Un scabroso processo d’altri tempi diventa teatro

LA RECENSIONE - La Compagnia «Luna Nova» in scena a Mogliano
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La-«costruzione»di Walter Cortella

Al Teatro Apollo di Mogliano la Compagnia «Luna Nova» di Latina ha messo in scena La Costruzione, un dramma di Roberto Russo, diretto da Sara Pane, al suo esordio nel ruolo di regista. Il 1° Festival Interregionale del Teatro Amatoriale, organizzato dalla UILT, volge ormai al termine e lo diciamo con rammarico perché la manifestazione, che ha trovato a Mogliano una contenuta ma lusinghiera presenza di pubblico, ha finora proposto sempre lavori di alto livello artistico, risultato di una selezione che ha visto coinvolte compagnie di ben quattro regioni italiane. La pièce  di Roberto Russo si ispira ad una storia realmente vissuta dai suoi protagonisti, nel lontanissimo 1883. Presso la Corte di Cassazione di Torino venne celebrato il processo d’appello contro tale Luigi De Barbieri, di Genova, accusato di aver commesso «reati contro natura» in compagnia di Antonio Marchese. Secondo l’autorità di polizia, il fatto sarebbe avvenuto nel capoluogo ligure, in una stanza dell’Albergo Sole. Usiamo il condizionale poiché il contestato reato di sodomia non ebbe testimoni oculari. E forse non fu nemmeno consumato. Il denunciante riferì di un dialogo percepito attraverso una parete divisoria e il processo fu indiziario. Probabilmente si volle colpire in maniera esemplare un comportamento sconveniente. Per effetto delle leggi previste dal codice penale del Regno di Sardegna, ancora vigente all’epoca malgrado l’Italia fosse già unita, i due giovani amanti vennero condannati in prima istanza ad una pena detentiva di tre anni ma, consapevoli di non aver fatto nulla di male, percorsero tutto l’iter dei tre livelli di giudizio. Certo, da allora molte cose sono cambiate, sia nel costume che nel diritto, tuttavia l’argomento, per certi versi inquietante ma sicuramente emblematico, è ancora di grande attualità perché viene preso a pretesto per mettere sotto accusa la costante e invasiva manipolazione alla quale siamo sottoposti da parte di chi esercita il potere e bene ha fatto la Compagnia di Latina a portarlo in scena. Nel ricostruire la vicenda, l’autore fa ricorso alla formula del teatro nel teatro. Infatti, lo spettatore assiste ad una dichiarata rappresentazione, attuale e precisa, del processo d’appello celebrato a Torino, un anno dopo i fatti. L’imputato ripercorre la linea difensiva del suo legale di allora sostenendo che semmai poteva essere accusato di «tentato reato, per di più in luogo privato» ma il consigliere Parini, ostinato ora come allora, rigetta le osservazioni e lo accusa di aver minato alla base la «costruzione» della società perfetta, fondata in primis sulla famiglia. La condanna appare già scritta. Ma la sua tesi non regge al cambiamento dei tempi, alla rinnovata moralità dei costumi della società moderna. Il suo impianto accusatorio viene miseramente smontato dal De Barbieri e da Antonietta Lanza, l’ingenua ma arguta cameriera d’albergo, chiamata suo malgrado a testimoniare. La ragazza non si lascia abbagliare dalla magniloquenza del consigliere e con gesto deciso abbatte l’infame costruzione, odioso emblema del Potere.

Lo spettacolo dell’Apollo ha destato un’ottima impressione generale, malgrado fosse alla sua seconda replica in assoluto, dopo il debutto effettuato la sera precedente a Pontinia. Un esordio positivo anche per la neo regista Sara Pane, alle prese con un testo decisamente impegnativo e delicato. Ha diretto con bravura il piccolo cast composto da Roberto Becchimanzi, molto convincente nei panni del consigliere Parini, da Cristian Mirante, l’elegante Luigi De Barbieri e da Marina Casaburri, la saggia cameriera d’albergo. La loro interpretazione è stata sempre misurata, mai sopra le righe. Accurata la gestualità e la mimica dei singoli, in particolare nelle controscene. Buono il gioco di luci per una scenografia ridotta all’essenziale  due sedie e un tavolinetto. Commento musicale azzeccato con brani tratti dalla sinfonia Romeo e Giulietta di Tchaikovsky. Con questo intenso atto unico la Compagnia «Luna Nova» si conferma formazione di ottima caratura artistica e di sicuro avvenire.

 



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