I soccorsi a Daniele Francalancia,
le terapie e l’immagine dell’auto.
Il papà: «Giusto che si sappia»

STRAGE IN SUPERSTRADA - Maurizio Francalancia ha deciso di rendere nota parte della cartella clinica che descrive le condizioni del figlio dopo l'incidente: «Non è stato facile decidere se pubblicarlo o meno, volevo far conoscere cosa può succedere a ciascuno di noi, o a una qualunque delle persone che amiamo, quando ci mettiamo alla guida e, lungo il nostro tragitto, incontriamo qualcuno che non dovrebbe essere lì»

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daniele francalancia

Daniele Francalancia

di Alessandra Bastarè

«Non è stato facile decidere se pubblicarlo o meno, ma credo sia giusto che si sappia, con precisione, cosa può succedere a ciascuno di noi, o a una qualunque delle persone che amiamo, quando ci mettiamo alla guida e, lungo il nostro tragitto, incontriamo qualcuno che non dovrebbe essere lì». A scriverlo è Maurizio Francalancia, padre di Daniele, uno dei tre ragazzi maceratesi morti nella strage in superstrada del 14 giugno a Morrovalle. A perdere la vita anche due suoi amici: Nicolas Calabrese e Giorgio Franceschini.

Francalancia ha deciso di rendere nota una parte delle 176 pagine della cartella clinica del figlio. «Non sarà una lettura piacevole» scrive prima di ripercorrere, con un lungo post, quei tragici momenti del ricovero del figlio all’ospedale di Torrette di Ancona, dove si è spento dopo due giorni dall’incidente.

Quando viene soccorso all’alba del 14 giugno, Daniele Francalancia era riverso sul volante, privo di coscienza e viene evidenziata, da subito, la necessità di essere intubato e ventilato. Arriva in eliambulanza al pronto soccorso di Ancona alle 7,42 ed è ancora vivo anche se il giovane è incosciente. Il suo quadro è gravissimo fin dall’inizio.

Auto distrutta strage superstrada

La foto dell’auto su cui viaggiavano i ragazzi, distrutta nell’incidente, pubblicata dal papà di Daniele

La prima Tac, si legge nel post del papà in cui vengono descritti tutti i tragici momenti in cui i medici hanno cercato di salvargli la vita, la mattina del 14 giugno, mostra «un trauma cranico devasante». Anche la Tac total body evidenzia una situazione critica. Da qui poi proseguono tutti i tentativi per salvare il 20enne, ma la situazione continua a precipitare.

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Maurizio Francalancia con il sindaco Sandro Parcaroli

Fino al 16 giugno quando «alle 13, viene accertata la morte encefalica. Il documento conclusivo viene compilato successivamente, intorno alle 20,20» scrive il padre di Daniele e il giorno successivo, alle 6, vengono espiantati gli organi. «Moltiplica quello che hai provato (leggendo il post, ndr) per tre – continua il papà -. Quella mattina, in auto insieme a Daniele, c’erano anche Nicolas e Giorgio, che in tempi e modi diversi ma simili hanno affrontato lo stesso viaggio».

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