Piano infrastrutturale Marche 2032
«Così il Maceratese recupererà il gap»
FUTURO - Il consigliere regionale di FdI Pierpaolo Borroni analizza tutti i progetti di viabilità per la nostra provincia che miglioreranno i collegamenti

Pierpaolo Borroni
«Il Piano infrastrutturale Marche 2032 consentirà al Maceratese di recuperare il gap patito per decenni». Ne è convinto il consigliere regionale di Fratelli d’Italia Pierpaolo Borroni che commenta il piano elaborato dalla Regione. «Tanti i progetti ricompresi nel Piano infrastrutturale Marche 2032 per la provincia di Macerata ispirati ai principi della sostenibilità, sicurezza, inter-multimodalità ed interconnessione» dice Borroni.
Che definisce un «cambio di passo» e «di visione affrontando tematiche fondamentali per garantire uno sviluppo socio-economico equilibrato e sostenibile in tutta la regione, con l’obiettivo di ritornare tra le regioni più dinamiche e in crescita. Vie di collegamento pensate e realizzate per migliorare la qualità della vita dei cittadini, la competitività delle imprese e l’attrattività turistica». Poi Borroni cita alcuni progetti per la provincia di Macerata.
«Per quel che riguarda il macro settore delle arterie viarie, evidenzio il nuovo svincolo autostradale a Porto Potenza, il completamento della Pedemontana Fabriano-Muccia; l’Intervalliva di Tolentino, l’adeguamento della Caldarola-Sarnano e Sarnano-Amandola; la rotatoria all’innesto fra la Helvia Recina e la statale Adriatica a Porto Recanati; l’intervalliva di Macerata: allaccio funzionale della superstrada a Macerata alla località “La Pieve” e “Mattei”; completamento Mare-Monti-SS210 tratto Amandola – Servigliano; allaccio della superstrada con la statale Adriatica a Civitanova con la realizzazione della rotatoria e del sottopasso ferroviario; ampliamento in sede Cingoli – San Severino, realizzazione collegamento Villa Potenza-Sambucheto e Macerata-Villa Potenza, interventi sui ponti di Gelagna nel comune di Serravalle e Muccia per la relativa messa in sicurezza». Poi le ferrovie: «elettrificazione della linea Civitanova-Albacina; miglioramento e adeguamento sismico delle stazioni di Macerata e Tolentino, nuova fermata Tolentino Campus». E poi la ciclovia del Chienti e la realizzazione del molo di sopraflutto di prolungamento del molo est al porto di Civitanova».
Niente si dice sull’arretramento della ferrovia-adriatica (destinata all’alta velocita’ del trasporto merci) e della SS16 che, invece, e’ il tema fondamentale dalla confinante Porto S.Elpidio a San Benedetto.
Tre anni in chiacchere e ora finalmente si parte con le promesse infrastrutturali. Certo non capisco le basi su cui poggiano, sempre fumose quasi aeree come il metano proveniente da chi viene spesso accusata, povera bestia, di essere causa dell’ inquinamento che ci sta portando al tremendo cambiamento climatico. Però al di là che crederci è assolutamente facoltativo visto che finora hanno dato ampio spazio all’incapacità totale con prove indiscutibili, sì in tutto e senza neanche bisogno di sottolineare i punti dove sono materialmente più deboli. Questo anche grazie alla millimetrica precisione su cui da troppo tempo oramai fanno sfoggio assoluto del loro amministrare che non va più in là della grande abilità dell’inaugurare dove tra l’altro il sopra recitante lo troviamo spesso. Magari ama commuoversi per un nonnulla. Finora gli elogi però qualche ombra c’è. Ad esempio trovo profondamente ingiusto che queste dichiarazioni che dovrebbero aspettare all’assessore con delega alle infrastrutture, perché esiste anche se non si conosce , vengono date sempre da soggetti in cerca continua di visibilità. Per di più sono “ottime notizie”, con addirittura scadenze così brevi che per la famosa legge della liquidità dei votanti, questi qua chissà dove saranno fra un paio d’anni . Il soggetto in copertina poi è uno specialista, dispensa decine di milioni non di parole quelle sono di più ma di semplici euro che presi in un vortice di balle spaziali (cit) non atterrano mai. Adesso da un discorso all’altro se pure parallelo. Guardavo in televisione il commissario Castelli che pavoneggiava a Norcia per la ricostruzione della nota chiesa e per tutta risposta ecco subito a seguire le immagini di una Camerino, deserta, immutabile dal giorno dell’ultima scossa, una cittadina fantasma. Anche lei però farà parte di qualche piano di rigenerazione, magari marcato 2064.