«Silvia Squadroni ha fatto un capolavoro:
ha salvato il sindaco Ciarapica»
CIVITANOVA - Francesco Micucci, capogruppo Pd, imputa a Siamo Civitanova la sopravvivenza della giunta: «Era pronta a firmare dal notaio, poi si è tirata indietro. Ora è diventata stampella e colonna di questo centrodestra»

Francesco Micucci, consigliere comunale del PD
di Laura Boccanera
«Il capolavoro di Silvia Squadroni è aver salvato Ciarapica, complimenti, ora è stampella e quinta colonna di questo centrodestra che resta saldamente in sella». Francesco Micucci del Pd non ci sta a passare per sodale e complottista e respinge al mittente le accuse di Silvia Squadroni di Siamo Civitanova. E appare anche tramontata la possibilità di un commissariamento. Con le ultime mosse è probabile che l’amministrazione Ciarapica arrivi fino alla fine del mandato nonostante rimpasti, giri di valzer e defenestrazioni.
A questo punto non ci sono i numeri né per la mozione né per un passaggio dal notaio e al 90esimo minuto Ciarapica si salva e veleggia col vento in poppa verso il “futuro nazionale” che lo attende. Di tutto questo Micucci attribuisce la “maternità” a Silvia Squadroni: «In politica ho sopportato sempre tutto: voltagabbana, dietrofront, cambi di casacca, ma non sopporto le menzogne. Questo ha fatto Silvia Squadroni con le sue dichiarazioni.

Silvia Squadroni e Fabrizio Ciarapica
E per fortuna ci sono messaggi e telefonate fatte con lei che testimoniano che quanto affermo è verità. Da paladina delle battaglie contro Ciarapica a sua stampella. Questa la parabola politica che Silvia Squadroni non può negare perché la verità, testimoniata dai fatti, è che era pronta a mettere la sua firma davanti al notaio per la sfiducia al sindaco e che all’ultimo minuto si è tirata indietro, motivando questa scelta, così come quella di non essere intenzionata a firmare più alcuna mozione, con la volontà di non condividere azioni politiche con a fianco la lista Vince Civitanova.
E non può in alcun modo affermare che ci sono stati raggiri o complotti, perché lei è stata sempre da me informata passo passo di quanto stava avvenendo. E mai ha fatto alcuna eccezione sui firmatari che sarebbero venuti dal notaio».
Micucci sottolinea come la modalità dal notaio (usata ad esempio anche a San Benedetto per far cadere l’ex sindaco Antonio Spezzafumo) fosse un modus operandi che non convinceva nemmeno il centrosinistra, ma che pareva quello più efficace: «Preferivamo, e preferiamo, il passaggio consiliare perché alla luce del sole. Ma noi questo tentativo lo abbiamo esperito per ben 3 volte, presentando la mozione di sfiducia, in attesa che qualcuno dalla maggioranza battesse un colpo. Mai nessuno lo ha fatto finora, non Fratelli d’Italia, nessuno della Lega e nessuno di Forza Italia. Per cui, quando si è presentata la possibilità di andare dal notaio con altri 4 della maggioranza, né io né lei, e ci sono i messaggi a conferma di quanto dico, abbiamo avuto dubbi che andava fatto questo passaggio per staccare la spina alla peggiore amministrazione che Civitanova ricordasse. Ma lei ha posto dubbi su chi firmasse dal notaio solo all’ultimo, quando ci stavamo accordando sulla data».
Un dietrofront inspiegabile con la sola scelta di non sedere al tavolo con Vince Civitanova secondo il Pd: «Eccolo il “capolavoro” di Silvia Squadroni, è aver salvato Ciarapica. Scompare tutto quello che di negativo Squadroni aveva detto sul sindaco, scompaiono le ragioni per le quali ha chiesto il voto ai civitanovesi e per le quali siede sui banchi del consiglio comunale, in rappresentanza dei cittadini che avevano creduto al suo programma, alle sue battaglie contro questa amministrazione e contro l’operato di Ciarapica, da lei descritto come pessimo amministratore e perfino segnalato alla Procura per un fuorionda dello streaming consiliare in cui parlava di “delibere infiocchettate”. Oggi Squadroni tradisce il senso della sua battaglia politica, sacrificando l’interesse della collettività alla logica del “mai con Vince Civitanova”. In tutta questa vicenda si inserisce il ruolo dell’avvocato Alberto Feliziani, che un giorno parla per Fratelli d’Italia e quello dopo fa il megafono della Squadroni, in un teatrino politicante difficile da capire e da spiegare, mentre il sipario si chiude con un finale invece ben chiaro a tutti: la Squadroni è diventata la quinta colonna di questo centrodestra governato da un Ciarapica che resta saldamente in sella».
«Non ho ritirato la firma sulla mozione, il male assoluto resta Vince Civitanova»