Delocalizzazione Elica, i sindacati:
«Pronti anche a fare proposte
per mantenere il lavoro in Italia»

ANCONA - Dopo l'incontro tra Regione e vertici aziendali, il coordinamento unitario di Fim, Fiom e Uilm rinnova l'apertura al dialogo ma su «un modello radicalmente diverso». Preoccupazione per l’abbandono di una tipologia di cappa in produzione a Cerreto, il trasferimento di personale a Mergo e di figure aziendali in missione in Polonia

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L’incontro di ieri pomeriggio tra il presidente Acquaroli e la delegazione sindacale del Gruppo Elica

 

Prende atto delle dichiarazioni del presidente della Regione il coordinamento sindacale del Gruppo Elica «ma la discussione- sottolineano Fim, Fiom e Uilm – deve riprendere per un modello radicalmente diverso. Siamo pronti anche a fare le nostre proposte per mantenere il lavoro in Italia». Ieri pomeriggio al termine dell’incontro con il management aziendale, Francesco Acquaroli ha riferito di una disponibilità ad una sostanziale e radicale modifica del piano strategico.

Screenshot_20210524_165437-325x224«Sono 2 mesi che stiamo chiedendo all’azienda di iniziare una vera discussione su come si mantiene il lavoro negli stabilimenti italiani, a fronte di un’annunciata delocalizzazione della quasi totalità delle produzioni verso la Polonia. – ricordano in una nota i rappresentanti sindacali – Siamo stati costretti ad iniziare una vertenza durissima, con sciopero ed iniziative di lotta perché Elica ha sempre dichiarato irrinunciabili le delocalizzazioni ed i conseguenti licenziamenti; nelle fabbriche il clima si è diventato pesantissimo mettendo così a rischio la tenuta sociale e la salute delle persone. Il Coordinamento sindacale ha sempre risposto alle convocazioni dei tavoli di trattativa, infatti è dal 31 di marzo che incalziamo l’azienda a tornare a sedersi per discutere di come si individua la strada per mantenere il lavoro negli stabilimenti italiani: siamo anche pronti a fare le nostre proposte, le Istituzioni a tutti i livelli si sono date disponibili a mettere in campo tutto gli strumenti che possono ma Elica ha sempre rifiutato questo confronto che ci auspichiamo possa finalmente iniziare con questo obiettivo».

Screenshot_20210524_165454-325x180Resta reale però la preoccupazione di una nuova possibile crisi che si riverberi nelle realtà dell’entroterra montano. «Nel frattempo infatti è stata annunciato l’abbandono di una tipologia di cappa attualmente in produzione a Cerreto senza che venga rimpiazzato da altro, il trasferimento di diverse persone a Mergo e ci risulta che ci siano figure aziendali in missione presso lo stabilimento polacco per avviare la produzione di prodotti fuori dall’Italia. – fanno rilevare Fim, Fiom e Uilm – Alle radicali modifiche annunciate ci auspichiamo fin da subito che segua un radicale cambio nei comportamenti e nelle strategie fin qui perseguite dai manager perché questo permetterebbe finalmente di aprire una reale discussione e di scrivere un futuro diverso nell’interesse delle persone, del territorio e dei valori della stessa azienda».

«Elica disponibile a revisionare ma non a ritirare il piano industriale»

 


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