Michele Quadraroli al giudice:
«Come sta mia madre?»
Poi durante l’udienza piange

OMICIDIO A SAN SEVERINO - Il barista 56enne è comparso in tribunale per la convalida. Resterà in carcere a Montacuto. La difesa ha chiesto una perizia psichiatrica. L'uomo non si ricorderebbe quello che ha fatto, «ma nel corso dell’udienza ha avuto momenti di consapevolezza quando gli è stato letto quello che viene contestato»
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Michele Quadraroli questa mattina in tribunale

di Gianluca Ginella (foto di Fabio Falcioni)

Si è seduto in aula, circondato dalle guardie penitenziarie, vestito con tuta e felpa, capelli rasati, e quando il giudice Claudio Bonifazi è entrato gli ha chiesto: «Dove sta mia mamma, come sta?». Michele Quadraroli non si renderebbe conto di quello che ha fatto domenica pomeriggio, non avrebbe il ricordo di come con un paio di forbici ha ucciso la madre Maria Bianchi, 84 anni, nella casa in cui vivevano in via Raffaello Sanzio, sopra al loro bar. L’uomo l’avrebbe colpita almeno dieci volte per poi tentare di bruciarne il corpo con fogli di giornale e schiuma da barba.

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Maria Bianchi

Oggi, in tarda mattinata, il barista 56enne di San Severino è comparso al tribunale di Macerata per l’udienza di convalida davanti al giudice Claudio Bonifazi. Gli vengono contestati l’omicidio volontario, aggravato d’averlo compiuto contro una ascendente e la tentata distruzione del cadavere. Il suo legale, Laura Antonelli, ha parlato un po’ con il suo assistito, prima e dopo l’udienza. L’impressione che ne ha avuto, anche sentendo la psicologa che lo aveva in cura «è che al momento gli occorra tempo per capire quello che è successo». Da qui la domanda al giudice, da qui l’aver detto che le notifiche potevano mandargliele al bar «c’è mia madre» avrebbe detto. Però avrebbe avuto anche un momento di consapevolezza durante l’udienza: «quando il giudice gli ha detto quello che gli veniva contestato ha pianto» dice l’avvocato Antonelli. Che ha chiesto due cose oggi in udienza (il suo assistito a parte dare le sue generalità e dire che lavoro fa, non ha parlato): una perizia psichiatrica e sostituire la detenzione nel carcere di Montacuto di Ancona con quella in un’altra struttura «magari una Rems. Il giudice però, convalidato l’arresto, ha confermato la misura in carcere a Montacuto – continua Antonelli -, perché non c’è una diagnosi sulle patologie del mio assistito».

Per ora sulla perizia non è stato disposto nulla, «ho anticipato la mia richiesta – aggiunge il legale -. Ho scelto come consulente Marco Ricci Messori».

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L’avvocato Laura Antonelli

Sarà fondamentale analizzare la condizione dell’uomo che era in cura da una psichiatra e che aveva prescritti parecchi farmaci. Il problema è che da quanto emerso dalle indagini, da qualche giorno non li prendeva (la psichiatra ieri è stata sentita dai carabinieri). Bianchi aveva avuto una lite con il figlio per il loro cagnolino, poi domenica ha chiamato la psichiatra per dire che l’uomo non stava prendendo le medicine. E a quel punto la professionista, tra le 13 e le 14 di domenica, ha chiamato i carabinieri (che in quei minuti erano impegnati con un altro intervento, sempre a San Severino, per delle minacce di morte) perché preoccupata.

Ai militari quando sono intervenuti per controllare è stata aperta la porta dal barista. L’uomo era sporco di sangue e avrebbe detto che la madre era andata a fare la spesa e non sapeva se tornava.

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Una piantina lasciata davanti al bar questa mattina

In casa, nel bagno, i carabinieri hanno scoperto la tragedia che si era consumata. A terra il corpo della anziana donna, uccisa a colpi di forbici. L’anziana sul corpo aveva almeno una decina di ferite, sul torace.

C’erano sul volto anche segni di bruciature: il figlio ha messo dei fogli sul corpo e ha usato della schiuma da barbara, come accelerante, per bruciare il corpo. Un uomo che non ha mai segni di essere un violento, che da quando qualche anno prima era morto il padre aveva riversato, e con successo, il suo impegno nell’attività di famiglia, quel bar che avevano sotto casa e che era stato capace di rinnovare. E proprio davanti al bar di via Raffaello Sanzio, questa mattina qualcuno ha lasciato dei fiori e un vasetto con una piantina in ricordo di Maria. Domani mattina ci sarà l’autopsia all’obitorio di Macerata. La procura ha affidato l’incarico al medico legale Antonio Tombolini. La difesa ha invece nominato come proprio consulente il medico legale Piergiorgio Fedeli.

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