Dopo dieci anni riapre Rocca Varano:
«Restituiamo alla città
un pezzo della sua anima» (Video)

CAMERINO - A dieci anni dalla chiusura legata al sisma, il complesso torna accessibile con un percorso storico-turistico rinnovato. Intervento da 853mila euro, di cui 750mila finanziati dalla Regione. Il sindaco Roberto Lucarelli: «Dopo dieci anni di silenzio torna a vivere». Il commissario Guido Castelli: «La ricostruzione ha cambiato passo, il centro storico brulica di cantieri»

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Rocca Varano

di Alessandro Vallese

Dopo dieci anni di chiusura, Rocca Varano torna ad accogliere i visitatori. A Camerino la riapertura di uno dei luoghi simbolo della città segna un altro passaggio nel recupero del patrimonio storico danneggiato dal terremoto del 2016. La cerimonia si è svolta questa mattina alla presenza delle principali autorità regionali e locali, a partire dal sindaco Roberto Lucarelli, dal presidente della Regione Francesco Acquaroli e dal commissario straordinario alla ricostruzione Guido Castelli.

 

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Il taglio del nastro di Rocca Varano alla presenza del presidente regionale Francesco Acquaroli, del commissario alla ricostruzione Guido Castelli, , del presidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui, dell’assessore regionale alle Infrastrutture Francesco Baldelli, dell’arcivescovo della Diocesi di Camerino-San Severino-Matelica Francesco Massara, del presidente della Provincia Alessandro Gentilucci e del sindaco di Camerino Roberto Lucarelli

«Oggi restituiamo a Camerino un pezzo della sua anima», ha detto il sindaco Lucarelli. «Dopo dieci anni di silenzio, Rocca Varano torna a vivere e torna ai camerinesi». Il sindaco ha ricordato il percorso che ha portato al recupero del complesso, sottolineando il sostegno della Regione Marche e l’importanza di restituire alla comunità un luogo profondamente legato alla sua identità.

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L’intervento ha richiesto un investimento complessivo di 853mila euro, di cui 750mila finanziati dalla Regione attraverso un bando dedicato alla riqualificazione degli spazi pubblici nei territori interni. I lavori, progettati dagli architetti Giovanni e Leo Marucci, hanno riguardato soprattutto il consolidamento e il miglioramento sismico della struttura, consentendo di recuperare il monumento e renderlo nuovamente fruibile.

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Non si tratta soltanto di riaprire le porte della Rocca. Il complesso è stato dotato di un nuovo percorso storico-turistico, con pannelli informativi, QR code, contenuti in realtà aumentata e arredi ricostruttivi dell’epoca, per accompagnare i visitatori alla scoperta della storia del luogo. Alla realizzazione hanno collaborato anche l’Archeoclub, sezione Marca di Camerino, per la stesura dei testi, e l’associazione Corsa alla Spada e Palio, che ha contribuito all’allestimento della sala espositiva.

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Particolare attenzione è stata riservata all’accessibilità, con interventi per l’abbattimento delle barriere architettoniche, pannelli in braille e un montascale. La posizione della Rocca, in prossimità dell’uscita della strada statale 77, ne rafforza inoltre il ruolo di porta d’ingresso alla città e di possibile punto di riferimento per il turismo culturale.

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La riapertura arriva in un momento significativo per Camerino, a pochi giorni dal decimo anniversario delle scosse più devastanti dell’autunno 2016. Proprio sul percorso della ricostruzione si è soffermato Guido Castelli, che ha legato il ritorno alla fruibilità della Rocca al più ampio processo di recupero del centro storico.

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«Il profilo di Rocca Varano appartiene alla memoria e al paesaggio di Camerino: una presenza familiare e rassicurante, che da secoli annuncia la città e ne restituisce un’immagine immediatamente riconoscibile», ha affermato il commissario. «La sua riapertura assume un significato ancora più profondo a dieci anni da quella sera del 26 ottobre, quando le scosse, la polvere e la fuga dalle case segnarono una frattura nella vita della comunità, colpendo in modo particolare il centro storico».

Castelli ha quindi evidenziato il lavoro in corso per restituire alla città i suoi spazi e le sue funzioni: «Oggi la ricostruzione ha cambiato passo e il centro storico brulica di cantieri, segno concreto di una città che sta ricomponendo il proprio volto».

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Anche il presidente Acquaroli ha sottolineato il valore dell’intervento nel quadro delle politiche per le aree interne. «Il rilancio delle aree interne e dei borghi non nasce soltanto dalla necessità di contrastare lo spopolamento e il calo demografico, ma dalla profonda convinzione che proprio in questi luoghi si custodisca l’identità più autentica della nostra comunità», ha dichiarato Acquaroli, richiamando la necessità di mettere in rete il patrimonio storico e culturale delle Marche.

Per l’assessore regionale alle Infrastrutture Francesco Baldelli, il recupero della Rocca si inserisce in una strategia più ampia di valorizzazione dei luoghi identitari dell’entroterra. «Non è soltanto una semplice messa in sicurezza di un patrimonio immobiliare, ma la volontà di distinguere e rendere riconoscibili le Marche attraverso le sue ricchezze paesaggistiche, architettoniche e culturali», ha spiegato, ricordando gli investimenti regionali destinati alla riqualificazione di rocche, castelli e mura storiche.

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Alla cerimonia erano presenti anche il presidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui, l’arcivescovo Francesco Massara, il presidente della Provincia di Macerata Alessandro Gentilucci e il rettore dell’Università di Camerino Graziano Leoni.

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Il presidente del Consiglio regionale Gianluca Pasqui ha sottolineato il valore della riapertura non soltanto per Camerino, ma per l’intero territorio. «Grazie a questo bando sono arrivati circa 750mila euro per portare a termine i lavori che oggi restituiscono alla comunità un’opera che si lega anche alla ricostruzione sociale, economica e culturale».

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Il presidente della Provincia di Macerata Alessandro Gentilucci ha evidenziato le prospettive di valorizzazione turistica legate al recupero della Rocca. «Superare i campanili, mettere in rete le eccellenze e riscoprire le nostre radici: questo è il senso della giornata odierna».

Per l’ateneo, il recupero di Rocca Varano rappresenta un ulteriore tassello nella valorizzazione del patrimonio storico cittadino. «La Rocca e il Palazzo Ducale costituiscono un binomio che dà la misura della profondità storica di una città nella quale è nata quasi settecento anni fa una prestigiosa università», ha osservato il rettore Graziano Leoni, sottolineando il ruolo che l’Università può svolgere nel contribuire al ripopolamento dell’entroterra maceratese.


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