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«Entra nelle cartelle di 14 colleghi»
Assolto ex dipendente Orim

MACERATA - Oggi il processo con rito abbreviato. L'uomo era imputato per accesso abusivo ad un sistema informatico e appropriazione indebita

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Foto d’archivio

Accusato di essersi introdotto nelle cartelle personali di 14 colleghi, cadono le accuse per un ex dipendente della Orim di Macerata. A finire sotto accusa per accesso abusivo ad un sistema informatico e appropriazione indebita Fabio Patrizio, di Bracciano. L’uomo è stato assolto durante il processo con rito abbreviato dal giudice Federico Simonelli del tribunale di Macerata.

I fatti contestati al 37enne risalgono ad un periodo precedente al 3 agosto del 2021. In particolare si parla di quella data perché è il giorno in cui l’uomo aveva rassegnato le dimissioni dall’azienda.
Prima di lasciare la Orim, allo scopo di acquisire dati relativi alla società datrice di lavoro e dei dipendenti di questa, dice l’accusa sostenuta dal pm Lorenzo Pacini, si sarebbe introdotto nelle cartelle personali di 14 dipendenti.

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L’avvocato Nicola Perfetti

Cartelle in cui c’erano documenti riservati e strategici della società, e si sarebbe appropriato di almeno 400 file personali di diversi dipendenti (e relativi familiari) riguardanti, tra l’altro, adesioni assicurative, Tfr, presentazione di domande all’Inps per assegni familiari, buste paga. Tra i file ci sarebbero anche atti di liquidazione, aumenti retributivi, certificati retributivi, estratti conto, documenti di riconoscimento, dati personali particolari relativi a permessi di assistenza disabili. E ancora cessione del quinto del personale dipendente, ricevute Inps relative a congedo parentale, modelli di pagamento unificato, lettere di assunzione, opposizione decreto penale di condanna, conferimento di qualifica dirigenziale, patente di guida, comunicazioni Inail per pratiche di infortunio o malattia professionale, documenti contabili di professionisti, tessere sanitarie.

La documentazione, conclude l’accusa, sarebbe stata trovata salvata in una cartella su di un computer che il dipendente aveva in uso quando lavorava alla Orim.

Per queste contestazioni il pm ha chiesto la condanna dell’imputato a un anno, 6 mesi e 800 euro di multa. L’uomo è difeso dall’avvocato Paolo Perin. La Orim era parte civile, assistita dall’avvocato Nicola Perfetti.

(A. Lu.)

«Entra nelle cartelle riservate dei colleghi» Sotto accusa ex dipendente Orim


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