Cinque anni di libere cronache

Il convegno al San Paolo per il compleanno di CM
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di Marco Ricci

(foto di Guido Picchio e Lucrezia Benfatto)

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Più o meno tre anni fa, quando a Macerata impazzava la battaglia contro il Suap Giorgini che univa associazioni, cittadini e politica, un’amica mi domandò: “non l’hai letto l’articolo su Cronache Maceratesi?” Ovviamente non l’avevo letto su Cronache Maceratesi. Perché, come tanti, non sapevo neppure cosa fosse Cronache Maceratesi. Né che si fosse fatto veicolo di quella battaglia alla fine vinta. Oggi, a cinque anni da quando è nata la testata on-line, sono pochi a non conoscere Cronache Maceratesi. E per celebrare il primo lustro del giornale stamattina, nella chiesa di San Paolo, è stato organizzato un incontro a cui hanno partecipato – oltre alla redazione al completo e al direttore Matteo Zallocco – le “penne illustri” di Cm quali Giancarlo Liuti, l’avvocato Giuseppe Bommarito e Filippo Davoli (non ha potuto partecipare Maurizio Verdenelli). Poi il  rettore dell’Università di Camerino Flavio Corradini, il prorettore di Unimc Rosa Marisa Borraccini, il sindaco di Macerata Romano Carancini, il presidente di Poltrona Frau Franco Moschini e l’avvocato Bruno Mandrelli, quest’ultimo per portare un affettuoso ricordo di Mauro Montali. Uno dei primi collaboratori di Cronache Maceratese purtroppo scomparso l’anno passato. Come è scomparso da pochi mesi l’amico Gabor Bonifazi, l’ennesima “penna illustre” che con i suoi quadri della provincia, così ricchi di storia e di quella cultura di cui noi maceratesi siamo frutto, ha riportato ciascuno di noi a riassaporare un tempo che fu.

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Il professor Amercio Sbriccoli ha ricordato il fratello Enrico, ai più noto come Jimmy Fontana

La mattinata – presenti le studentesse e gli studenti della scuola media “Enrico Fermi”, dell’Itc con il loro preside Pierfrancesco Castiglioni e dell’Itas “Matteo Ricci”, accompagnati dal preside Maurizio Settembri e dal vicepreside Dario Matteucci – è stata aperta con un intimo ricordo di Enrico Sbriccoli da parte di suo fratello Americo, presidente dell’ordine dei medici della provincia di Macerata. Chi è stato Enrico Sbriccoli? Jimmy Fontana. Il celebre cantante originario di Camerino ma maceratese di adozione. “Per tutti noi era Enrico e a Macerata bisognerebbe sempre chiamarlo così.” L’infanzia ai tempi della guerra partigiana di liberazione, “la fame, quelle morti che da bambini ci sembravano un gioco”, poi l’arrivo in città, l’incontro con il musicista Silvano Pietroni che i due ragazzi ascoltavano alla radio, il successo e quelle qualità vocali che per Americo Sbriccoli, citando le parole di Franco Migliacci il paroliere tra gli altri di Domenico Modugno, “è stata una delle poche voci maschili con una timbrica unica. Nell’aria”, ha concluso  il  ricordo di suo fratello, “c’è qualcosa che ogni tanto fa emergere uomini del genere. A noi è toccato Jimmy Fontana.”

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L’avvocato Bruno Mandrelli ha ricordato Mauro Montali

Un altro ricordo, emozionante, lo ha portato come detto Bruno Mandrelli. Quello di Mauro Montali, un grande giornalista che ha vissuto Macerata e ha portato la sua professionalità a Cronache Maceratesi: “Ha raccontato le vicende locali con il suo solito tratto. Quello dell’inviato di guerra, in particolare in Medio Oriente per l’Unità. Con quella grande intuizione necessaria in guerra e quella poca indole ad approfondire. Un’intuizione che coglieva perfettamente nel segno ciò che accadeva e ciò che sarebbe accaduto.” Con la promessa di Bruno Mandrelli di far ancora collaborare Mauro Montali con la redazione. Attraverso quel Mark B. Montgomery dietro il quale, nei loro romanzi a puntate pubblicati da Cm, si sono appunto nascosti il giornalista e l’avvocato.

Complimenti al direttore, alla redazione e al giornale sono venuti dal prorettore, professoressa Borraccini e dal rettore Corradini. Non solo per “avere dato una prospettiva di lavoro a tanti studenti delle università”, ma anche per l’attenzione alle due realtà universitarie della provincia e per aver coperto un gap. L’utilizzo di un canale informativo di facile accesso e a portata di tutti.

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L’intervento dell’imprenditore Franco Moschini

 

Proprio il rettore Corradini ha sottolineato il cambio di passo di un’informazione “on-line, veloce, qualificata e con un linguaggio accessibile a chiunque, valorizzando l’importanza di promuovere il territorio nella propria interezza, legando le eccellenze della provincia alle sue bellezze e alla sua identità”. Un concetto ripreso poi da Franco Moschini, presidente di Poltrona Frau, che solo l’anno scorso ha consegnato a Cm il Golden Media Marche. Il “pistacoppo”, come si è definito oggi, che da imprenditore non può che guardare al futuro. Un futuro che per il giornale necessita “di un ulteriore passo in avanti” per farsi promotore del territorio e delle sue risorse. “Coraggio!”, ha esortato sottolineando l’importanza dei tanti giovani che lavorano in redazione, “Bisogna sempre guardare al domani.”

 

 

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Il sindaco Romano Carancini ha consegnato una targa con lo stemma del Comune di Macerata al direttore Matteo Zallocco

Un domani verso cui ha spinto lo sguardo anche il sindaco di Macerata Romano Carancini che, dopo aver fatto gli auguri a un giornale – diciamola tutta – non sempre tenero con la sua amministrazione, ha valorizzato anche lui i tanti giovani in redazione, con “il coraggio, la fantasia e la determinazione”, cercando di far comprendere come una testata senza padroni, abbia di fatto cambiato il modo di vedere la politica e la città. “E’ stato come se dopo tanti anni chi ha governato si sia guardato allo specchio trovando qualcosa di molto diverso da ciò che immaginava. Fino al 2008 tutto era più ovattato.” Con un’attenzione a quei commenti tante volte bistrattati. A volte fastidiosi, a volte forse indelicati, ma che per il sindaco “rappresentano la pancia della città e creano una sorta di redazione allargata.” E al termine del suo discorso ha consegnato al direttore Zallocco la targa del Comune di Macerata, “un piccolo omaggio ma di grande valore in una realtà dove ci sono dei veri fuoriclasse”.

E giovane è la Banca della Provincia di Macerata che ha contribuito a questa giornata e che è intervenuta con le parole di una sua giovanissima responsabile del marketing, Irene Croceri.

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Giancarlo Liuti, Giuseppe Bommarito e Filippo Davoli

Poi il turno di chi, dall’esterno, dà un grande contributo a Cronache Maceratesi. Giancarlo Liuti, “l’inviato di pace” che si è occupato di grandi inchieste a livello nazionale e internazionale e che ha sempre guardato con amore alla propria città. Liuti ha spiegato ai presenti il senso di un’informazione libera mentre alle sue spalle scorrevano le pagine più importanti pubblicate in questi anni.  “Presentare la verità sostanziale dei fatti e distinguere i fatti dalle opinioni. In una realtà nazionale in cui la distinzione tra editore e proprietario fa si che la stampa non racconti più la verità sostanziale. In Cm”, ha concluso, “c’è nella proprietà, nella direzione, nella redazione l’autonomia da interessi personali che determina una qualità dal punto di vista democratico che continua ad incuriosirmi e ad affascinarmi.”

 

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Ci sono poi ulteriori motivi che spingono a scrivere su un giornale. Qualcosa che spinge ad esprimersi per esternare un pensiero, un dolore, un senso della giustizia o della comunità. E’ stato questo il significato profondo delle parole di Giuseppe Bommarito e di Filippo Davoli. Il primo avvocato e autore di illuminanti inchieste. Il secondo poeta. Entrambi prestati al giornalismo per veicolare un messaggio e non per tornaconto personale. Il dolore di una perdita gravissima, la spinta a far comprendere come certi drammi non debbano ripetersi. O la bellezza di ospitare nella propria casa ragazzi e famiglie di ogni etnia capitati in città quasi per caso. “Ragazzi che”, ha detto Filippo Davoli spiegando la spinta con cui si è avvicinato al giornale, “hanno nostalgia della propria patria, che vogliono telefonare alle loro madri, che a volte preferirebbero la miseria pur di vivere tra i loro amici.” E ha ricordato la sua prima rubrica video su Cm, “Casa Macerata.” Dove faceva parlare i nostri immigrati, con le loro vite e le loro storie. In una città da poco premiata a livello nazionale per la qualità dell’accoglienza.  Giuseppe Bommarito ha sottolineato anche la libertà di informazione di Cm, dettata tra l’altro dal coraggio e dalla passione dei giornalisti, una passione che consente di affrontare tematiche in molti casi scomode. E la realtà aziendale di Cm. Una delle poche imprese di Macerata che dà lavoro ai giovani.

 

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Gabriele Censi, Alessandra Pierini e Riccardino

A dirla tutta, comunque la si pensi, Cm è una democrazia che ha compiuto cinque anni. Una comunità nella comunità dove ciascun collaboratore esprime liberamente il proprio pensiero e liberamente lo comunica. Sbagliando a volte perché si sbaglia. Facendo magari arrabbiare tutti perché spesso invece non si sbaglia. Quel giornale di cui tre anni fa, come molti, non conoscevo neppure l’esistenza ma che mi ha personalmente permesso – grazie al sostegno di tutti e al grande impegno precedente di Alessandra Pierini – che da un certo momento in poi ha avuto qualcosa di più bello a cui dedicarsi – di portare avanti una piccola battaglia di trasparenza sulla catastrofe regionale che ha interessato Banca Marche e l’economia marchigiana. Un piccolo giornale libero che appunto perché libero può aver contribuito, ci auguriamo, ad abbattere il muro di ignavia e indifferenza che troppo spesso, in tante situazioni diverse, investe la nostra società abituata tante volte a sopravvivere con il compromesso morale. Da tutti i collaboratori gli auguri e i ringraziamenti ad Alessandra, Matteo, Andrea, Paolo, al celebre fotoreporter maceratese Guido, che hanno fatto crescere questo piccolo contributo alla vita democratica e al senso di comunità della nostra provincia. Una crescita che ha portato Cronache Maceratesi ad essere, negli ultimi tre anni, il primo quotidiano online locale d’Italia per indice di visibilità: il rapporto tra la media delle visite uniche giornaliere (oltre 27 mila) e la popolazione di riferimento, i circa 320 mila abitanti della nostra provincia. Una realtà che con l’aiuto di tutti potrebbe crescere ancora.
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La professoressa Rosa Marisa Borraccini, pro-rettore dell’Università di Macerata

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Flavio Corradini, rettore dell’Università di Camerino

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Andrea Busiello e il sindaco Carancini


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Paolo Burzacca, webmaster di Cronache Maceratesi

 

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