Crucianelli, sollievo per oltre 200 operai:
«Temevamo che chiudesse,
ora siamo più sereni» (I video)

TOLENTINO - Oggi l’incontro in azienda con i sindacati, i lavoratori e l'amministratore unico. Garantita la continuità dei cantieri dopo la maxi inchiesta dell'Antimafia. Vincenzo Braidic, dipendente della Rest Edile: «Dispiaciuto per la vicenda che ha coinvolto Enrico. È stato sempre corretto». Giuseppe Quinzi (Filca Cisl): «Iniezione di fiducia dalle banche, ok per lo stipendio di ottobre e quelli futuri». Filomena Palumbo (Feneal Uil): «Per questo mese possiamo stare sereni». Ferretti (Cgil): «Mira si è reso disponibile per qualsiasi necessità». Lunedì anche il nodo dei subappalti sul tavolo del prefetto

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Le dichiarazioni dei lavoratori e dei sindacalisti all'uscita dell'incontro (i video in sequenza)

 

sindacati sede crucianelli rest edile

di Francesca Marsili

«Sono uscito da questa assemblea con lo stesso stato d’animo con cui sono entrato alla Rest Edile 22 anni fa: sereno. Sono fiducioso, anche per il futuro: i cantieri sono stati sempre attivi. Sono dispiaciuto per la vicenda che ha coinvolto Enrico Crucianelli, perché è sempre stato corretto, ci ha sempre pagati anticipatamente, poi sulla vicenda non posso dire nulla. Ci spaventava solo che potesse chiudere». Sono parole di sollievo quelle di Vincenzo Braidic, dipendente dell’azienda, al termine dell’incontro con i sindacati di questo pomeriggio dal quale sono emerse tre certezze: il pagamento degli stipendi di ottobre il prossimo 15 novembre, la prosecuzione dell’attività lavorativa dell’azienda e l’apertura di un tavolo per monitorare lo stato dei pagamenti ai lavoratori in subappalto.

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Vincenzo Braidic

Braidic vive a Tolentino e lavora in un cantiere di Fiastra. Come lui, altri duecento operai escono dai cancelli di via Sacharov con il passo più leggero e una certezza che aspettavano da due settimane. C’è chi in azienda ha passato mezza vita e chi è appena arrivato.

Salman Ruishid

Salman Ruishid

Salman Ruishid è egiziano, vive a Tolentino da quattro anni ed è alla Crucianelli da appena due mesi. Esce con la stessa notizia: «Ci hanno detto che la mensilità di ottobre ce la pagano. Per il futuro va come prima: la ditta continua a lavorare».

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Le rappresentanti di Confindustria e Ance

Nell’incontro di oggi con gli oltre duecento dipendenti dell’azienda c’erano Matteo Ferretti per la Fillea Cgil, Giuseppe Quinzi per la Filca Cisl e Filomena Palumbo per la Feneal Uil. Con loro anche i referenti di Confindustria e di Ance Macerata, la cui sezione costruttori era presieduta proprio da Crucianelli fino all’autosospensione dopo l’arresto.

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Il commercialista Luca Mira, amministratore unico della Crucianelli Rest Edile

A dare la buona notizia agli operai è stato il nuovo amministratore unico della Rest Edile Luca Mira, che è sceso a parlare con loro. «Mira è venuto a farsi conoscere personalmente e a dare di persona la notizia che avevamo già anticipato», racconta Giuseppe Quinzi – . C’è la garanzia della continuità lavorativa e degli stipendi, e non soltanto di quello di ottobre: ci ha garantito anche quelli futuri, perché c’è un’iniezione di fiducia da parte delle banche e non c’è alcun atto ostativo nei confronti della Crucianelli». L’impegno è stato messo anche nero su bianco. «Oggi è stato fatto un piccolo passo per i lavoratori diretti della Crucianelli» – spiega Matteo Ferretti della Fillea Cgil -. La garanzia non è stata solo espressa dall’amministratore ai lavoratori: è stata anche formalizzata, con il comunicato affisso in bacheca sul pagamento dello stipendio di ottobre. Ovviamente è una situazione che dobbiamo seguire giorno per giorno».

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Per la società c’era Mira. Commercialista e presidente dell’Apm, ha preso la guida della Rest Edile il 26 ottobre, dopo le dimissioni di Crucianelli. Per gli aspetti legali è affiancato dall’avvocato Andrea Netti. Il vertice si è svolto in due fasi, come spiega Palumbo: «La prima parte dell’incontro serve a capire una serie di situazioni: com’è la realtà dal punto di vista dell’organizzazione del lavoro, degli appalti, dei subappalti e ovviamente degli stipendi. Poi abbiamo relazionato  ai lavoratori quello che è emerso».

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Filomena Palumbo

Il bilancio, per la sindacalista Palumbo, è positivo. «Abbiamo avuto riscontro sugli stipendi di ottobre, che saranno pagati entro il termine già previsto dal contratto, il 15 novembre. È una notizia molto importante e incoraggiante, perché eravamo davvero preoccupati: lo sblocco dei conti correnti non significava necessariamente che ci fosse la capienza per pagare gli stipendi. Quindi, per questo mese, possiamo stare sereni». Quinzi parla di un primo passo verso l’ordine dopo giorni di caos: «Finalmente possiamo dire che alcune situazioni si stanno definendo. C’era un po’ troppa confusione, non avevamo contezza del quantum, di quanti fossero i cantieri e di quanti fossero bloccati o in difficoltà. Oggi, essendo la Rest Edile in bonis, anche le banche stanno facendo la loro parte. Gli operai hanno accolto la notizia con favore, perché il loro obiettivo è non perdere il posto di lavoro e avere lo stipendio garantito».

Giuseppe-Quinzi

Giuseppe Quinzi

Anche sui cantieri le notizie sono buone. L’azienda ha confermato che porta avanti i lavori diretti e che alcune ditte in subappalto sono al lavoro. Resta però una zona d’ombra. «L’azienda ha riferito di aver effettuato diversi pagamenti nel mese di ottobre, ma è rimasta riservata su questo punto», prosegue Palumbo -. Non è stata in grado di dirci nel dettaglio quali aziende e quali fatture siano state pagate. Questo dato noi non lo abbiamo».

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Matteo Ferretti

L’incontro arriva otto giorni dopo l’assemblea del 30 ottobre. Davanti a oltre 150 lavoratori era stato annunciato lo sblocco dei conti correnti della società, sui quali la Guardia di finanza aveva sequestrato circa 38 milioni di euro. La nuova governance aveva ottenuto un dissequestro parziale: il vincolo era stato spostato sui crediti presenti nel cassetto fiscale.

Sullo sfondo resta la maxi inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Ancona, condotta dalla Guardia di finanza ed esplosa il 22 ottobre: 51 indagati, otto misure di custodia cautelare in carcere, sequestri per oltre 57 milioni di euro e appalti per circa 350 milioni. Tra gli arrestati ci sono Enrico Crucianelli e l’avvocato Fabio Pistarelli, all’epoca dei fatti capo di gabinetto del presidente Francesco Acquaroli.

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Secondo gli inquirenti, la criminalità organizzata avrebbe usato il nome della Rest Edile per accreditarsi nelle Marche. Attraverso una catena di subappalti, i cantieri sarebbero stati aperti a ditte legate alla ‘ndrangheta e ai Casalesi. La Rest Edile è diventata così, di fatto, il general contractor della ricostruzione maceratese: oltre 400 cantieri privati, una quarantina di cantieri pubblici, più di 90 solo a Tolentino. Martedì il Tribunale del Riesame esaminerà la richiesta di scarcerazione presentata dagli avvocati di Crucianelli, Pistarelli e Cervigni. La Dda ha impugnato la decisione del gip di escludere per Crucianelli l’aggravante dell’agevolazione mafiosa.

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Per i dipendenti diretti la tensione si allenta. Resta aperto il fronte dei subappalti, con circa 1.500 operai che lavorano a cascata nei cantieri della Rest Edile. «Una cosa sono i dipendenti diretti della Crucianelli, un’altra i subappaltatori», sottolinea Quinzi. «Lì dobbiamo ancora lavorare di fino per ricondurre alla regolarità anche le persone che al momento non hanno avuto paghe e contratti. Il nostro compito come sindacato è segnalare direttamente all’azienda le situazioni anomale che ancora ci sfuggono». Palumbo descrive le stesse dimensioni del problema: «Dobbiamo monitorare costantemente la situazione degli oltre 200 lavoratori della Rest Edile, ma dietro c’è tutto l’indotto: un mondo di lavoratori in subappalto di cui dobbiamo conoscere le condizioni. Dobbiamo sapere se hanno stipendi arretrati e se entro il 15 novembre sarà pagato il mese di ottobre. Tutto questo è scoppiato a fine ottobre, quindi immaginiamo che ci siano competenze da pagare, e questo l’azienda ancora non lo sa». Il tavolo nasce proprio da qui. «Se dopo il 15 dovessero emergere lavoratori dei subappalti non retribuiti o con mensilità arretrate, c’è l’apertura a sedersi e ragionare su come garantire gli stipendi anche a loro».

Sindacati

 

È stata la stessa azienda a chiedere aiuto, racconta Ferretti. «Abbiamo ricevuto la disponibilità ad aprire un confronto su quei lavoratori che non hanno percepito, o non percepirebbero, le retribuzioni, e a verificare le posizioni delle maestranze in subappalto. Abbiamo detto all’azienda che potrebbero nascere delle vertenze e che, sulle retribuzioni non corrisposte, la responsabilità è di fatto solidale. Prima di passare alle formalizzazioni, però, apriamo una discussione: dobbiamo capire di cosa stiamo parlando, di quanti lavoratori, di quali situazioni».

Il sindacalista invita però alla prudenza. «Bisogna dire le cose come stanno. Se un lavoratore del subappalto non viene pagato, non è automatico che sia perché la Rest Edile non ha pagato la sua società. Magari la Rest Edile ha pagato e la società non ha pagato i lavoratori. Dopo il 15, ogni lavoratore che verrà nei nostri uffici a presentare la propria posizione ci permetterà di capire se il mancato pagamento dipende dalla Rest Edile a monte o solo dall’azienda che doveva pagarlo. È una situazione anomala e complessa, in cui non si possono stabilire rapporti diretti di causa ed effetto. Va presa giorno per giorno, passo dopo passo». Mira, al tavolo, ha dato la sua disponibilità: «Sono qua, per qualsiasi necessità fatevi avanti. Io ci sono».

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In alcuni casi l’emergenza è già realtà. I sindacati hanno lanciato l’allarme per 50 operai della Edilnova, ditta riconducibile all’arrestato Vincenzo Chiappalone, rimasti senza stipendio e senza lavoro. Quinzi spiega cosa è cambiato: «Ogni volta che veniva da noi un operaio, facevamo la messa in mora, cioè la comunicazione che il lavoratore è disponibile a riprendere il proprio posto e non ha ricevuto lo stipendio. Davamo un termine, dopodiché ci si rivolgeva all’azienda appaltante. Ma erano casi singoli. Adesso i casi sono molti, e dobbiamo capire chi ha una busta paga arretrata e chi magari ne ha tre».

È il campanello d’allarme che i sindacati porteranno lunedì mattina alla biblioteca Mozzi Borgetti di Macerata, all’incontro con il prefetto Giovanni Signer e il commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli. «Il nuovo tavolo tecnico che abbiamo chiesto e costituito sarà l’occasione per migliorare tutto quello che finora è stato oggetto del nostro allarme», dice il segretario della Filca Cisl. «Ci sono cose che non vanno, e adesso anche le istituzioni devono mettersi a lavorare».

Per Ferretti, lunedì non si parlerà solo dell’emergenza: «Vogliamo anche rilanciare sulla ricostruzione e chiedere ulteriori presidi che garantiscano la legalità e impediscano situazioni di questo genere. Per esempio, tornare a ragionare sulla congruità della manodopera, cioè su chi sono i lavoratori che si occupano davvero delle lavorazioni. Abbiamo chiesto di partire subito con i meccanismi già previsti in base agli importi dei cantieri, e di dare all’impresa affidataria la possibilità di verificare i flussi dei pagamenti ai lavoratori in subappalto. Sono tutte misure che potrebbero dare ancora più garanzie al sistema e arginare situazioni come questa». Anche il nodo dei subappalti finirà sul tavolo del prefetto. «Oltre alla disponibilità dell’azienda serve anche quella degli enti, perché sostengano questo percorso di legalità e di giusta retribuzione».

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