«Mail esca ad un’azienda,
si fa accreditare 10mila euro»
Condannate una 40enne e una 38enne
IN AULA - Oggi si è svolto il processo con il rito abbreviato al tribunale di Macerata. La 40enne era accusata di truffa e autoriciclaggio, l'altra imputata doveva rispondere di riciclaggio

L’avvocato Riccardo Sacchi
di Alessandro Luzi
Spaccia il suo Iban per quello del fornitore e riesce ad ottenere 10mila euro da una ditta: condannata a un anno una 40enne. Era finita sotto accusa dal gup anche una donna di 38 anni, nigeriana, residente a Potenza Picena, per riciclaggio: condannata a un anno e 4 mesi. Per entrambe oggi si è svolto il processo con il rito abbreviato davanti al gup Francesca Preziosi del tribunale di Macerata.
La 40enne, camerunese e residente a Macerata, doveva rispondere di truffa e autoriciclaggio per dei fatti che sarebbero avvenuti ad ottobre 2023.

L’avvocato Cosimo Borsci
Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Francesco Carusi, la donna, che avrebbe agito con altre persone rimaste ignote, avrebbe inviato alla ditta Henoto spa di Bologna una mail esca con la quale, spacciandosi per la ditta “Expoteam srl” (effettivo abituale fornitore della Henoto) avrebbe comunicato il cambio dell’Iban su cui far pervenire i pagamenti e avrebbe fornito, prosegue l’accusa un conto a lei intestato. In questo modo avrebbe ottenuto 10.980 euro.
La donna per nascondere i soldi ne avrebbe versati mille, in due tranche, su carta prepagata a lei intestata (da qui l’accusa di auto riciclaggio). Poi, prosegue l’accusa, avrebbe trasferito 4mila euro sul conto della seconda imputata. Per l’accusa la 38enne avrebbe prelevato subito duemila euro da questo conto.
Una ricostruzione che le due imputate contestano. La 40enne è difesa dall’avvocato Riccardo Sacchi, la 38enne dal legale Cosimo Borsci.
«Spaccia il suo Iban per quello del fornitore: truffa di 10mila euro ad un’azienda»