Pronto soccorso da alleggerire:
nascono tredici ambulatori
per i “Bisogni non differibili”
SANITA' - Da dicembre il nuovo servizio nelle Case di comunità, legate ai pronto soccorso regionali. In provincia a Macerata, Civitanova, Camerino

L’assessore Paolo Calcinaro
Alleggerire il peso dei pronto soccorso, da dicembre nelle Marche 13 ambulatori per i “Bisogni non differibili” nelle case di Comunità che saranno collegati ai pronto soccorso. La giunta regionale ha approvato le linee di indirizzo per rafforzare la sanità territoriale e migliorare il collegamento tra territorio e ospedali.
Le principali novità riguardano due livelli. Da una parte la creazione dei 13 ambulatori per i “Bisogni non differibili”, uno per ciascun Pronto soccorso delle Marche, aperti dalle 8 alle 20 anche il sabato e la domenica destinati a gestire quelle situazioni che richiedono una valutazione sanitaria tempestiva ma non rappresentano un’emergenza. Dall’altra l’individuazione di Case della Comunità a vocazione oncologica e pediatrica, che diventeranno punti di riferimento territoriali per pazienti e famiglie.
I 13 ambulatori saranno attivati nelle Case della comunità di Vallefoglia per Pesaro, Cagli per Urbino, Fossombrone per Fano, l’Umberto I per l’Azienda Ospedaliero Universitaria delle Marche, Senigallia, Jesi, Fabriano, Civitanova, Macerata, Camerino, Sant’Elpidio a Mare, San Benedetto e Ascoli.
«Sarà un lavoro enorme, ma è una sfida che vogliamo affrontare insieme a medici, professionisti sanitari e associazioni – dice l’assessore alla Sanità, Paolo Calcinaro -. L’obiettivo è costruire una rete territoriale più forte, capace di dare risposte concrete ai cittadini vicino a casa e di rendere le Case della Comunità un punto di riferimento per la salute delle persone».
Gli ambulatori per i Bisogni non differibili collegati ai Pronto Soccorso potranno essere raggiunti direttamente dai cittadini, tramite il numero unico 116117, su invio del medico di medicina generale o del pediatra oppure attraverso il triage ospedaliero. Il servizio è pensato per bisogni sanitari che richiedono una valutazione in tempi brevi ma che non rappresentano un’emergenza. Restano quindi di esclusiva competenza del 112 e dei Pronto Soccorso condizioni come forte dolore toracico, gravi difficoltà respiratorie, perdita di coscienza, traumi maggiori, sospetto ictus e, più in generale, tutte le patologie tempo-dipendenti che necessitano di un intervento immediato.
Gli ambulatori saranno inoltre collegati in telemedicina con i reparti ospedalieri e potranno attivare percorsi di Fast Track con servizi specialistici come ortopedia e radiologia, consentendo di indirizzare rapidamente il cittadino verso esami diagnostici o prestazioni necessarie e di velocizzare la presa in carico dei pazienti.
Nelle Case della Comunità saranno inoltre presenti il Punto unico di accesso (Pua – lo sportello che unisce i servizi sanitari e sociali), gli Infermieri di comunità, l’Assistenza domiciliare integrata (Adi) e gli altri servizi previsti dal nuovo modello organizzativo della sanità territoriale.
Le linee di indirizzo prevedono inoltre l’individuazione di una Casa della Comunità a vocazione oncologica e di una Casa della Comunità a vocazione pediatrica in ciascuna provincia.
A Corridonia, dopo la pomposa inaugurazione, ancora non vi è stato ricoverato un paziente.
Il tutto senza nuove assunzioni di personale sanitario che siano medici o infermieri? E se fosse con quali risorse visto che proprio oggi è stata confermata la procedura d’infrazione per eccesso di deficit?