Parrucchieri ed estetiste: «Fateci riaprire
o dilagherà l’offerta irregolare»
Acquaroli: «In pressing sul governo»

ECONOMIA - Cna e Confartigianato insieme per le esigenze delle aziende del settore Benessere chiuse in zona rossa. «Non si lavora e i ristori non arrivano». Il presidente della Regione rassicura: «Stiamo pensando ad un risarcimento economico delle attività che sono state obbligate a chiudere nelle ultime tre settimane»
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Cna e Confartigianato hanno chiesto congiuntamente la riapertura delle aziende del settore Benessere

 

di Mauro Giustozzi

Riaprire le attività del benessere in zona rossa per dare respiro a migliaia di imprese e lavoratori della regione che sono in grande difficoltà e che sono minacciate dal pericoloso fenomeno dell’abusivismo, con il rischio di diffusione del contagio, e compromettendo la sopravvivenza delle imprese stesse, a causa delle ingenti perdite di fatturato in atto da tempo. Per questo Confartigianato Imprese Macerata-Ascoli Piceno-Fermo e Cna Macerata si fanno megafono delle istanze proposte dai loro segretari regionali, Giorgio Cippitelli (Confartigianato) e Otello Gregorini (Cna). I quali, in una lettera congiunta ai parlamentari marchigiani, al presidente della Regione Francesco Acquaroli e al prefetto di Ancona Antonio D’Acunto, hanno presentato una serie di considerazioni sul grave momento vissuto dalla categoria. Sul tema è stata organizzata una videoconferenza che si è svolta questa mattina alla quale hanno partecipato anche molti operatori del settore. Ad introdurre il dibattito sono stati Marco Pierpaoli segretario generale di Confartigianato Imprese Ancona Pesaro Urbino e Massimiliano Santini direttore della Cna Ancona, con interventi diretti di Stefania Pellegrini, presidente Cna acconciatori Marche, Daniele Zucchini, presidente Confartigianato benessere acconciatori Marche, Perlita Vallasciani, presidente Cna estetiste Marche e Ilenia Pigliapoco presidente Confartigianato benessere estetiste Marche, oltre al presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli.

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Eleonora D’Angelantonio e Daniele Zucchini

«Da un anno lavoriamo rispettando tutte le normative –ha detto Pierpaoli- ce sono contenute nei protocolli sottoscritti. Nel 2020 a maggio siamo stati i primi riaprire dopo il lockdown, lo abbiamo fatto su appuntamento, riducendo del 50% l’afflusso della clientela nei negozi di estetiste e parrucchieri. Adesso chiediamo che, rispettando la sicurezza di tutti, ci sia la riapertura del comparto anche in zona rossa. I disagi sono gravi: non si lavora ed i sostegni non arrivano. Siamo rispettosi delle regole ma di regole che debbono essere giuste. Ricordo infine che nelle Marche sono 4098 le imprese che operano nel settore benessere e 15 mila gli addetti che occupa». Alla conferenza stampa hanno partecipato anche i responsabili di categoria regionali, Barbara Tacconelli per la Confartigianato e Riccardo Battisti per la Cna, il segretario territoriale di Macerata Giorgio Menichelli, il segretario Moreno Bordoni della Cna Pesaro. Presenti in videoconferenza anche tutti gli imprenditori di delegazione, Eleonora D’Angelantonio, responsabile settore Benessere Confartigianato Imprese, Federica Carosi, responsabile Cna Benessere Macerata, Laura De Simone, Presidente Cna estetica Ascoli Piceno, e Michela Biancucci, portavoce acconciatori Cna Fermo.

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Federica Carosi (Cna)

«Incomprensibile questa decisione di farci stare chiusi nonostante noi applichiamo protocolli rigidi e stringenti, anche più di quelli previsti per legge –ha sottolineato Perlita Vallasciani-. Nel decreto sostegni il tetto delle perdite à stato posto sul 30% del fatturato, il che significa che il 70% delle nostre imprese non percepiranno un euro. A fronte di spese per l’introduzione di nuovi presidi igienico-sanitari per le aziende, che tra gel, igienizzanti o contenitori isolanti si trovano a dover sborsare fra i 500 e 1000 euro al mese». Daniele Zucchini ha ricordato come sia stata lanciata una petizione dalle associazioni di categoria che «ha già toccato le mille adesioni ed è in continua crescita per riaprire il settore benessere. Anche perché questa situazione rischia di far esplodere una pericolosa e dilagante offerta irregolare. Le chiusure stanno allora andando in direzione opposta: amplificano il rischio piuttosto che diminuirlo». La petizione è stata lanciata sulla piattaforma change.org proprio per sostenere la richiesta di riapertura delle imprese di acconciatura ed estetica anche nelle zone rosse, sottoscrivibile su http://chng.it/kQY4SsphXp. Stefania Pellegrini ha ribadito a tutti come «è vero che le Marche siano in zona rossa ma anche di come nelle settimane precedenti si sia stati in zona arancione il che ha significato l’impossibilità dei clienti di spostarsi fuori comune e raggiungere il negozio di estetista o parrucchieria di fiducia».

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L’intervento del presidente Francesco Acquaroli

A tirare le fila della situazione che riguarda questo capillare comparto dell’economia marchigiana il presidente della Regione, Francesco Acquaroli. «La mia posizione e quella dell’esecutivo che guido è nota da tempo ed è sempre stata quella di far lavorare in sicurezza le attività imprenditoriali –ha ribadito Acquaroli- usando quei protocolli varati anche in presenza di restrizioni. Questa posizione l’abbiamo sempre portata nella sede istituzionale della conferenza Stato-Regioni. E l’impegno è di rimarcare la situazione delle attività del benessere in un prossimo incontro, cercando di apportare modifiche al decreto. La nostra posizione è perfettamente in linea con la vostra e ci impegneremo in un’azione di pressing sul governo per apportare cambi al decreto legge. Sulla differenza che esiste tra l’Abruzzo, dove le vostre attività sono aperte e le Marche dove invece sono chiuse, sta nel fatto che la zona rossa marchigiana è stata decisa a livello ministeriale mentre quella in Abruzzo è stata una scelta dalla Regione, essendo zona arancione per lo Stato quella regione». In conclusione il presidente Acquaroli ha voluto rassicurare gli operatori del benessere sull’impegno a favorire quei ristori che difficilmente potranno avere dal governo nazionale. «Stiamo lavorando su un provvedimento della Regione Marche –ha concluso- per un risarcimento economico delle attività che sono state obbligate a chiudere nelle ultime tre settimane ed al quale potranno accedere aziende che non hanno percepito sostegni in precedenza. Lo vareremo il prima possibile per dare un aiuto a chi si trova nell’impossibilità di lavorare e non riesce ad accedere al decreto sostegni del governo».



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