Giornata maceratese per Don Ciotti:
“Facciamo dell’etica una professione”
Il sacerdote di Libera è stato ospite dell'Università di Macerata e ha incontrato il presidente della Provincia Pettinari al quale ha chiesto: "Come fate ad amministrare senza soldi?"
“L’etica deve essere iscritta, innanzitutto, nelle nostre coscienze e deve essere tradotta in gesti e comportamenti. L’etica è il nutrimento della democrazia e il primo passo contro l’illegalità. Oggi tutti parlano di etica nel nostro Paese. E’ un furto di parole, che noi dobbiamo evitare. Dobbiamo tenere strette certe parole, evitare la loro manipolazione. Anche per quanto riguarda il mondo dell’economia e delle imprese: sento spesso parlare di etica nelle professioni, invece si dovrebbe parlare di etica come professione. Dovremmo diventare professionisti dell’etica, mettere le nostre competenze a servizio del rinnovamento del contesto in cui viviamo”. Sono sempre trascinanti le parole di Don Luigi Ciotti.
E’ stata una giornata tutta maceratese, quella di oggi, per il prete, promotore del gruppo Abele per l’impegno giovanile e presidente dell’associazione Libera contro i soprusi delle mafie. La mattina al San Paolo ha incontrato circa quattrocento studenti nell’ambito di un seminario organizzato dal Dipartimento di Economia e diritto dell’Università di Macerata. Per l’occasione, Don Ciotti e il rettore Luigi Lacchè hanno firmato un accordo di cooperazione culturale che permetterà di attivare forme di collaborazione volte e a favorire una migliore conoscenza della cultura della legalità e delle regole democratiche, come l’attivazione di un corso di alta formazione sulla legge antiriciclaggio sotto forma di Summer School, oltre a stage e tirocini all’interno di Libera. All’incontro, introdotto dai saluti del prorettore Rosa Marisa Borraccini e della professoressa Rosella Castellano e coordinato dal professor Paolo Ramazzotti, ha partecipato anche la referente regionale di Libera, Paola Senesi, laureata Unimc e diplomata nel master in economia e legislazione antiriciclaggio attivato nel 2006 dall’allora Facoltà di Economia. Don Ciotti ha incontrato poi il presidente della Provincia Antonio Pettinari e le organizzazioni imprenditoriali del territorio: Confindustria, Cna, Confartigianato, particolarmente sensibili al tema della legalità. Nel pomeriggio, sempre all’Auditorium San Paolo, conclusione con un incontro di Don Ciotti con la cittadinanza sul tema “Corruzione: male dei nostri tempi”.
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È stata una sorpresa la visita in Provincia di don Luigi Ciotti, accompagnato dall’assessore provinciale Sport Bianchini ed impegnato a Macerata per alcuni appuntamenti pubblici, nel corso dei quali ha anche tenuto una lezione su etica e legalità. Don Ciotti è presidente dell’associazione Libera, organizzazione dedita a sollecitare e coordinare la società civile nella lotta contro tutte le mafie. Ad accogliere don Luigi il presidente Pettinari e la giunta provinciale, impegnati in una seduta, immediatamente sospesa, per accogliere il graditissimo ospite.
Il presidente, che ha accolto il sacerdote nel suo ufficio, ha fatto dono a don Luigi di una pubblicazione fotografica del territorio maceratese, non mancando di sottolinearne le bellezze naturalistiche, architettoniche, storiche e artistiche.
Don Ciotti si è mostrato molto interessato e quasi sorpreso di scoprire quanto di bello e di interessante questa provincia contenga.
Non poteva mancare, da parte di Pettinari, un accenno alla situazione delle province; in particolare il presidente ha denunciato la spoliazione costante dell’ente dovuta ai mancati trasferimenti statali.
“E come fate ad amministrare senza soldi?” ha esclamato don Ciotti dopo la puntuale lettura del cahier des doléances del presidente.
E non era una battuta, vista la faccia seria del sacerdote che ha mostrato segni di evidente preoccupazione per l’amministrazione dei territori delle province e si è informato, con interesse, alle sorti del riordino in itinere al Parlamento. Pettinari ha spiegato la difficile situazione dell’ente ed ha, inoltre, sollecitato il Parlamento ad occuparsi della questione con ragionevolezza e massima attenzione: non si devono mortificare i territori, i loro governi, la loro organizzazione, la loro storia. Don Ciotti si è poi congedato, anche per i suoi impegni successivi, salutato da tutta la giunta che ha ripreso la propria seduta.







CON DON CIOTTI SPERANO FORSE DI “RAMMENDARSI” LA VERGINITA’?
DON CIOTTI HA ILLUMINATO MACERATA. PAROLE DI FUOCO: NON C’E’ LEGALITA’ SENZA GIUSTIZIA. LA POLITICA ITALIANA SERVE SE APPLICA PUNTUALMENTE LA COSTITUZIONE ITALIANA. L’ISTRUZIONE E IL LAVORO SONO DIRITTI E DOVERI DI TUTTI.
A seguito della conferenza di ieri nell’Auditorium San Paolo di Macerata, si può trarre un unico ma fondamentale insegnamento: essere cittadini onesti è un buon esempio da trasmettere ai nostri giovani, evitando la corruzione e preservando delle sane radici, per un futuro basato sull’etica del lavoro. Insegnamento che coinvolge non solo il singolo, ma anche il mondo delle imprese marchigiane.
Tutti insieme ci impegniamo con Don Luigi Ciotti.
Gianni Mazzolini