Bancarelle del mercato nel centro deserto
Lo sconforto degli ambulanti:
«Senza lavoro, i ristori un’elemosina»

MACERATA - Gli ambulanti sono tornati in centro con la zona arancione, ma di clienti se ne sono visti pochi. Cinzia e Stefano Ficosecco: «Speriamo la situazione migliori ma le prospettive non sono buone». Fabiola Lambertucci: «Non c’è quasi nessuno. Spero di ripartire con la primavera. C’è molta diffidenza, chi esce è impaurito». Giulia Moretti: «Se almeno fossero previsti aiuti per le tasse e dei contributi si potrebbe respirare»
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Le bancarelle sono tornate questa mattina in piazza della Libertà

 

di Francesca Marchetti (Foto Fabio Falcioni)

Il mercato c’è a Macerata: i clienti no. Sintesi del primo mercoledì in zona arancione che ha portato anche al ritorno delle bancarelle in centro dopo lo stop per la zona rossa.

Fabiola Lambertucci

Fabiola Lambertucci

Uno stop forzato per molte categorie che aveva portato i commercianti marchigiani a protestare davanti al palazzo della Regione. Oggi però in giro per le bancarelle non c’era quasi nessuno, complice il colpo di coda invernale e i forti timori dovuti ai contagi da Covid e le restrizioni legate alla zona arancione.

«Ho partecipato alla manifestazione ad Ancona a marzo perché credo che lavorando all’aperto si possano mantenere tutte le norme di sicurezza previste – dice Fabiola Lambertucci dal suo banco in piazza della Libertà – Stamattina non c’è quasi nessuno, mancano molti espositori ed è freddissimo, spero di ripartire con la primavera. C’è molta diffidenza, chi esce è impaurito, timoroso e prudente. Dovremmo puntare a rinegoziare la nostra situazione, a far rivalutare l’idea che chi decide ha di noi e del nostro lavoro. Stiamo ricevendo un’elemosina che sicuramente poi pagheremo a caro prezzo. E stendiamo un velo pietoso sulla lotteria degli scontrini».

 

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Giulia Moretti

Giulia Moretti

Di fronte a lei c’è lo stand di Giulia Moretti: «Se non ripartivamo con la zona arancione avremmo fatto di nuovo sciopero, stare senza lavoro è impossibile. Se almeno fossero previsti aiuti dal punto di vista delle tasse e dei contributi, si potrebbe respirare». La situazione non è rosea nemmeno per Cinzia Ficosecco e il marito Stefano, alla Loggia dei Mercanti. «Siamo fermi da più di un mese e oggi leggo, che uno studio conferma che il contagio all’aperto è molto limitato, – racconta Cinzia – e mi chiedo, allora perché non abbiamo potuto lavorare finora?I supermercati sono rimasti aperti e alcuni hanno venduto di tutto, mentre noi siamo stati chiusi in casa senza nessun ristoro. Lavoriamo dal 1984, la nostra vita è questa».

 

Stefano e Cinzia Ficosecco

Stefano e Cinzia Ficosecco

 

«Gli spostamenti sono ancora limitati, e al mercato come previsto non c’è gente – prosegue Stefano – Speriamo che la situazione migliori nei prossimi giorni ma le prospettive non sono buone». «Stamattina va malissimo, come dire, piove sul bagnato – afferma Giacomo Gattari in piazza Cesare Battisti – Se non c’è la volontà politica di cambiare le cose, non si va avanti. Se ci tolgono la possibilità di lavorare senza alternative siamo costretti a protestare e indignarci. Vogliamo continuare a fare una vita normale, alzarci, andare a lavorare per portare a casa il pane quotidiano, mandare avanti la baracca. Un cliente abituale mi ha detto che passava per caso, perciò se ci vogliono aiutare che dicano in tv che si può andare al mercato».

Giacomo Gattari

Giacomo Gattari

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«Non siamo untori, siamo lavoratori» Protesta degli ambulanti in Regione (Foto)

 

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