All’interno della Rimel ancora focolai,
altra notte di lavoro per i pompieri
POLLENZA - Le immagini all'interno dello stabilimento dove i vigili del fuoco stanno lavorando da quasi 48 ore. Legambiente sul rogo: «La provincia negli ultimi anni è stata interessata da questi fenomeni con una frequenza preoccupante, una situazione insostenibile»

I vigili del fuoco al lavoro all’interno della Rimel
Le prime immagini all’interno della Rimel di Pollenza, dove alle 23,15 di lunedì è scoppiato un incendio, mostrano un ambiente che sembra un quadro d’inverno.
Questa l’impressione data dalla schiuma bianca che i vigili del fuoco stanno spruzzando per riuscire a raffreddare le fiamme all’interno dello stabilimento dell’azienda di via dell’Industria a Casette Verdini di Pollenza. Il rogo è stato domato, ma ci sono ancora alcuni focolai accesi su dei cumuli di materiale plastico. Inoltre i vigili del fuoco devono occuparsi dello smassamento del materiale incendiato e lo stanno facendo con mezzi di movimento terra.
Sarà necessario ancora tempo per concludere l’intervento e i vigili del fuoco si preparano a trascorrere un’altra notte all’interno dello stabilimento dell’azienda per sorvegliare l’incendio. Lo faranno con cinque autobotti.
«La provincia negli ultimi anni è stata interessata da questi fenomeni con una frequenza preoccupante, con ricadute ambientali e di salute sul territorio indiscutibili. Non si può continuare a sostenere una situazione di questo tipo» dice Marco Ciarulli presidente di Legambiente Marche.
«Che l’incendio sia stato accidentale (come indicano sinora le indagini svolte, ndr) o meno non sta certo a noi dirlo – prosegue Ciarulli – ma è chiaro che qualcosa non sta funzionando come dovrebbe. Stiamo parlando di impianti molto delicati e complessi che trattano rifiuti speciali e a maggior ragione la prevenzione dovrebbe essere una priorità. Forse questi sistemi di prevenzione non sono efficienti? E’ evidente che qualche pezzo della filiera non funziona, ma ovunque sia il problema non è più accettabile che ambiente e cittadini debbano costantemente pagarne lo scotto». Legambiente ricorda come negli ultimi anni episodi di questo tipo siano stati frequenti: «due volte alla Orim, una alla Macero Maceratese, due volte al Cosmari ed oggi Rimel». Ciarulli continua: «ci preoccupano le conseguenze anche del settore di riciclo e recupero. Ad ogni incendio o disastro ambientale legato a questo settore, ci si allontana dal modello di economia circolare che vorremmo veder sviluppato nel nostro territorio».
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Non bisogna prenderla male, il quadro è a suo modo un contributo all’atmosfera natalizia, preoccupazioni ve ne sono di ben più gravi, ad esempio il raffreddore e l’influenza.