Andrea Foglia rompe gli indugi
e lancia il suo “Progetto Civitanova”
«Sono a disposizione per la candidatura»
ELEZIONI - Sala gremita al Miramare per la discesa in campo del fisioterapista. «È il momento del mio impegno diretto. L’articolo di Cronache Maceratesi non l’ho amato, ma ha fatto accadere qualcosa di bello, in tanti mi hanno spronato a decidere». Centrosinistra spaccato sulla sua candidatura? «Sono problemi loro, il mio impegno ora è occuparmi della città. Sono stato contattato da quasi tutte le forze politiche, con Germano Ercoli rapporti esclusivamente legati alla mia professione». L'ex consigliera Lavinia Bianchi vice presidente della nuova associazione. (Video)

Andrea Foglia
di Laura Boccanera (foto di Federico De Marco)
Andrea Foglia scioglie le riserve, fonda l’associazione Progetto Civitanova e si mette a disposizione per la candidatura a sindaco. La sala dell’hotel Miramare era gremitissima questa mattina per l’annuncio della discesa in campo del fisioterapista e coordinatore del tavolo per il benessere dei giovani alle prossime elezioni amministrative del 2027. Tantissimi consiglieri comunali presenti, molti anche di centrodestra e si è addirittura affacciato anche il sindaco Fabrizio Ciarapica. «Abbiamo invitato tutte le forze politiche».

«Oggi è la giornata più significativa per me dal punto di vista dell’impegno civile e politico in dieci anni – ha esordito Foglia – sono emozionato perché è un momento che segna il passaggio da un impegno politico con la P maiuscola a uno con la p minuscola, caratterizzato dalla mia ufficiale candidatura».
La presentazione si è svolta davanti a una platea numerosa, con persone sedute anche a terra. Accanto a Foglia il direttivo della nuova associazione composto da Andrea Gazzani, vicepresidente, Lavinia Bianchi (anche lei vicepresidente), ex consigliera comunale di opposizione con Siamo Civitanova di Silvia Squadroni, Francesco Sebastiani, Silvia Basili, Teresa Biancucci, Marco Canaletti, Stefano Cappelletti, Mario Cesetti e Veronica Petrelli. Tantissimi gli appartenenti alla società civile, professionisti, studenti, commercianti. Fra loro si è affacciato e ha partecipato anche il conte Francesco Sabatucci, presidente della Fondazione Carima, l’avvocato Dino Gazzani e altri.

L’intervento di Lavinia Bianchi
Un progetto che, ha spiegato Foglia, non nasce come un comitato elettorale o una lista già confezionata, ma come uno spazio aperto alla città con un metodo diverso dalla solita politica. «Non è un comitato elettorale e una lista, ma un’associazione aperta. Mi metto a disposizione per un’eventuale candidatura». La candidatura, ha precisato, non è il risultato di accordi con altri soggetti politici: «Ho sciolto la riserva solo da poco e per una serie di accadimenti che sono avvenuti».
Fra questi Foglia ricorda la scomparsa di Giorgio Berdini commovendosi: «È stato il primo a chiedermelo e mi ha invitato a mantenere laica e con la propria identità questo progetto» e anche un articolo, proprio di Cronache Maceratesi, che ne annunciava la possibile candidatura a sindaco: «è stato un articolo che non ho amato, ma che ha fatto accadere qualcosa di bello. Perché chiunque mi incontrava mi spronava a decidere. Io dicevo: “ma se io lo faccio, tu che fai”? Ed è nato un fermento che andava assecondato».

Anche il sindaco Fabrizio Ciarapica ha presenziato alla presentazione
Una lista che si caratterizza, secondo i promotori, per il cambio di passo del metodo. «Non faremo promesse per avere voti, non ci stiamo a ridurre il programma perché sui social non si leggono meno di qualche parola. E poi parleremo poco o niente di chi ci ha preceduto. Vengo dal mondo sanitario, se il paziente sta male è inutile parlare del medico che ha sbagliato la diagnosi, va prima guarito il malato». Il programma si snoda in 15 pagine, ma è attraverso 3 S che vengono stabilite le priorità: sanità, sicurezza, sviluppo.

L’ex assessora Roberta Belletti, defenestrata poche settimane fa dalla giunta Ciarapica
In merito alla collocazione della sua candidatura, Foglia non pone confini: «Sono stato contattato da quasi da tutte le forze politiche. E’ evidente che alcuni punti saranno più vicini ad una sensibilità piuttosto che un’altra». Interrogato sulla spaccatura nel centrosinistra generata dalla sua candidatura dice: «Non è mia priorità risolvere questioni interne al centrosinistra, credo sia un problema del centrosinistra. Il mio impegno è continuare a occuparmi della città con tante persone di livello indipendentemente dallo schieramento, che rispondano ai nostri confini valoriali. Prima vengono le necessità dei cittadini poi il gossip politico. L’obiettivo è allestire con chi vorrà il miglior programma che porterà al governo della città».

In conferenza Foglia chiarisce anche alcune indiscrezioni che erano emerse circa un suo possibile avvicinamento con Germano Ercoli che ha rotto ogni rapporto con Ciarapica dopo la bocciatura in consiglio della variante Cristallo a Costamartina: «Non potevo venire in conferenza con questo peso – dice – con la famiglia Ercoli ho rapporti esclusivamente legati alla mia professione, sia con lui che con la sua famiglia, mai abbiamo avuto conversazioni politiche. Incontrandolo perché volevo chiarire questo aspetto dopo che anche a me erano giunte queste voci, mi ha detto che ha ritirato la richiesta di variante».

Francesco Sebastiani
Il cuore del progetto è il Manifesto Civitanova che racconta parte delle idee. Ad annunciarlo la vice Lavinia Bianchi: «Racconta una visione che è soprattutto un metodo, più aperto, trasparente e coerente, lontano da appartenenza, ma che dia delle priorità che a noi stanno maggiormente a cuore, in primi giovani e cultura. E poi fissa un orizzonte, che non è il 2027, ma il 2037, ci diamo un decennio per impostare la nostra visione».
Del gruppo fa parte anche Francesco Sebastiani quale coordinatore del laboratorio per le proposte e che lancia la prima iniziativa: un open mic in programma sabato in piazza Conchiglia dove chiunque può avvicinarsi all’associazione per dare il proprio contributo di idee.
Foglia si addentra poi nella costruzione del progetto e delle critiche ricevuto in questo tempo di “attesa”: «Sono un sostenitore della democrazia per quanto fiacca e debole e di tutti i suoi organi compresi i partiti. Nella distinzione che ho fatto tra p maiuscola e minuscola, la p minuscola non riguarda le istituzioni, ma il ruolo e le tante persone che non onorano quel ruolo. E non è una questione di polarizzazione o sentiment. Io so di lasciare una situazione di confort zone, la mia professione e attività sociale, la mia famiglia. Da dieci anni sostengo un’associazione in totale gratuità. Non ho percepito un soldo dalla pubblica amministrazione in questi dieci anni e il sold out di sabato per Io desidero al teatro Conti è il risultato della generosità di tanti civitanovesi che collaborano per un bene comune ed è uno sgarbo non tener conto di queste potenzialità. Veniamo dalle amministrative 2022 dove al ballottaggio solo 4 persone su 10 hanno avuto la forza di andare al voto».

Ha poi parlato della sfiducia percepita dai cittadini rispetto alla politica e in cosa questo progetto, secondo i promotori è differente: «Accadimenti come l’indagine sulla ricostruzione non giova in termini di fiducia verso le istituzioni – ha detto – la nostra priorità è il bene comune, il primo capitale di Civitanova non è il mattone: il bene comune sarà possibile solo se gli aspetti privatistici non saranno prioritari. E qui c’è un altro olezzo urticante da cittadino. La prossimità, la relazione personale che diventa relazione istituzionale. Ci sono Comuni che hanno superato le logiche clientelari ad esempio per avere un patrocinio o l’occupazione di suolo pubblico. Pertanto i nostri valori non sono sindacabili. La scelta che ho fatto è perché tutti loro mi hanno convinto. Con noi ci sono competenze altissime pronte a dare un contributo di senso. Prima di preoccuparmi di logiche con i partiti, movimenti, liste civiche l’obiettivo è rendere solido e credibile questo progetto, non ci faremo distrarre da meccanismi perversi del passato. Mettetelo in agenda. Capisco che in questa fase storica la comunicazione è confondente. Ma quello che rimane è la storia di ciascuno, la mia, la loro, la nostra».
Infine le tre S: la salute è la questione del basso bacino del Chienti, l’amianto da rimuovere, la sicurezza urbana «che per noi non significa panpenalismo securitario, poi lo sviluppo, economico, ma soprattutto culturale». Infine sulle critiche relative al suo essere un neofita della politica e delle asperità della macchina amministrativa: «tra i sindaci che mi hanno preceduto mi pare nessuno avesse fatto un apprendistato. I sindaci hanno un ruolo politico, la competenza del sindaco non è essere tuttologo ma costruire una squadra che sappia rispondere e capire le esigenze di una città. Non andrò dai dirigenti a dire si deve fare così, fino ad ora è tutto sbagliato. Dirò loro: questa amministrazione facciamola insieme. Vorrei tornare ad un galateo e sobrietà delle istituzioni».
(Ultimo aggiornamento ore 15,30)
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La presenza di ogni sorta di rapace dal falco alla poiana, dall’avvoltoio fino alle aquile più qualche mambo, vipera e cobra mi hanno fatto tornare sui miei passi. Ecco, una volta che veramente c’era il bisogno di una decina di mercenari, qualche body guard preso in prestito e non voglio far nomi, messi a controllare gli ingressi, toh, non c’era nessuno. E ciò ha permesso che tutti potessero entrare. Lasciamo perdere che non solo nonna avrebbe detto che in diversi hanno la faccia come il lato B. Ma però un po’ di rispetto per una lista che comunque delle buone intenzioni per il momento sembra averle e che questo sia tipico prima delle elezioni è la prassi. Buonsenso e un minimo di educazione avrebbero dovuto portare alcune presenze ben lontane dal Miramare, magari ad una bella gita organizzata sulle pendici dell’Etna in questo periodo molto più accogliente del solito. E invece no, siamo in pieno tsunami ma non d’acqua di mare ma proprio di repellente vergogna e non c’è niente da fare… O si chiama un esorcista, o qualche capo tribù asiatico oppure della Papua Nuova Guinea o ricercato nella profonda Amazzonia. Naturalmente niente resi. Adesso una piccola osservazione su Lavinia Bianchi che lasciava per un lavoro all’estero. Se fosse rimasta a fianco della Squadroni avrebbe votato come Lebretti o come Silvia?. Sembra una domanda così, buttata là, ma non lo è per niente.
Andrea dispiaciuta di non esserci stata, ma il sapere che hai accolto le richieste di molti ci fa stare più tranquilli , ci saranno molte difficoltà ma con.la chiarezza e la serietà che ti contraddistingue sarà tutto più facile, noi ci saremo…..
Buon Lavoro.