A Lucrezia Ercoli il Premio Parmenide
MACERATA - La filosofa e direttrice artistica di Popsophia ha ricevuto a Brescia, nella dimora che fu di Emanuele Severino, il riconoscimento del Festival della filosofia in Magna Grecia: «Un enorme onore, ha un significato particolare riceverlo qui. La prima volta che ascoltai una sua conferenza avevo quindici anni, rimasi ipnotizzata dal suo carisma e dalla profondità del parlare»

Lucrezia Ercoli riceve il Premio Parmenide
Lucrezia Ercoli, docente di Estetica all’Accademia di belle arti di Bologna e direttrice artistica di Popsophia a Civitanova, ha ricevuto oggi il “Premio Parmenide”, prestigioso riconoscimento assegnato dal Festival della Filosofia in Magna Grecia in collaborazione con il Centro Casa Severino di Brescia.
Il “Premio Parmenide”, con la direzione scientifica di Massimo Donà, docente dell’Università Vita-Salute San Raffaele di Milano, è attribuito a personalità che hanno saputo tenere vivo il dialogo tra il pensiero antico e le grandi questioni del presente. Il primo a riceverlo fu proprio il filosofo Emanuele Severino, che ha dedicato al pensatore di Elea il fondamentale saggio “Ritornare a Parmenide” (1964). E l’anno scorso è stato conferito al Mauro Bonazzi, ordinario di Storia della filosofia antica all’Università di Bologna.

«Per me è un enorme onore – ha detto Ercoli – e ha un significato particolare ricevere il premio a Casa Severino. Ricordo ancora la prima volta che ascoltai una conferenza di Emanuele Severino: avevo quindici anni e non sapevo ancora che cosa fosse la filosofia, eppure rimasi ipnotizzata dal suo carisma e dalla profondità del parlare. Era chiaramente percepibile che quella fosse la voce di uno dei grandi pensatori del Novecento. Solo più tardi, negli ultimi anni del liceo e poi all’università, iniziai a leggere le sue opere, trovandovi un contraltare radicale e potente alla storia della filosofia spesso aneddotica e appiattita dei percorsi scolastici. Ringrazio il Festival della filosofia in Magna Grecia, realtà unica e preziosa, capace di portare il dialogo filosofico da Elea, dove nacque Parmenide, fino ad Atene, con migliaia di studenti da tutta Italia».
La cerimonia di premiazione si è svolta a Casa Severino, all’interno della sua biblioteca personale, che dopo la sua morte è diventata un vero e proprio centro studi diretto dalla figlia Anna. Nel ricevere il premio Ercoli ha tenuto una lectio magistralis dal titolo “Thaûma e Katastrophé. L’angosciante stupore e l’origine della filosofia”. La conferenza ha preso le mosse dalla definizione di “thaûma” proposta proprio da Emanuele Severino: non la “meraviglia” nel significato italiano corrente, ma lo stupore attonito e angosciato dinanzi all’imprevedibilità del divenire, del dolore e della morte. Attraverso le letture severiniane di Eschilo e Leopardi, la lezione ha ricostruito l’evoluzione e la crisi del rimedio filosofico: se nella tragedia di Eschilo la conoscenza tenta di sottoporre l’angoscia al “giogo” della verità, in Leopardi la verità stessa mostra l’impossibilità della salvezza, lasciando alla poesia il compito estremo di mostrarsi “contenta dei deserti”. L’analisi è passata dallo “sterminator Vesevo” de La ginestra leopardiana alla katastrophé rappresentata dalla distruzione del terremoto, oggetto dell’ultimo libro di Ercoli “La terra trema. Filosofia della catastrofe”.
Complimenti Lucrezia, mai riconoscimento fu più meritato!