Non accettano la relazione della figlia,
marito e moglie accusati di stalking:
«Anche dai maghi per farci separare»

RECANATI - Il problema sarebbe stato che il giovane era italiano, non musulmano. Oggi in aula al tribunale di Macerata è stata sentita la ragazza

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I genitori non accettano la relazione della figlia con un ragazzo italiano, ora sono imputati per stalking in un processo che si sta svolgendo al tribunale di Macerata davanti al giudice Daniela Bellesi. Oggi in udienza è stata sentita la ragazza che ha raccontato la vicenda e ha detto anche che i genitori «sono pure andati in Macedonia per parlare con i maghi e convincermi a interrompere la relazione». L’accusa contesta alla coppia fatti che sarebbero avvenuti a Recanati dal giugno al settembre del 2017 con un ultimo episodio che risalirebbe al 5 ottobre di quell’anno. Secondo l’accusa, sostenuta dal pm Rocco Dragonetti, i genitori della ragazza, entrambi macedoni, avrebbero minacciato e molestato il fidanzato della figlia con continui e ripetuti appostamenti al bar pizzeria dove il giovane lavorava. Inoltre avrebbero fatto telefonate alla figlia dicendo anche che «per 300 o 400 euro si ammazza una persona».

In una occasione, continua l’accusa, la ragazza sarebbe stata inseguita da un’auto con a bordo il padre e un’altra persona. Inoltre avrebbero minacciato i ragazzi dicendo «che la faccenda andava a finire male» e alla figlia «che viva o morta doveva tornare a casa». Il padre della ragazza è inoltre accusato di aver danneggiato il cellulare del fidanzato della figlia e di violenza privata per avere costretto la ragazza a non chiamare i carabinieri quando aveva rotto il telefonino. Oggi nel corso della sua testimonianza la giovane, che ha 27 anni, ha confermato i fatti che aveva denunciato e ha detto che i genitori la minacciavano, la pedinavano, la seguivano in continuazione perché lei aveva una relazione con un ragazzo italiano, non musulmano. Ha inoltre detto di aver saputo che i genitori in Macedonia sono stati da dei maghi per far interrompere la relazione con il giovane. L’udienza è stata rinviata al 26 gennaio per sentire il fidanzato. Gli imputati sono assistiti dall’avvocato Benedetta Tommasoni. Parte civile la 27enne, assistita dall’avvocato Paolo Tartuferi

(Gian. Gin.)


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