Marche escluse dalla Zes, protesta il Pd:
«Un’ingiustizia, Acquaroli smentisce se stesso»

MACERATA - I dem contro la decisione di far terminare la Zona economica speciale in Abruzzo. Il segretario provinciale Angelo Sciapichetti: «Quanto sta accadendo su questo tema contraddice quanto era stato promesso dal centrodestra in campagna elettorale». Il consigliere regionale Romano Carancini: «Porta in faccia ai cittadini marchigiani». La deputata Irene Manzi: «Ci impegneremo anche nella legge di Bilancio»

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Angelo Sciapichetti, Irene Manzi e Romano Carancini

di Luca Patrassi (foto di Fabio Falcioni)

La conferenza del Pd maceratese verteva oggi sulla Zes, si è aperta però con un problema manifestato dal segretario provinciale Angelo Sciapichetti, da due giorni messo a tacere. Nulla di politico, la Tim gli ha bloccato il telefono per un dichiarato “traffico anomalo”: Sciapichetti, forte di un contratto illimitato, aveva pensato di inviare un centinaio di messaggio di invito all’appuntamento di “Incontri d’Autunno” di domani alle 21 nel circolo parrocchiale di Collevario per la presentazione del libro di Anna Vinci sulla storia di Tina Anselmi a cura del circolo Aldo Moro.

Sciapichetti_PD_FF-2-325x217Oggi comunque, nella sede cittadina di via Spalato, i democrat hanno fatto il punto sulla Zes negata e sul mancato accoglimento alla Camera di un emendamento per l’inserimento delle Marche nella legge che dispone la creazione della Zes nel Sud a partire dall’Abruzzo. Intanto il Pd sta presentando in giro per le municipalità della provincia un ordine del giorno (Macerata lo ha già votato all’unanimità) a sostegno della richiesta di istituzione della zona economica speciale (Zes) per la Regione Marche. L’emendamento era stato presentato dai parlamentari Dem Irene Manzi e Augusto Curti ma bocciato su indicazione del Governo.

Carancini_PD_FF-6-325x217Ad introdurre l’incontro di oggi è stato il segretario Dem Angelo Sciapichetti: «Quello della Zes è un tema fondamentale per la Regione Marche e per i nostri territori, soprattutto quelli colpiti dal terremoto. Quanto sta accadendo su questo tema contraddice quanto era stato promesso dal centrodestra in campagna elettorale. La Zes è utile per attrarre investimenti, il provvedimento del Governo che fa terminare la Zes in Abruzzo è un’ingiustizia». Aggiunge la deputata Irene Manzi: «Le Marche hanno i requisiti per entrare nella Zes che garantisce incentivi e sgravi fiscali: a partire dalla crisi del 2008 per seguire con terremoto, alluvione, ex Banca Marche, si sono sommate emergenze che hanno fatto emergere l’esigenza di estendere la Zes anche alle Marche. Purtroppo è stato accolto solo un ordine del giorno: una buona intenzione ma lascia perplessi anche l’atteggiamento della giunta regionale, un silenzio assordante dal governatore Acquaroli. Ne va della possibilità di sviluppo della nostra regione che ha bisogno di ritrovare una sua forza economica, una sua identità. Come Dem ci impegneremo anche nella legge di Bilancio che si sta discutendo in queste ore».

Manzi_PD_FF-5-325x217L’ultimo intervento è quello del consigliere regionale Romano Carancini: «Il rigetto della proposta di emendamento è una porta in faccia ai cittadini marchigiani e alle imprese. Le Marche stanno vivendo una fase drammatica, la Zes era una occasione direi quasi unica, questo disinteresse porterà danni. La responsabilità principale è di questo governo delle destre guidato da Francesco Acquaroli che smentisce se stesso rispetto alle tante parole dette sulla filiera istituzionale. La Regione smentisce quella attenzione che ha affermato per tanto tempo esistere tra il governo centrale e quello regionale. La possibilità di tenere accesa una luce attraverso i Consigli comunali dimostra la nostra attenzione, la necessità di far comprendere al governo regionale l’importanza dell’inclusione delle Marche tra i territori della Zes».

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