Ritorno in classe, Castiglioni critico:
«Spazi e trasporti insufficienti»

MACERATA - L'ex preside, consigliere di FdI, scettico sul nuovo decreto del governo che ha disposto lezioni in presenza anche per le superiori dal 70 al 100% in zona gialla e arancione
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Pierfrancesco Castiglioni

 

di Luca Patrassi

Pierfrancesco Castiglioni lo premette: non vuole intervenire da politico, è il capogruppo di Fratelli d’Italia in Consiglio comunale, ma da ex dirigente di lungo corso di vari istituti scolastici. Il tema è quello della ripartenza delle lezioni in presenza ai tempi del Covid. Castiglioni, va detto subito, punta tutto sulla Dad. Nessun rischio calcolato, nessun azzardo. «Il governo – rileva Castiglioni – dopo aver annunciato in un primo tempo il ritorno totale in presenza per le scuole superiori – cosa improponibile – ha successivamente abbassato la percentuale, rimanendo tuttavia al di sopra del 50% in vigore precedentemente. Bene. Devo sottolineare tuttavia che mi sfugge cosa sia cambiato in termini di tracciamento, spazi, organici, trasporti per rendere più sicure le scuole e i mezzi pubblici rispetto a marzo». La questione trasporti secondo Castiglioni: «Gli studenti delle superiori provengono da un ampio bacino di utenza e il trasporto extra urbano non è in grado di soddisfare in breve tempo la richiesta di un incremento dei posti/auto o dei mezzi a disposizione. Come ha affermato il presidente della Conferenza delle Regioni “C’è un limite fisiologico rappresentato dal numero insufficiente di bus». E’ vero, ci sono 390 milioni di euro per i trasporti, ma gli effetti non potranno essere immediati».

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Il terminal bus di piazza Pizzarello a Macerata

Sugli spazi a disposizione aggiunge: «Le scuole hanno i dispositivi di sicurezza ma non hanno gli spazi per garantire il distanziamento sociale. Una media di oltre 20 alunni dovrà restare in ambienti di 20-25 metri quadri per 5 ore al giorno e per 6 giorni alla settimana indossando la mascherina. Nel momento in cui è stata sospesa la campagna vaccinale per il personale scolastico e gli studenti non sono vaccinati si aumenta la percentuale degli studenti in presenza. E questo a un mese dal termine delle lezioni. Considerati lo stato delle vaccinazioni, la diffusione delle varianti, il numero di casi che vengono gestiti ogni giorno, non mi sembra una scelta saggia. Nel nuovo documento “Indicazioni ad interim sulle misure di prevenzione e controllo delle infezioni da Sars-Cov-2 in tema di varianti e vaccinazione”, viene auspicato che il distanziamento fisico sia aumentato “fino a due metri, laddove possibile e specie in tutte le situazioni in cui venga rimossa la protezione respiratoria”. La dimensione delle aule scolastiche renderebbe pressoché impossibile tale distanziamento per cui i ragazzi sarebbero costretti a indossare la mascherina per tutto l’arco della mattinata. Le aule sono sempre quelle, gli spazi non si sono miracolosamente espansi. Occorre rivedere il protocollo sul rientro in sicurezza visto che quello attuale risale al 6 agosto. Dovrà essere rivisto il numero di organico per classe. Tutto ciò verrebbe aggravato dalla volontà manifestata da alcuni dirigenti di considerare la percentuale in presenza non all’interno delle singole classi, ma all’interno dell’Istituto il che significherebbe che la rotazione avverrebbe per classi e non tra gli studenti della stessa classe con un assembramento molto pericoloso. Il rischio è quello di assistere a un’altra recrudescenza del virus, visto che a novembre e a febbraio l’impennata dei contagi si è verificata in concomitanza con la riapertura delle scuole». La sintesi finale firmata Castiglioni: «Non sarà allora il caso di soprassedere ad una modifica parziale che comunque costringerebbe le scuole a ricorrere ancora alla dad, facendo rotazioni? Non sarebbe meglio focalizzare gli sforzi per poter ripartire l’anno prossimo in presenza e in sicurezza?».

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