Detenzione illecita di petardi e razzi:
sequestrati 17mila pezzi,
denunciato un 41enne
CORRIDONIA - I carabinieri hanno visto l'uomo caricare in auto pacchi contenenti articoli pirotecnici, poi il controllo in un magazzino a palazzo Zenit. L'uomo non aveva autorizzazioni o licenze per la detenzione o il commercio di questi prodotti

Il magazzino sequestrato
Nel magazzino aveva migliaia di fuochi pirotecnici, 17.500 quelli che sono stati sequestrati ieri dai carabinieri a Corridonia. Tutto è cominciato da un controllo su strada. I militari della stazione di Corridonia hanno fermato un 41enne nel centro della città. Lo hanno visto che caricava a bordo della propria vettura alcuni colli contenenti articoli pirotecnici. Insieme a lui era presente il padre (risultato totalmente estraneo ai fatti).
Dopo il controllo su strada i militari hanno svolto un ulteriore controllo nel magazzino in uso al 41enne, che si trova al palazzo Zenit di Corridonia. Lì ieri pomeriggio i militari hanno iniziato un minuzioso controllo tirando fuori i pacchi dal magazzino, aprendoli e verificandoli, uno dopo l’altro. In questo modo sono stati trovati altre migliaia di fuochi. Il 41enne però non aveva autorizzazioni o licenze per la detenzione o il commercio di questi prodotti.
In tutto i carabinieri hanno sequestrato materiale per 50mila euro circa. Sedici colli contenenti 13.995 tra petardi e razzi pirotecnici (con marcatura Ce), 64 colli contenenti 144 confezioni di batterie pirotecniche da 25 e 200 colpi (sempre con marcatura Ce), 10 colli contenenti 3.479 petardi (privi di marcatura Ce), tre valigette con centraline per l’innesco a distanza e relativi accenditori, duecento etichette adesive riportanti indicazioni sulle tipologie di artifizi pirotecnici. I fuochi e il materiale è stato posto sotto sequestro. Il 41enne è stato denunciato per detenzione illegale di materiale esplodente.
Doverosi complimenti ai CARABINIERI non solo per l’azione positiva eseguita ma soprattutto per l’oggetto, quantità del sequestro e pericolosità dei 17500 pezzi di petardi e razzi, azione che ha escluso un possibile incidente, come successo altre volte in casi simili, ma in questo caso aggravato dal fatto che il deposito era allo ZENIT…!!!
Nella parte finale dell’articolo si parla di MARCATURA CE presente sulla maggior parte dei prodotti sequestrati (2 su 3), mentre i restanti 10 colli contenenti 3479 petardi privi dello stesso MARCHIO CE che indica che il prodotto soddisfa i requisiti di SICUREZZA, SALUTE e TUTELA AMBIENTALE PREVISTI DALLE DIRETTIVE DELL’UNIONE EUROPEA E PUO’ CIRCOLARE LIBERAMENTE NEL MERCATO UE, ma è certo che il MARCHIO CE PRESENTE SIA EFFETTIVAMENTE REGOLARE??? Me lo chiedo perché oltre al MARCHIO AUTENTICO CE (COMUNITA’ EUROPEA) indipendentemente dal luogo di produzione esiste un MARCHIO CE FASULLO, che significa CHINA EXPORT, un logo volutamente molto simile, ma con lettere più vicine fra loro, che non garantisce la conformità alle norme UE che può ingannare i consumatori: diversi e frequenti sequestri da parte di GUARDIA DI FINANZA, CARABINIERI e DOGANE lo dimostrano.