Prof di religione, concorso da rifare:
«Amareggiati e arrabbiati,
chi ci ridarà tempo e sacrifici?»

MACERATA - Il presidente della commissione non avrebbe estratto a sorte le domande da sottoporre ai candidati all'orale, che è stato così invalidato. L'ira dei vincitori, che sarebbero potuti diventare finalmente docenti di ruolo: «Nessun rispetto per i nostri sacrifici»

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di Marco Pagliariccio 

«Amareggiati e arrabbiati». Una reazione umanamente comprensibile quella degli insegnanti precari di religione nelle scuole dell’infanzia e primari, tra cui diversi maceratesi, che saranno costretti a ripetere la prova per diventare di ruolo dopo che la prova orale è stata invalidata a seguito di un ricorso a causa di una irregolarità commessa dalla commissione esaminatrice.

I 165 candidati ammessi all’orale avevano svolto la prova scritta addirittura a luglio 2024, mentre tra gennaio e marzo scorso avevano effettuato i colloqui a voce. In 69 erano stati ritenuti idonei, 42 per il primo ciclo di studi (infanzia e primaria), 27 per il secondo (secondarie di primo e secondo grado). Ma ora è tutto da rifare dopo che l’Ufficio scolastico regionale ha deciso lo scorso 14 aprile di annullare tutto in autotutela. «La festa e la gioia per la soddisfazione raggiunta sono durati ben poco – dicono gli insegnanti – scorrendo l’atto ed arrivando alle motivazioni si legge che “l’irregolarità in cui è incorsa la Commissione esaminatrice nelle operazioni di svolgimento delle prove orali è consistita nel non aver provveduto all’estrazione dei quesiti da sottoporre ai candidati” come previsto dalla legge. Dunque, siamo amareggiati per un errore che si poteva evitare, che la commissione non doveva commettere e che ha compromesso un concorso».

L’ammissione dell’errore da parte del presidente della commissione esaminatrice, come riportato nel decreto della direttrice dell’Usr Marche, non esime il presidente da responsabilità sotto il profilo morale, secondo i docenti. «Presidente e commissione non hanno avuto alcun minimo rispetto delle vite delle persone che hanno dedicato ore, soldi, sacrifici alla preparazione, durata un anno, a questo concorso, sottraendo tempo ed attenzioni alle proprie famiglie – proseguono – li invitiamo a pensare a quanto hanno cagionato, a farsi un bell’esame di coscienza ed auspichiamo che non causino ad altri quanto hanno fatto a più di 150 persone che hanno partecipato a questo concorso e che lo hanno superato. Siamo arrabbiati con un sistema che ha consentito tutto questo, che sana a posteriori ciò che invece è vietato a priori perché le regole esistono e sono fatte per essere rispettate, perché chi studia, si prepara, fa sacrifici per avere un lavoro e garantire sicurezze alle proprie famiglie oltre al danno subisce anche la beffa».

La beffa di dover rifare tutto daccapo. «Chi ci ridarà il tempo che abbiamo già speso per prepararci per la prova annullata? Ce lo ridaranno il presidente e la commissione? Quali danni hanno subito loro? Come si sarebbero comportati se tutto questo fosse capitato a loro? – si chiedono gli insegnanti – l’invito è a fare maggiore attenzione, perché anche lo svolgimento di un concorso dimostra ed ha tutti i requisiti della cura e dell’attenzione per il futuro delle persone e della loro vita».




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