Tasso di crescita delle aziende,
nel Maceratese + 81 nel terzo trimestre
«Lodevole resilienza degli imprenditori»
DATI - Secondo l'analisi dell’Ufficio Studi di Confartigianato Marche, la provincia vede il saldo più importante della regione ma c'è un calo di imprese artigiane. «Nonostante inflazione, caro carburante e le ormai note turbolenze geopolitiche internazionali, continuino a stressare i mercati, c'è stato un bel fermento»

Giorgio Menichelli
Nel terzo trimestre sale il tasso di crescita delle imprese marchigiane con piccole decrescite delle imprese artigiane, in particolare il saldo più importante si registra in provincia di Macerata con un +81 (339 iscrizioni e 258 cessazioni per 34.565 imprese registrate). A seguire, Ascoli Piceno con un +73 (218 iscrizioni e 145 cessazioni per 23.868 imprese registrate). Segno positivo anche per il Fermano con 193 iscrizioni, 153 cessazioni e saldo di +40 sulle 19.176 imprese registrate. Guardando alle percentuali, la performance migliore è della provincia di Ascoli Piceno con un tasso di crescita del +0,31%, seguono Macerata con +0,23% e Fermo con +0,21%.
Il punto è dell’Ufficio Studi di Confartigianato Marche, che attesta come nella regione il tasso di crescita segna il +0,19%, inferiore al +0,26% della media italiana. Nel terzo trimestre 2022 il tasso di crescita marchigiano era a +0,07%. Nelle Marche le imprese registrate sono 154.792 e nel III trimestre 2023 si segnalano 1.413 iscrizioni (erano 1.389 nel III trimestre 2022) e 1.118 cessazioni non d’ufficio (erano 1.269 nel III trimestre 2022); il saldo derivante è di +295 imprese (era +120 nello stesso trimestre 2022).
Quanto al numero delle imprese artigiane, nelle Marche al terzo trimestre 2023 si attestano a 40.098, con 539 iscrizioni e 489 cessazioni non d’ufficio: il saldo derivante è di +50 imprese, in rallentamento rispetto alla rilevazione precedente ma migliore rispetto a quelle del III trimestre del 2022. A livello territoriale, si verificano crescite, seppur più contenute, ad Ascoli Piceno con il +0,23% (saldo +12 imprese su 65 iscrizioni, 53 cessazioni per un totale di 5.311 imprese registrate) e Fermo con il +0,16% (saldo +9 imprese su 77 iscrizioni, 68 cessazioni e 5.702 imprese registrate). In difficoltà, invece, la provincia di Macerata con un –0,08% di tasso di crescita, derivante da un saldo di –7 imprese artigiane (120 iscrizioni, 127 cessazioni). Confrontandosi con il terzo trimestre 2022, la situazione delle imprese artigiane è migliorata nel Fermano e nell’Ascolano (l’anno scorso con un tasso rispettivamente dello -0,22% e del -0,07%) mentre il Maceratese è in peggioramento (nel 2022 il tasso marcava un +0,08%). I tassi del secondo trimestre 2023 per le artigiane erano di +0,52% a Macerata, -0,12% nel Fermano e 0,08% nell’Ascolano.
«Quello che emerge dai dati – il commento di Confartigianato – è che, nonostante qualche piccolo distinguo nella composizione delle ditte artigiane, c’è stato un discreto fermento nelle Marche in questo terzo trimestre, sebbene le imprese stiano vivendo difficoltà evidenti: inflazione, caro carburante e le ormai note turbolenze geopolitiche internazionali, continuano a stressare i mercati. La resilienza dei nostri imprenditori è lodevole. Ora è fondamentale mantenere alti i livelli di incentivi per attivare quegli investimenti frenati dalle problematiche già citate, confidando così di chiudere il 2023 con una giusta dose di serenità».