La provocazione del circolo Aldo Moro:
“Cittadinanza ai figli
di stranieri nati in Italia”

SCUOLA & IMMIGRAZIONE - La proposta è stata sottoposta a tutti i sindaci della regione Marche ed è stata definita "una battaglia di democrazia e civiltà". Alla Montessori, intanto, arrivano genitori italiani disposti ad iscrivere i loro figli
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montessori-000-300x225di Filippo Ciccarelli

Cittadinanza ed integrazione degli stranieri; un tema caldo che in questi giorni è tornato prepotentemente d’attualità nella nostra provincia, a causa delle difficoltà patite dallo storico istituto Montessori nel formare classi a norma di legge, composte da almeno un terzo di bambini italiani. Sembra che stia portando i primi frutti la denuncia di una mamma, raccolta martedì da Cronache Maceratesi (leggi l’articolo), visto che tre famiglie italiane oggi hanno manifestato la volontà di iscrivere i loro figli nell’istituto del centro storico. Un primo passo importante, ma non ancora decisivo, per le sorti della Montessori, che non è però un caso unico nel suo genere: “A Porto Recanati il 43.2% dei bambini che sono alla scuola materna sono figli di extracomunitari, nati in Italia, ma che per la legge non sono cittadini italiani: ci vogliamo mettere in testa che questa cosa non ha senso e che non possiamo impacchettarli su una barchetta e mandarli via dal posto dove sono nati?”. E’ questo il pensiero di Angelo Sciapichetti, consigliere regionale del Pd ed intervenuto alla conferenza stampa del circolo Aldo Moro. ” Ci sono 146.368 stranieri nelle Marche, circa il 10% della popolazione totale. In provincia di Macerata il dato è di poco superiore, visti i 35.572 stranieri censiti, intorno all’11% del totale. Porto Recanati vede 2.682 extracomunitari residenti, il 21% della popolazione cittadina, uno dei dati più alti d’Italia: lì oltre il 30% degli iscritti alle scuole elementari e medie è straniero, per la nostra legge. Ma parliamo di bambini che sono nati e cresciuti qui, che hanno amici italiani, che vivono nella nostra cultura”.

sciapichetti

Angelo Sciapichetti

Piergiorgio Gualtieri, presidente del circolo, lancia allora l’idea per sensibilizzare l’opinione pubblica sul tema della cittadinanza ai figli degli immigrati nati in Italia: “Facciamo come ha proposto il Presidente della Provincia di Pesaro, Matteo Ricci: offriamo la cittadinanza onoraria ai bambini di stranieri nati in Italia. Noi, come circolo Aldo Moro, siamo sempre stati attenti alla dignità della persona, è questo il principio di fondo che ci interessa, quale che sia il tema toccato. Allo stato attuale ci sono due proposte che toccano gli stranieri residenti nel nostro Paese: la prima è quella di modificare la legge 91 del 5 febbraio 1992, per far sì che la cittadinanza non sia più legata allo ius sanguinis, ma allo ius soli. L’altra riguarda una legge da fare ex novo, che consentirebbe agli stranieri residenti da almeno 5 anni in Italia di poter godere della partecipazione politica e amministrativa a livello locale”. Anche Maurizio Saiu, consigliere nazionale delle Acli, è convinto che la legge debba cambiare: “in Gran Bretagna basta un anno di residenza per ricevere il certificato elettorale che permette di votare alle elezioni locali: in Italia, recentemente, la politica si è accorta della necessità di dare la cittadinanza a chi ormai è già integrato, parla la nostra lingua, è nato nel nostro Paese, è amico dei nostri figli. Non solo con l’appello del Presidente Napolitano, che ha parlato di questo tema nel messaggio di fine anno, ma anche con le dichiarazioni del Presidente della Camera Fini, che ha ricordato come ad esempio tutta la nazionale italiana under 17 di hockey su prato sia composta da figli di stranieri, nati in Italia. Chiediamo a tutti i sindaci della provincia di Macerata di fare un atto simbolico, per smuovere le coscienze degli amministratori a livello nazionale: concedano la cittadinanza onoraria a questi bambini”.
“Sono nata in Kosovo, ma sono cresciuta in Italia. Compiuti i 18 anni non avevo gli stessi diritti dei miei amici, ero fortemente limitata e mi sentivo diversa” spiega Ylbere Ramanaj, dell’associazione Anolf. “Quando ci sono le elezioni nel nostro paese di origine” prosegue la giovane “non ci interessano nemmeno, perché viviamo in Italia. Molti di noi pensano di trascorrere tutta la vita qui, e vorrebbero poter dire la loro. Abbiamo scritto ai vari Comuni marchigiani per ricevere un supporto per la nostra battaglia di civiltà, ma finora solo quelli di Tolentino e San Severino ci hanno risposto. Tra le varie difficoltà che sperimentiamo, c’è anche quella imposta dalla nuova sovratassa sui permessi e sulle carte di soggiorno, che va dagli 80 ai 200 euro: manifesteremo di fronte alla Questura il 30 gennaio contro questa ingiustizia che ci complica la vita. Molti di noi, nonostante gli anni passati in Italia, rischiano di vedersi rispedire nel loro Paese d’origine se non è tutto a posto con i documenti, e anche un cambio di residenza può essere un problema. Noi non abbiamo una vita in un Paese d’origine che nemmeno conosciamo”.
Tra le azioni concrete del circolo c’è quella di raccogliere le firme per la campagna “L’Italia sono anch’io”, dedicata proprio ai temi della cittadinanza e del diritto di voto per gli immigrati. Ne servono almeno 50mila per portare in Parlamento una legge d’iniziativa popolare, ed i cittadini possono firmare entro la fine di febbraio  rivolgendosi al segretario comunale della propria città di residenza, oppure recandosi nei locali del circolo Aldo Moro che si trova in Borgo Sforzacosta 56 (aperto mattina e pomeriggio).

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VIAGGIO NELLA SCUOLA ESEMPIO DI INTEGRAZIONE (GUARDA IL VIDEO)

 



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