Finanziare non è ricostruire:
a 10 anni dal terremoto
due interventi su tre senza cantiere
SISMA - Secondo i dati di "ActionAid" al 30 aprile scorso su 1.052 interventi programmati, 698 non erano ancora stati realizzati. Tanti i casi emblematici: a Camerino municipio e teatro Marchetti, a Tolentino il campus, a Visso il Palazzo dei Priori (solo di recente consegnato il cantiere)

Il tetto del teatro Marchetti di Camerino sfondato poche settimane dopo il sisma del 2016
di Monia Orazi
Dal teatro Marchetti di Camerino ai poli scolastici di San Ginesio e Tolentino, la distanza fra progetti finanziati e servizi restituiti ai cittadini. Su 1.052 interventi programmati, 698 al 30 aprile scorso non erano ancora in cantiere. La fotografia provinciale deriva dall’elaborazione dei dati ottenuti ActionAid con un accesso civico alla Struttura commissariale e resi consultabili da onData.
Gli aggiornamenti dei cantieri successivi ad aprile rendono indispensabile distinguere per ogni intervento la fase registrata e quella effettiva. Perché una scuola finanziata non è una scuola aperta, e un municipio progettato non è ancora un municipio restituito alla città. E’ il caso di Camerino, dove il municipio continua a funzionare ma nella sede provvisoria di Vallicelle, mentre il teatro Filippo Marchetti è chiuso dal terremoto. A San Ginesio il cantiere di uno dei due nuovi poli scolastici è partito soltanto l’8 ottobre scorso, a 10 anni dalle scosse. A Visso sono stati approvati progetti per recuperare edifici simbolo, ma fra il via libera alle carte e la riapertura resta ancora la strada dei lavori. È questa la distanza, spesso misurata in anni, fra finanziare un’opera pubblica e restituirla alla comunità.

Palazzo Bongiovanni
Il caso più complesso è proprio quello del palazzo comunale e del Marchetti, cuore amministrativo e culturale di Camerino. L’intervento, inizialmente previsto per poco più di dieci milioni, nel marzo 2024 ha raggiunto un quadro economico di 23 milioni e 420mila euro. Al raddoppio del costo si è aggiunta la richiesta dei progettisti di adeguare i compensi per oltre 1,4 milioni. Una controversia passata anche per il collegio consultivo tecnico, mentre il sindaco Roberto Lucarelli ha prospettato la divisione del recupero in due stralci, con priorità al teatro. Nella banca dati generale di aprile l’opera figura invece ancora per circa 10,2 milioni: non il costo del progetto approvato due anni prima, ma quello della precedente programmazione. Non è soltanto una differenza contabile: diventa difficile capire quanti fondi occorrano davvero e quanto manchi all’avvio dei lavori.
Sempre a Camerino attende una soluzione definitiva la Compagnia dei carabinieri, trasferita dalla caserma inagibile di via Bongiovanni dopo il 2016. Per la nuova sede era stato individuato un edificio incompiuto dell’Unione montana a Vallicelle: nel 2021 l’agenzia del Demanio acquisì gratuitamente il diritto di superficie, con un investimento previsto fino a cinque milioni. Nel febbraio 2024 la progettazione definitiva risultava avanzata del 20%. A settembre scorso un accesso civico ha chiesto conto dello stato del procedimento e dei tempi per arrivare ai lavori. Da non confondere con il distinto progetto da circa 10,3 milioni per recuperare nel centro storico la vecchia caserma e l’ex carcere.

Il rendering dell’Ipsia di San Ginesio
A San Ginesio i due lotti del polo scolastico viaggiano a velocità diverse. Il lotto A, che ospiterà infanzia Ciarlantini, primaria Allevi e superiore Gentili, è passato dalla fase di aggiudicazione registrata in aprile all’apertura del cantiere l’8 ottobre. Per i lavori sono previsti 770 giorni: il traguardo dell’avvio arriva dunque 10 anni dopo il sisma, non quello dell’apertura della scuola. Più avanti il lotto B, il nuovo Ipsia Renzo Frau costruito con la collaborazione della Andrea Bocelli Foundation: l’ingresso degli studenti è programmato per gennaio 2027. Per renderlo accessibile occorre però intervenire anche su via Nunzio Giuliani, con un finanziamento approvato a settembre da 2,5 milioni. Una scuola nuova, da sola, non basta a garantire un servizio funzionante.

Il cantiere per il nuovo campus di Tolentino a inizio agosto
A Tolentino il nuovo campus Filelfo, con un appalto aggiudicato nel 2024 per circa 23 milioni nell’ambito di una programmazione da circa 31, offre il caso opposto: nella fotografia di aprile l’intervento risulta ancora alle procedure di aggiudicazione, mentre il cantiere è materialmente aperto. Al sopralluogo dell’8 settembre le fondazioni erano completate e la struttura prefabbricata centrale in avanzata realizzazione. Una discrepanza che mostra come anche le banche dati, se non aggiornate, possano restituire un’immagine superata dei lavori.
Nel cuore più ferito dei Sibillini il percorso resta ancora più difficile.
A Visso il cantiere di palazzo dei Priori è stato consegnato a luglio; il 28 settembre è arrivato il via libera al progetto esecutivo di palazzo Varano, da 3,45 milioni, e il 20 ottobre quello per la collegiata di Maria Santissima, da oltre otto milioni. Sono avanzamenti reali, non edifici già restituiti. Anche a Ussita e Castelsantangelo la gran parte delle risorse censite in aprile riguardava interventi ancora precedenti al cantiere: rispettivamente l’88% e l’84,7% dei finanziamenti programmati, contro l’80,2% di Visso.

La cerimonia per l’apertura del cantiere a Palazzo dei Priori, a Visso
Le singole vicende trovano riscontro nei numeri dell’intera provincia. Su 1.052 interventi pubblici programmati per circa 1,468 miliardi di euro, 698, il 66,3%, erano ancora nelle fasi precedenti l’apertura del cantiere. Altri 119, l’11,3%, risultavano in esecuzione; 235, il 22,3%, avevano raggiunto la fine lavori o il collaudo. Non significa che tutti questi ultimi fossero già utilizzabili. E soprattutto il 78,1% degli importi programmati, oltre 1,14 miliardi, era ancora legato a opere non arrivate all’inizio dei lavori. Il valore degli interventi ultimati o in collaudo era di appena 110,7 milioni: il 7,5% della spesa programmata. Il confronto con la ricostruzione privata evidenzia la differenza di passo.
Nel Maceratese, al 31 maggio, risultavano 5.219 cantieri privati conclusi e 3.672 in corso: il 58,7% di quelli censiti in queste due condizioni era dunque terminato. Per le opere pubbliche, invece, il 22,3% riguarda tutti gli interventi programmati, compresi quelli ancora lontani dal cantiere.
Anche su scala regionale i dati presentati il 23 ottobre dall’Ufficio speciale ricostruzione mostrano 9.024 cantieri privati chiusi, il 62% di quelli chiusi o in corso, a fronte del 21% di interventi pubblici conclusi sul totale programmato. Nel pubblico marchigiano la progettazione era in corso per il 24% delle opere, il 33% aveva il progetto approvato e il 20% era nella fase dei lavori avviati.







































