Il black metal dalle leggende dei Sibillini:
Hesperia mette in musica il folklore occulto

IL MUSICISTA maceratese nell'album Picenum compie un viaggio nel tempo e nelle storie perdute delle Marche. Il suo ultimo lavoro racconta episodi storici ma anche della tradizione orale: «Ho unito la mia passione artistica a quella per la letteratura»

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PICENUM-True Marchigian Black Metal Renaissance

Il materiale del nuovo album Picenum

di Marco Ribechi

Le antiche leggende occulte dei Monti Sibillini diventano l’oscuro viaggio musicale di Hesperia, con il nuovo album Picenum. Il suo nome significa “Terra della sera” o del tramonto, ed era il toponimo con cui gli antichi greci identificavano la Penisola italica, ovvero il luogo dove si spegne il sole. Hesperus, one man band del progetto Hesperia, ha già nel suo nome una dichiarazione di intenti artistica cioè quella di recuperare le radici storiche del folklore unendolo alle tinte glaciali e buie del black metal.

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Hesperia nei pressi della Rocca da Varano

Maceratese di nascita, classe 1973, oggi residente in Lombardia dove lavora come insegnante, ha appena lanciato il suo nono lavoro che sta riscuotendo apprezzamento in ambito internazionale. Alfiere di un genere musicale di nicchia per quanto estremo, appunto il black metal, fa della ricerca storica il cuore della sua produzione unendo le tinte fosche e violente della sua musica alle storie più terrificanti che si sono tramandate per secoli in particolare sulle terre dei Sibillini, catena montuosa da sempre legata all’occultismo per la presenza della profetessa Sibilla. Il suo percorso musicale ricalca la storia della Penisola con ben quattro album ispirati all’Eneide, due all’antica Roma, e gli ultimi lavori che focalizzano sul medioevo e sulle Marche.

I suoi inizi nella musica però affondano le radici a Montegranaro. «Suono da quando avevo 17 anni – spiega Hesperus – avevamo una band chiamata Sulphuria dove entrai a circa 19 anni. Già all’epoca proposi una cosa insolita, ovvero di suonare black metal in italiano con l’uso anche del latino, suonavo il basso ed eseguivo le voci di background».

Ben presto però Hesperus capisce che il suo desiderio era affrontare un percorso culturale identitario legato anche alla letteratura. Così dal 1997 sviluppa questo progetto ricco di elementi italici, partendo dall’origine mitica dell’Italia e avanzando nei secoli di album in album. «La prima tetralogia è di stampo mitologico preromano – prosegue l’artista – poi due volumi su Roma con una rock opera ispirata a Giulio Cesare. Poi, con il medioevo, ho iniziato a focalizzare più sulle Marche. Il primo disco si intitolava Fra li monti Sibillini e ora, da meno di una settimana, è uscito anche Picenum (True Marchigian Black Metal Reinassence)».

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Le leggende dei Sibillini, con in primis il Guerrin Meschino di Andrea da Barberino, diventano così una sorta di genius loci delle Marche e del Piceno. «Il nuovo disco è diviso in tre parti – prosegue Hesperus – l’introduzione è una dedica ai Piceni che seguendo il Picchio di Marte arrivarono ad insediarsi nella nostra regione. Poi ci sono tre brani dedicati ad altri episodi o luoghi chiave connessi con l’occultismo. Il primo è 1375, La Lega maledetta: i signori Da Varano si ribellano alla chiesa che racconta di quando i signori locali e le città delle Marche si ribellarono al potere temporale di Papa Gregorio XI. Castrum pitini: II castello sopra la necropoli picena e Il cimitero invece parla di uno dei posti più oscuri della Provincia, che sembra sia costruito su una necropoli. Infine La leggenda della Roccaccia: il necromante signore della guerra racconta delle leggende su Grimaldo D’Aureliano, un prepotente signore della guerra che risiedeva vicino Cingoli e depredava i villaggi. Di lui si diceva fosse alleato del diavolo e necromante».

La Roccaccia di Monte Acuto

La Roccaccia

Nella seconda parte dell’album invece spazio alle leggende popolari con brani dedicati al folclore: «Chiamo in causa figure del folclore marchigiano – spiega Hesperia – ovvero Lu lupu Mannà, i Mazzamurelli e la Sdrega. La mia fonte principale è l’antropologo Mario Polia e il suo scritto su Sant’Ermidio e la Sibilla. Volevo raccontare un mondo che non c’è più ovvero quello dei racconti di paura attorno al focolare. In particolare in uno ho utilizzato la voce registrata di mia nonna che spesso si cimentava in questi racconti lasciandoci ammutoliti».

Musicalmente la produzione di Hesperia attinge al dialetto, al saltarello e anche a delle musiche rinascimentali. «Definisco il mio stile True Marchigian Black Metal Reinassence non tanto per fare il verso ai Mayhem, band di culto del genere – spiega l’autore – quanto per aumentare il riferimento culturale poiché marchigian è una parola praticamente non usata in inglese a parte quando si deve parlare della nostra scuola pittorica con Raffaello e Gentile da Fabriano. Anche in questo caso quindi ci sono dei riferimenti culturali e storici».

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Hesperus nel Corpse Paint che caratterizza il black metal

Infine, la terza parte dell’album, è un collegamento al precedente Fra li Monti Sibillini: «Il Sentiero delle Fate è divisa in due atti – dice Hesperus – così come Il Paradiso della Sibilla ispirato a un libro del 1420 di Antoine de La Sale. E’ un romanzo in francese di viaggio che racconta di un pellegrinaggio dalla Francia per visitare la Sibilla. Bisogna ricordare che in passato venivano da tutta Europa condottieri, cavalieri, necromanti, sacerdoti, stregoni per parlare con la profetessa. il disco si chiude con l’epilogo Sfere di Luce sul Monte Sibilla che parla di alcuni avvistamenti luminosi avvenuti in passato». L’album è stato autoprodotto ma la parte di mastering è stata effettuata in uno studio francese, il WSL Studio, famoso per l’altissima qualità delle sue produzioni.

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La distribuzione della Hammheart Records, una delle più influenti del genere, ha inoltre dato un’ulteriore spinta promozionale. «Gli amanti del black metal, contrariamente a quando si crede – spiega Hesperus – sono interessati al folclore locale, esistono moltissime band che effettuano questa operazione di raccolta di storie perdute. Da quando ho focalizzato sui Sibillini la mia musica ha acceso più interessi e ne sono molto felice poiché sono storie che mi appassionano da sempre. Il mio progetto è di continuare questo viaggio nei secoli e occuparmi di Barocco nel prossimo disco, di cui però non posso ancora rivelare nulla».

Difficile però riprodurre live la musica di Hesperia: «Tutto questo lavoro, che richiede molte ore di documentazione, scrittura e realizzazione, lo faccio sopratutto per passione. Credo che un concerto sia complesso da realizzare – conclude l’artista – si snaturerebbe il fascino del concept. Certamente il mio sogno sarebbe quello di suonare in qualche luogo sperduto dei Monti Sibillini per calare la mia musica direttamente nel contesto che l’ha ispirata».

Per il momento quindi l’album Picenum può essere ascoltato su Youtube oppure ordinandolo dai principali distributori inclusi Ibs, Napalm Records e Audioglobe.


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