Intesa sui controlli per gli appalti
«Vogliamo semplificare e velocizzare
la ricostruzione pubblica»

PROTOCOLLO sottoscritto tra Anac e il commissario Guido Castelli: «Abbiamo introdotto principi importanti tradotti in presupposti di legalità, uniti a principi di risultato e fiducia, in base a quanto previsto dal recente Codice appalti»

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Giuseppe Busia e Guido Castelli

di Monia Orazi

Un protocollo di intesa per velocizzare la ricostruzione pubblica è stato presentato questa mattina a Roma dal commissario alla ricostruzione Guido Castelli e dal presidente Anac Giuseppe Busia, accordo sottoscritto anche dalle quattro Regioni coinvolte nella ricostruzione e da Bernardo Mattarella, presidente di Invitalia. A lavorare su schemi tipo e liste di controllo, che permetteranno di dare alle stazioni appaltanti che conferiscono gli appalti, parziali responsabilità di controllo sono stati i tecnici Anac, i tecnici della struttura commissariale, con il consulente giuridico Pierluigi Mantini. La vigilanza preventiva dell’Anac, che fino a oggi scattava per gli appalti di forniture e servizi, compresi quelli di architettura e ingegneria, di importo pari o superiore a 100mila euro, d’ora in poi si concentrerà sulle procedure sopra ai 215mila euro. Mentre per gli appalti di lavori, la soglia che conduce al controllo preventivo sale da 350mila a un milione di euro.

Castelli ha sottolineato come grazie al sistema di controlli incrociati, sino ad oggi la ricostruzione sia stata al riparo da infiltrazioni legate alla malavita organizzata e come si sta lavorando per introdurre il settimanale ed il badge di cantiere per agevolare il controllo di legalità. Una serie di novità che vogliono semplificare ed accelerare le procedure, senza tralasciare i controlli al motto del “semplificare responsabilizzando”, come ha detto il presidente Anac Busia.

«Vogliamo semplificare e velocizzare la ricostruzione pubblica, con un miliardo e 200 milioni di opere pubbliche e 1049 cantieri – ha detto il commissario Castelli – questo ci ha spinto a sottoscrivere l’accordo, aggiornando quello del 2021, per adeguarlo alle innovazioni introdotte con il nuovo Codice degli appalti. Si agisce prima dell’appalto, con un set di meccanismi e procedure per valutare ciò che è necessario attenzionare. Abbiamo introdotto principi importanti tradotti in presupposti di legalità, uniti a principi di risultato e fiducia, in base a quanto previsto dal recente Codice appalti. Le comunità ci chiedono di essere tempestivi, ma non deve venire meno l’esigenza di legalità che conferisce senso a quello che stiamo facendo. Sono stati ampliati gli spazi del controllo semplificato agendo al rialzo sulle soglie sotto cui è possibile condurlo. E’ stata introdotta la facoltà del commissario straordinario di sollecitare interventi e pareri su situazioni delicate e particolari, il principio che rende facoltativo, in base alla presunzione di innocenza l’annullamento di contratti pubblici se ci sono misure cautelari e rinvii a giudizio per certi reati».

Altri punti contenuti nell’accordo riguardano schemi tipo a disposizione dei comuni per i contratti e le procedure, ha aggiunto Castelli: «Schemi che vanno a sostegno e tutela dell’attività, specie quella dei piccoli comuni, che hanno lavorato tantissimo e si sposano ad un principio di semplificazione. Dall’uso di questi schemi deriverà la possibilità di controlli a campione e non singoli e di monitoraggio complessivo, nel senso della collaborazione tra pubbliche amministrazioni, l’attività di prevenzione va a sostegno dei sindaci e dei responsabili unici del procedimento». Introdotta anche la possibilità facoltativa per il commissario di richiedere pareri ad Anac per interventi legati a fondi Pnrr e fondo complementare sisma Pnc. Ha spiegato il presidente Anac Busia: «Anac ha verificato oltre mille procedure, emettendo oltre tremila pareri, numeri che nell’ultimo periodo stanno crescendo enormemente. Solo nell’ultimo semestre si rilevano 172 procedure verificate e 378 pareri, segno che l’attività di ricostruzione sta accelerando, così si superano la paura della firma ed i timori per il nuovo codice, pareri e procedure che hanno un contenzioso quasi assente, consentendo un accorciamento dei tempi e di ottenere gli obiettivi prefissati. C’è una sorveglianza collaborativa, la responsabilizzazione fondata sulla fiducia, via via che le stazioni appaltanti sia gli Usr, che gli enti locali hanno imparato a usare regole speciali, si concede la responsabilità di fare alcune verifiche, con atti tipo e check list, atti che contengono istruzioni su come fare, valorizzando la capacità delle stazioni appaltanti, con strumenti basati sull’idea del semplificare responsabilizzando. Le soglie più alte non comportano una riduzione del numero di pareri».

Busia ha annunciato la novità della qualificazione delle stazioni appaltanti, che dovrà avvenire entro il prossimo 31 dicembre: «La fiducia si basa sulla qualificazione delle stazioni appaltanti che crescono perché impegnate nel tempo, scatta dal 31 dicembre, alcune come Usr e altre si sono già qualificate. La scommessa sottesa a questo protocollo è ricostruire in tempi più rapidi e in modo più trasparente, garantendo rapidità e correttezza della ricostruzione, garantendo forza alla pubblica amministrazione, consapevole di quello che fa, nei confronti dei rischi corruttivi, sprechi di tempo e di denaro che non ci possiamo permettere, per questo abbiamo scelto di lavorare sulle persone che lavorano nelle stazioni appaltanti. La qualificazione va nel segno della digitalizzazione, con l’uso di piattaforme interconnesse alla banca dati Anac, con la possibilità di semplificazione e maggiore controllabilità generale, per verificare l’andamento dei singoli contratti, le piattaforme aiutano i rup ad andare più in fretta, con il fascicolo virtuale dell’operatore economico si può misurare l’affidabilità tecnica delle imprese».

Castelli ha escluso la possibilità di infiltrazioni malavitose nella ricostruzione post terremoto: «Su questo tipo di controlli contro le infiltrazioni malavitose è impegnata l’unità di missione del ministero degli Interni con un sistema che ad oggi ha consentito di tenere indenne la ricostruzione da tale tipo di rischio, con l’iscrizione alle white list per le imprese coordinato dalle prefetture, che sono verificate in sede di rinnovo. Stiamo introducendo e valutando di ottimizzare,  limitatamente al controllo puntuale sui cantieri, il settimanale ed il badge di cantiere, oltre al sistema di verifica delle congruità delle maestranze per il loro utilizzo, lavoro nero ed adeguata remunerazione rispetto al contratto sviluppato. Con questo set di filtri e matrici si è evitato ad oggi casi di infiltrazioni di questo genere. Per la velocizzazione che vogliamo dare, dobbiamo aspettarci che molte imprese cercheranno di lavorare nel cratere. Vogliamo fare della ricostruzione pubblica un luogo dove sperimentare la digitalizzazione di cantiere, per avere maggiore trasparenza e processi di lavoro più definiti».

 

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