Uccise la madre, 3 testimoni e poi la sentenza.
La difesa: «Rivalutare la pericolosità sociale»

SAN SEVERINO - Oggi si è aperto il processo di Corte d'assise in cui è imputato, al tribunale di Macerata, il 58enne Michele Quadraroli che il 27 novembre del 2022 ha assassinato la mamma, Maria Bianchi. Saranno sentiti due psichiatri (Gianni Giuli, che ha svolto la perizia per la procura e la professionista che lo aveva in cura) e l'amico che era più vicino alla famiglia. L'uomo era totalmente incapace di intendere e volere al momento del fatto

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Michele Quadraroli in tribunale a Macerata dopo l’arresto

di Gianluca Ginella

Omicidio della madre, si è aperto il processo in Corte d’assise al tribunale di Macerata per Michele Quadraroli. La difesa ha chiesto di sentire tre testimoni, e sono stati acquisiti dal tribunale tutti gli atti del fascicolo d’indagine. La prossima udienza saranno sentiti i testimoni e ci sarà la sentenza (il 21 febbraio).

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La vittima, Maria Bianchi, è stata uccisa a 84 anni

Quadraroli (che oggi non è comparso in udienza) è accusato (pm Vincenzo Carusi) di aver ucciso la madre, Maria Bianchi, 84 anni, il 27 novembre del 2022. La donna era stata trovata morta nel bagno dell’abitazione in cui viveva insieme al figlio. L’uomo per ucciderla sarebbe salito sopra di lei, schiacciandola. Poi l’aveva ferita con delle forbici e aveva cercato maldestramente di bruciare il corpo.

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Il pm Vincenzo Carusi che ha coordinato le indagini e sostiene l’accusa al processo

Lo psichiatra Gianni Giuli ha svolto una perizia per la procura, in incidente probatorio, da cui è emerso che l’uomo, 58 enne, era totalmente incapace di intendere e volere al momento del fatto. A giugno era stato scarcerato proprio per questo e messo in un reparto psichiatrico ospedaliero. Giuli aveva accertato un grave disturbo psichico di Quadraroli. Il legale di Quadraroli, l’avvocato Laura Antonelli, oggi ha chiesto di risentire lo psichiatra per valutare la pericolosità sociale di Quadraroli alla luce del percorso di cura che ha iniziato dallo scorso giugno. La documentazione sarà depositata dieci giorni prima della prossima udienza.

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L’avvocato Laura Antonelli, legale di Quadraroli

 

In base alla perizia di Giuli Quadraroli dovrebbe andare in una Rems. La difesa vorrebbe che si valutasse la possibilità che l’imputato, in base al percorso di cura intrapreso, possa stare in una struttura «più di tipo terapeutico, più simile ad una comunità». Oltre a Giuli, saranno sentiti la psichiatra che aveva in cura Quadraroli e che aveva chiamato i carabinieri perché informata dalla madre del 58enne che da qualche giorno aveva smesso di prendere i farmaci che gli erano stati prescritti. Proprio grazie a quella chiamata i carabinieri erano andati a casa dell’uomo e avevano scoperto il delitto. Il terzo testimone è un amico dell’imputato, la persona che era più vicina a lui e alla mamma e che proprio per questo nei giorni precedenti all’omicidio era stato in contatto con loro.

 

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