«La nuova sede dell’Archivio di Stato
per rigenerazione urbana e sicurezza»
MACERATA - Difende la scelta l'assessore uscente Silvano Iommi: «Si potrà avere un grande e moderno centro capace di riunire i documenti degli enti pubblici, concepito anche come “polo culturale” e sede distaccata della Soprintendenza»

La nuova sede dell’Archivio di Stato
di Luca Patrassi
«Qualificata rigenerazione urbana» così l’assessore Silvano Iommi, candidato consigliere con Forza Italia, definisce l’operazione Archivio di Stato di Macerata. «Con tutto il rispetto – osserva Iommi – per le valutazioni generali espresse da Daniele Staffolani (Pd), che ha aperto una riflessione partendo dai recenti trasferimenti nelle frazioni di alcuni uffici statali (Archivio Stato a Villa Potenza e i resti dell’ex Provveditorato agli Studi a Piediripa), sono tuttavia necessarie alcune precisazioni visto che quelle valutazioni tendono da un lato a stabilire un non dimostrato nesso di causa ed effetto tra tali trasferimenti e la perdita di 600 residenti del centro storico nell’ultimo quinquennio, dall’altro vorrebbero evidenziare una presunta contraddittorietà dell’amministrazione Parcaroli rispetto ai propri obbiettivi programmatici del 2020 per il rilancio del centro storico».

Silvano Iommi
Le ragioni dell’operazione: «L’operazione trasferimento segue le direttive ministeriali per le nuove sedi o adeguamento delle vecchie, in primo luogo la sicurezza sismica e antincendio, la portanza dei solai, la dotazione di almeno 3.200 metri quadrati di parcheggi, la presenza di una rampa carrabile interna tra eventuali livelli diversi, ampi e luminosi spazi per la consultazione. Tutti requisiti che la vecchia sede non ha e non potrà avere e che, invece, la nuova sede può garantire insieme ad oltre il doppio dell’attuale superficie interna disponibile (fino a 7mila metri quadrati), la possibilità di accedere all’autonomia energetica grazie all’impianto fotovoltaico installato per circa 300 Kw».
Il risultato atteso: «In definitiva, grazie anche alla variante urbanistica recentemente approvata dalla Giunta, si potrà avere un grande e moderno centro archivistico capace di riunire tutti gli archivi degli Enti pubblici della Provincia, concepito anche come “polo culturale” e sede distaccata della Soprintendenza per i beni culturali, in stretta connessione con l’adiacente parco archeologico di Helvia Ricina, dentro un quadro di qualificata rigenerazione urbana. Limitatamente al potenziamento direzionale del Centro storico, fermo restando l’obbiettivo prioritario della residenzialità che richiede ben altri approfondimenti, merita ricordare gli atti autorizzativi più recenti riguardanti i prossimi insediamenti delle sedi di Confindustria a palazzo Galeotti e dell’Erdis a palazzo de Vico».
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Staffolani, la prenda, la incarti bene bene, e se la porti a casa