Ricostruzione, c’è il decreto anti-accolli:
si punta a rendere più veloce
l’accesso alla misura di sostegno

SISMA - Il provvedimento riguarda gli edifici abitativi in cui al 31 dicembre 2025 i lavori finanziati anche attraverso gli incentivi fiscali non erano conclusi

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La situazione a Visso

di Monia Orazi

È arrivato il decreto anti-accolli dell’Ufficio speciale ricostruzione Marche. Un contributo in più per chi, ricostruendo casa dopo il terremoto, aveva fatto affidamento sul Superbonus per coprire le spese eccedenti il contributo sisma e si è poi ritrovato con una parte dei costi a proprio carico.

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L’ufficio speciale ricostruzione delle Marche ha definito la procedura per accedere all’incremento previsto dall’ordinanza commissariale 273 del 4 maggio scorso, introducendo anche una semplificazione della documentazione necessaria.

La misura nasce per affrontare uno dei problemi prodotti dall’intreccio tra ricostruzione e incentivi fiscali. In diversi interventi la quota che superava il contributo pubblico avrebbe dovuto essere coperta attraverso il Superbonus, utilizzando la cessione del credito o lo sconto in fattura. Quando queste possibilità non sono state utilizzate, o lo sono state soltanto in parte, una fetta della spesa è rimasta sulle spalle dei proprietari. È proprio su questa differenza che interviene il nuovo contributo.

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Il provvedimento riguarda gli edifici abitativi o prevalentemente abitativi nei quali al 31 dicembre 2025 i lavori finanziati anche attraverso gli incentivi fiscali non erano ancora conclusi. Non si tratta però di un rimborso automatico. Possono rientrare nella misura le domande di contributo per la ricostruzione presentate entro il 31 dicembre 2024, ma le condizioni cambiano in base alla data della pratica. Per quelle depositate prima del 30 marzo 2024 occorre dimostrare, attraverso una delle modalità previste, che il ricorso al Superbonus era già stato indicato o comunicato entro i termini.

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Per le domande successive entrano in gioco anche le regole relative al plafond statale destinato alla ricostruzione. Una casistica particolare riguarda le pratiche presentate tra il 24 e il 31 dicembre 2024, quando, dopo l’esaurimento del fondo, era stato disposto il blocco delle opzioni di sconto in fattura e cessione del credito. Ci sono anche delle esclusioni. Restano fuori, salvo le eccezioni previste dall’ordinanza, gli interventi già ammessi al plafond statale e quelli nei quali il costo dei lavori non aveva generato una quota eccedente il contributo sisma effettivamente rimasta a carico del beneficiario.

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Ussita

La novità più concreta del decreto firmato dal direttore dell’Usr Marche, Marco Trovarelli, riguarda però la burocrazia. Per dimostrare quanto già utilizzato attraverso gli incentivi fiscali non sarà necessario ripresentare integralmente tutta la documentazione. Il direttore dei lavori potrà sostituirla con una dichiarazione nella quale attesta che gli atti richiesti, compreso il visto di conformità, sono stati depositati sulle piattaforme Pncs ed Enea, indica le lavorazioni interessate e certifica gli importi già rendicontati attraverso gli stati di avanzamento. La domanda dovrà comunque essere completa.

Tra gli allegati ci sono la dichiarazione che i lavori non erano terminati al 31 dicembre 2025, quella del beneficiario sulla mancata o parziale utilizzazione della cessione del credito o dello sconto in fattura e l’attestazione del direttore dei lavori sugli importi già rendicontati. Se manca anche solo una parte della modulistica richiesta, l’istanza viene considerata incompleta.

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L’obiettivo dichiarato dall’Usr è alleggerire gli adempimenti e rendere più veloce l’accesso alla misura, senza eliminare i controlli. Prima dell’istruttoria l’ufficio verificherà infatti che il richiedente abbia diritto al beneficio e che la documentazione sia completa, conservando inoltre la possibilità di controllare la veridicità delle dichiarazioni. A finanziare gli incrementi saranno le risorse previste dalla legge di bilancio 2026 con un’autorizzazione di spesa distribuita su dieci anni. Nella prima fase gli uffici speciali potranno anticipare i pagamenti utilizzando le somme disponibili nei propri fondi di rotazione, con successiva rendicontazione al commissario. Per agevolare la chiusura dei cantieri interessati dalla misura è prevista anche una proroga straordinaria di quattro mesi per terminare i lavori.


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