Palaghiaccio, ecco i rendering:
partito il bando per la progettazione.
Nuovo tetto e impianti smart (Foto)
USSITA - L'opera costerà sette milioni di euro. La struttura manterrà la sua forma originale, cambierà la copertura. All'interno si ridurranno i consumi e anche il calore verrà riutilizzato. L'ipotesi è che possa essere completata tra fine 2028 e l'inizio del 2029

Un rendering del nuovo Palaghiaccio visto dall’esterno
di Monia Orazi
Palaghiaccio di Ussita: il traguardo può essere fissato, almeno sulla carta, alla fine del 2028, inizio 2029. È questo l’orizzonte temporale entro il quale potrebbe tornare a vivere il palaghiaccio di Ussita, se la gara e il successivo cantiere procederanno senza rallentamenti. Intanto è partita ufficialmente la gara per affidare la progettazione esecutiva e i lavori: le imprese interessate avranno tempo fino alle 12 del 12 ottobre per presentare le offerte.
A 10 anni dal terremoto, per l’impianto simbolo di Pratolungo si entra nella fase che dovrà trasformare progetti e finanziamenti in travi, vetro, impianti e, infine, di nuovo ghiaccio. La procedura riguarda un appalto nel quale chi vincerà la gara dovrà prima completare la progettazione nei dettagli e poi realizzare materialmente l’opera. L’investimento complessivo è di 7.112.163 euro, i lavori messi a gara valgono poco più di 5 milioni di euro. Per completare il progetto sono previsti 90 giorni; una volta approvato, potrà essere consegnato il cantiere, per il quale sono stabiliti 600 giorni consecutivi, poco meno di venti mesi. Considerando anche il tempo necessario per concludere la gara e affidare l’appalto, la fine del 2028, primi mesi del 2029 rappresenta quindi una possibile data di arrivo.
Il cantiere cambierà profondamente l’edificio senza cancellarne l’immagine più riconoscibile. Il Palaghiaccio è caratterizzato dalla grande struttura in legno lamellare, con gli archi che sorreggono il tetto e disegnano il profilo dell’impianto. Proprio da qui partirà una delle operazioni più delicate. La vecchia copertura sarà in gran parte smontata. Le infiltrazioni d’acqua hanno deteriorato negli anni alcune parti in legno e arrugginito diversi elementi metallici. Verranno quindi tolti il rivestimento del tetto, l’isolamento e le parti di legno rovinate. Gli elementi non più recuperabili saranno sostituiti con strutture nuove, realizzate secondo le attuali norme di sicurezza. Sopra verrà ricostruito il tetto, mantenendo la caratteristica forma curva dell’edificio e migliorandone l’isolamento.
Particolarmente delicato sarà l’intervento sui grandi archi di legno. Quelli alle due estremità dell’edificio presentano parti molto deteriorate. Saranno smontati e portati a terra: le estremità rovinate verranno eliminate e sostituite con nuove porzioni di legno, unite alle parti conservate attraverso collegamenti metallici. Una volta riparati, gli archi saranno rimontati. Quelli all’interno dell’edificio verranno invece rafforzati senza essere completamente sostituiti. Saranno aggiunti tiranti in acciaio e nuovi sostegni in legno, in modo da rendere l’intera copertura più stabile e resistente, soprattutto in caso di terremoto.

Anche dall’esterno il nuovo palaghiaccio apparirà diverso. Non saranno sostituiti soltanto i vetri danneggiati dal sisma: verranno rifatte le facciate vetrate e gli infissi, insieme alle strutture in legno che li sostengono. Al posto delle vecchie schermature contro il sole saranno installati nuovi frangisole. L’obiettivo è limitare il caldo durante i mesi estivi e la dispersione di calore durante l’inverno, riducendo così anche i consumi energetici. Le parti in legno maggiormente esposte alla pioggia e alle intemperie saranno inoltre protette con nuovi rivestimenti. Gli interventi riguarderanno anche le strutture in cemento armato sotto le tribune. Alcuni pilastri e pareti portanti saranno ingrossati e rinforzati con nuovo cemento, per renderli adeguati alle attuali norme antisismiche. Saranno rafforzate anche le parti dell’edificio che devono sostenere le grandi facciate.

Poi il cantiere arriverà al cuore del Palaghiaccio: la pista. Il pavimento sul quale viene formato il ghiaccio presenta oggi delle crepe e anche il vecchio sistema che produce il freddo è deteriorato. Compressori, pompe e tubazioni saranno quindi rinnovati. Il nuovo impianto sarà più moderno e consumerà meno. E avrà una particolarità: il calore prodotto mentre si raffredda la pista non verrà sprecato. Sarà recuperato e utilizzato, per esempio, per contribuire a scaldare l’acqua dell’edificio. Il Palaghiaccio utilizzerà così l’energia prodotta dal proprio sistema di refrigerazione invece di disperderla all’esterno.
Praticamente tutta l’impiantistica sarà rinnovata. Verrà rifatto il sistema di riscaldamento, arriveranno nuove pompe di calore e nuovi impianti per il ricambio dell’aria. Negli spogliatoi saranno sostituite le vecchie tubazioni. Bagni e servizi avranno nuove condutture per acqua e scarichi, nuovi scaldacqua e nuovi sanitari, compresi quelli destinati alle persone con disabilità.
Cambierà completamente anche l’illuminazione. Le vecchie lampade sospese sopra la pista saranno eliminate e sostituite da dei proiettori a led. Nuove luci saranno installate anche sulle tribune, lungo i percorsi interni, nei locali di servizio e all’esterno. Saranno inoltre rifatti i quadri elettrici e buona parte delle linee che distribuiscono l’elettricità nell’edificio.
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