – precisa il sindaco – gli indagati potranno avvalersi di tutti gli strumenti previsti dalla legge per una congrua difesa che smentisca gli addebiti. L’amministrazione comunale, nel confermare la propria totale fiducia nell’operato della magistratura, seguirà con estrema attenzione l’evolversi della vicenda processuale a tutela del prestigio dell’ente e degli interessi di tutta la comunità portorecanatese, riservandosi di intraprendere ogni iniziativa legale necessaria nelle sedi opportune».
Inchiesta sui lavori pubblici, nove indagati a Porto Recanati tra funzionari comunali e imprenditori