Buco in Coturfidi, indagini chiuse:
due ex dipendenti nei guai
MACERATA - Si sarebbero appropriate di 273mila euro sia con false fatture di rimborso, sia omettendo in tutto o in parte di registrare i versamenti di alcuni soci
Ammanco in Coturfidi, chiuse le indagini. Due ex dipendenti della coop legata a Confcommercio sono indagate per appropriazione indebita.
Si sarebbero appropriate di 273.140 euro due ex dipendenti della cooperativa Coturfidi di Macerata. Questa la contestazione che viene mossa dalla procura a Umberta Bernacchini, 69 anni, di Macerata e a Daniela Lancioni, 57, di Cingoli. Gli inquirenti (pm Pietro Moscianese Santori) hanno ricostruito che tra il 2008 e il 2009 le due ex dipendenti si sarebbero appropriate di parecchio denaro grazie ai ruoli che ricoprivano in Coturfidi: erano impiegate con mansioni amministrative e contabili della società. Grazie al loro ruolo sarebbero riuscite ad occultare le singole appropriazioni di denaro. E lo avrebbero fatto, secondo la procura, in tre modi. Uno di questi era stato l’aver predisposto 13 ricevute di rimborso intestate a soci inesistenti (per 44.802 euro), un secondo metodo sarebbe stato quello di registrare nel libro cassa importi inferiori a quelli realmente versati dai soci della cooperativa, e il terzo modo sarebbe stato quello di omettere per intero i versamenti dei soci (per 228.338 euro). La vicenda era venuta a galla dopo i solleciti delle banche alla Coturfidi che davano prestiti ai commercianti soci della coop, garantiti dal fondo della Coturfidi. Le indagate, assistite dagli avvocati Gianluca Gattari e Giancarlo Giulianelli, hanno sempre sostenuto di non essere state loro a prendere quel denaro e si difenderanno per dimostrare la loro assoluta estraneità alle contestazioni.











Se i soldi non li hanno presi loro, chi li ha presi? Perché non hanno controllato la cassa? Sicuramente il giudice glielo ha chiesto. E loro non hanno risposto.
Il diavolo fa le pentole ma non i coperchi.