Truffe del falso incidente:
spariti oro, fedi e migliaia di euro.
Condannati due giovani
TOLENTINO - La sentenza: per loro 2 anni e 10 mesi. Insieme ad un complice, rimasto anonimo, avrebbero preso di mira persone anziane dicendo che servivano soldi per aiutare loro familiari

Il tribunale di Macerata
di Gianluca Ginella
Un centralinista, un “palo” e l’uomo che passava a ritirare. Sarebbero state compiute da queste tre figure (due individuate, il centralinista no) tre truffe e un tentativo con vittime persone avanti con l’età. Oggi due dei presunti truffatori sono stati condannati dal gup del tribunale di Macerata a 2 anni e 10 mesi. Sono due giovani di Napoli, Fabio Giuseppe Ramaglia, 24 anni, che sarebbe stato quello che si presentava a casa per “ritirare”, e Carmine Arianiello, 21, quello che avrebbe fatto il palo.
I due uomini avrebbero agito a Tolentino (tre volte) e a Foligno il 14 giugno dello scorso anno. A contattare le persone anziane però non sarebbero stati i due imputati, ma un loro complice, il telefonista, che si inventava di incidenti che coinvolgevano familiari della vittima. Per sistemare le cose chiedeva soldi o oro.

L’avvocato Narciso Ricotta
Una delle vittime, una 84enne di Tolentino, che si è costituita parte civile all’udienza, assistita dall’avvocato Narciso Ricotta, sarebbe stata contattata telefonicamente da un uomo che le avrebbe detto che la figlia aveva avuto un incidente stradale in cui era stato coinvolto pure il genero che si trovava in ospedale e che per chiudere l’iter processuale e non avere problemi giudiziari occorreva consegnare l’oro che aveva in casa.
Se era d’accordo sarebbe passata una persona a prenderlo. In questo modo, dice l’accusa, sostenuta dal pm Stefania Ciccioli, la donna avrebbe consegnato a Ramaglia le fedi nuziali e altri oggetti d’oro. Arianiello sarebbe rimasto in auto a fare il palo.
Lo stesso giorno avrebbero cercato di truffare un 72enne dicendogli che il figlio aveva investito una donna con un bambino. E che per sistemare tutto servivano 7.500 euro o oggetti d’oro, da consegnare a un maresciallo che sarebbe passato. Il 72enne però era riuscito a contattare il figlio che gli aveva detto di non aver avuto incidenti. Anche questo episodio era avvenuto a Tolentino. Il telefonista avrebbe continuato il giro, dice l’accusa, prendendo di mira una 77enne, sempre di Tolentino. Le avrebbe detto di essere un maresciallo dei carabinieri e che il figlio poco prima aveva investito una signora con il passeggino e il bambino. Per evitare la denuncia consigliava di offrire 6.800 euro. La 77enne aveva controllato con il marito i soldi che avevano a disposizione: 2.900 euro, più una catenina d’oro. Il telefonista aveva detto che sarebbe passata una persona a ritirare denaro e catenina. Si era presentato Ramaglia, continua l’accusa, mentre Arianiello sarebbe rimasto in auto a fare il palo.
L’ultima truffa quel 14 giugno l’avrebbero messa a segno a Foligno. Sempre con la telefonata della persona rimasta non identificata che avrebbe chiamato dicendo che il marito aveva investito una donna col bambino e che servivano 4mila euro per farlo uscire dal carcere. La donna aveva detto di avere in casa 1.600 euro più degli oggetti d’oro. Il telefonista le aveva risposto che sarebbe passato a ritirare un signore. Anche questa volta, dice l’accusa, era passato Ramaglia mentre Arianiello attendeva in auto. Oggi la sentenza con rito abbreviato. Il pm Stefania Ciccioli ha chiesto 1 anno e 2 mesi per gli imputati, il giudice Giovanni Manzoni li ha condannati a 2 anni e 10 mesi.