Parrucchieri scrivono ad Acquaroli:
«Prevedere ristori regionali
e far riaprire i saloni»

CNA MACERATA - Lettera inviata al presidente della Regione: «Il servizio che offriamo noi non sarà certo essenziale come quello del panettiere ma ci permetta di poter riaprire la nostra attività e quindi di poter essere a nostra volta clienti del panettiere»
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Loretta Genangeli

 

Gli acconciatori e le acconciatrici Cna della provincia di Macerata scrivono al presidente della regione Marche Francesco Acquaroli, tramite la loro portavoce Loretta Genangeli. Le richieste sono in particolare tre: velocizzare la compagna dei vaccini, prevedere ristori regionali e far riaprire i saloni. Questo il contenuto della lettera inviata oggi. «Preferiamo scriverle anziché chiedere un appuntamento ed esporre a maggior rischio lei ed i nostri rappresentanti in questo momento così difficile e delicato. Le nostre richieste, d’altronde, sono alquanto puntuali e crediamo facilmente condivisibili, oltre che comprensibili e attuabili. Tre i punti che sottoponiamo alla sua attenzione. Il primo riguarda tutta la comunità marchigiana ed è una netta velocizzazione della campagna vaccinale. A tre mesi dall’inizio delle vaccinazioni, in regione registriamo troppe persone appartenenti alle fasce deboli ancora in attesa di esser vaccinate. Sappiamo che la nostra associazione di categoria, come anche altre, è in attesa dei protocolli regionali per avviare autonomamente la gestione di hub vaccinali destinati ai propri associati ed ai loro dipendenti. Diamo al più presto concretezza a questo accordo in modo che, non appena ci sarà un congruo numero di vaccini disponibili, potremmo immunizzarci – si legge nella lettera -.

loretta-genangeli-2-325x228Una seconda richiesta che le sottoponiamo riguarda i ristori. Il recente decreto del governo esclude gran parte delle imprese dal sostegno pubblico. Così come aveva fatto la precedente amministrazione regionale, seppur con risorse insufficienti, è opportuno prevedere ristori specifici e immediati per le imprese marchigiane che l’anno scorso e quest’anno sono in difficoltà a causa delle chiusure. Ultima istanza che le chiediamo accoratamente è di farsi portavoce ai tavoli del governo nazionale affinché si comprenda che la nostra specifica attività può essere svolta in modo sicuro e senza timore di contagi. La lentezza con cui la curva dei contagi sta scendendo nonostante sia passato quasi un mese dall’istituzione della zona rossa e dalle nostre chiusure, in parte lo dimostra. Vogliamo ricordarle che noi lavoriamo solo su appuntamento, proporzionando i clienti allo spazio delle nostre sale e quindi senza creare alcun assembramento. Noi rispettiamo alla lettera tutti i protocolli di sicurezza che gli esperti hanno stabilito per la nostra attività e che impediscono scientificamente il contagio. Abbiamo anche speso risorse e denaro per adeguarci nel migliore dei modi, in un periodo certamente avverso per qualsiasi tipo di investimento. Il servizio che noi acconciatrici ed acconciatori offriamo non sarà certo essenziale come quello del panettiere ma ci permetta, signor presidente, di poter riaprire la nostra attività e quindi di poter essere a nostra volta clienti del panettiere», conclude la nota.

 



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