“Ballate dalla grande recessione”,
storie di personaggi
che hanno lasciato il segno

MUSICA - Il nuovo disco di Marco Sonaglia, docente dell'Accademia Cantautori di Recanati, nato dall'incontro con il poeta siciliano Salvo Lo Galbo. Dai suoi versi su Stefano Cucchi, Lola Horovitz, Sacko Soumaila, Mimmo Lucano e Claudio Lolli le canzoni sui loro ritratti
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Marco Sonaglia

 

di Federico De Marco

Una serie di ritratti musicali per raccontare i personaggi che hanno toccato le nostre coscienze, da Stefano Cucchi a Claudio Lolli. Non lascia indifferenti il nuovo disco “Ballate dalla grande recessione” di Marco Sonaglia, cantautore impegnato e docente dell’Accademia Cantautori di Recanati.

CoverUn lavoro che nasce dal fruttuoso incontro con il poeta siciliano Salvo Lo Galbo, giornalista, poeta e traduttore. Sulla struttura della ballata francese, Marco Sonaglia ha concepito dieci tracce di musica d’autore sulle poesie del poeta siciliano dedicate a personaggi che in qualche modo e per motivi diversi hanno resistito alle varie facce del potere perdendo la vita o la dignità. Il dolente ragionar per versi di Lo Galbo si innesta con le suggestive melodie e la rapsodica interpretazione di Marco Sonaglia, capace di trasformare la poesia in canzone. «Ho cercato di dare un vestito musicale a queste toccanti poesie con l’intento di assegnargli un nuova forza – spiega Sonaglia – . Ovviamente è un disco scomodo e duro. È fatto per smuovere qualche coscienza, stimola la riflessione e la presa di posizione. È un disco che turba, quasi nauseante, e se scatena una di queste emozioni ha raggiunto il suo scopo. Essere un cantautore oggi non è facile. Viviamo in una società dove si parla sempre poco e si pensa anche di meno. Ma la forza delle parole rimane il mezzo più potente per scatenare un’emozione o un pensiero».

Marco-Sonaglia3-325x217Queste ballate sono dedicate ad alcune delle storie che hanno lasciato il segno nella nostra società: lo stillicidio di Stefano Cucchi, gli ultimi istanti di vita della ballerina Lola Horovitz ad Auschwitz, l’uccisione di Sacko Soumaila un bracciante sindacalista, l’ex sindaco di Riace Mimmo Lucano, Claudio Lolli, ma si è musicata anche la classe operaia, Cuba e altro ancora. Il singolo è uno struggente componimento di versi sulla “Primavera a Lesbo”, l’isola greca tristemente conosciuta per le condizioni disumane in versano i migranti che tentano di raggiungere l’Europa. Un limbo tra i vivi e i morti. Dramma nel dramma l’arrivo del covid, che ha aggiunto, come se non bastasse, altra morte e dolore. Il ritornello infatti recita, facendo trapelare un’amarissima ironia: “morire sì, ma sani, ordina l’ordinanza, lavatevi le mani, tenete la distanza”. Il disco è stato prodotto da Paolo Bragaglia e registrato presso il Klangsturm studio di Montefano, pubblicato da Vrec Music Label ed è ascoltabile in tutte le principali piattaforme digitali.



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