Acquaroli carica il centrodestra:
«Il 49,96% è un grande risultato
Ora concentrati, è un’altra partita»

MACERATA AL BALLOTTAGGIO - Il governatore analizza il testa a testa nel capoluogo: «Con cinque candidati era difficile chiuderla subito. Siamo rimasti spiazzati dalle dichiarazioni della sinistra che si era dichiarata sconfitta»

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Il governatore Francesco Acquaroli con Sandro Parcaroli

di Matteo Zallocco

Dopo il primo turno delle elezioni comunali di Macerata, concluso con il 49,96% dei voti per il sindaco uscente Sandro Parcaroli, il presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli commenta l’esito del voto e guarda al ballottaggio. Tra il rammarico per una vittoria sfumata per una manciata di voti e l’ottimismo in vista della seconda sfida elettorale, il governatore analizza il risultato del centrodestra, il peso delle liste civiche e il ruolo dei partiti.

Presidente Acquaroli, il ballottaggio è arrivato per appena dieci voti. Che lettura dà di questo risultato?
«Era una delle ipotesi più plausibili arrivare sul filo di lana, perché fin dall’inizio il numero molto elevato di candidati sindaco e di liste contrapposte rendeva difficile chiudere la partita al primo turno. Il 49,96% resta comunque un risultato straordinario. C’è il rammarico per non esserci riusciti subito, ma anche tutto l’ottimismo per affrontare il ballottaggio».

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Francesco Acquaroli venerdì sera alla chiusura della campagna elettorale di Parcaroli

Quali differenze ci sono rispetto ad altre città marchigiane come San Benedetto o Senigallia, dove il centrodestra ha vinto subito?
«Innanzitutto lì c’erano meno candidati sindaco, tre contro cinque, e quindi anche meno liste contrapposte. Questo inevitabilmente cambia gli equilibri».

È vero che durante le prime esultanze ha chiamato direttamente i suoi riferimenti maceratesi?
«Ero a Roma per la Electrolux, al rientro ho seguito tutte le elezioni con un’attenzione particolare su Macerata. Mi hanno un po’ spiazzato alcune interviste video della sinistra su Cronache Maceratesi, soprattutto rispetto al riconoscimento del risultato elettorale».

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Acquaroli con Parcaroli e Castelli durante l’evento elettorale al palas

Da Fratelli d’Italia, che si è fermato al 18,35%, si aspettava qualcosa in più?
«In queste competizioni il sistema delle civiche erode consenso trasversalmente a tutti. È chiaro che i partiti più grandi siano anche quelli che hanno più da perdere».

Però tra i quattro candidati consiglieri più votati ce ne sono tre di Fratelli d’Italia: D’Alessandro, Renna e Tasso.
«Questo dimostra che Fratelli d’Italia è un partito in crescita ed esprime una classe dirigente molto radicata tra i cittadini».

La Lega che a sorpresa ha superato il 12% ha beneficiato della scelta di presentarsi in modo più civico, senza mettere in evidenza il simbolo?
«C’è stata l’unione con la lista dei commercianti e questo sicuramente ha portato benefici».

Che appello fa in vista del ballottaggio?
«Bisogna restare concentrati e non fermarsi. Il ballottaggio, pur partendo da un margine importante di circa 1.600 voti, è comunque un’altra partita».

La vedremo a Macerata durante la campagna elettorale per il secondo turno?
«Certamente. Sto apprezzando sempre di più il valore dei nostri borghi e mi hanno colpito molto i restauri che hanno valorizzato piazza Battisti, diventata un vero salotto della città».

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