Pasqua, l’asporto ancora di salvezza
I ristoratori: «Le prenotazioni ci sono
ma non è certo la stessa cosa»
ECONOMIA - Sono tanti gli esercizi che hanno previsto un menù fisso con i piatti della tradizione. Incoraggia la categoria Stefani Cicarilli del Focolare a Cingoli. «Non bisogna arrendersi, il mio motto è positivi in tutto tranne al Covid». Giammario Spernanzoni del Why: «Impensabile un boom di richieste». I titolari dell'hotel Giannino: «Affluenza ridotta a un decimo rispetto al passato»

Stefania Cicarilli
di Elisabetta Brasca
Si avvicina al week-end di Pasqua e subito il pensiero va al mondo della ristorazione che ha subito in questo periodo gravi perdite con le restrizioni. Le norme anti contagio, infatti, consentono di effettuare solo l’asporto e la consegna a domicilio. Per Pasqua, i ristoratori del Maceratese non si sono fatti trovare impreparati. Molte delle attività aderenti a Confartigianato hanno preparato un menù di Pasqua sia alla carta che fisso per soddisfare le esigenze dei clienti (leggi l’articolo).
«Per Pasqua e Pasquetta abbiamo un po’ di richieste ma non sarà purtroppo come la routine degli anni precedenti, da un anno a questa parte il nostro settore ha molto sofferto ma non bisogna arrendersi, il mio motto è: positivi in tutto tranne al Covid. Per il menù propongo sia un fisso che alla carta costituito da prodotti che acquisto in paesini come Castelsantangelo sul Nera, che ha subito i gravi danni del terremoto nel 2016 e quindi preferisco approcciarmi con queste piccole realtà che hanno bisogno del nostro sostegno». Sono queste le parole di Stefania Cicarilli del ristorante “Il focolare” di Cingoli.

Giammario Spernanzoni
«Per il periodo che stiamo vivendo, sia di crisi sanitaria che economica, avere comunque delle richieste di ordinazione lo posso definire un fattore positivo, cioè per lo standard dei tempi attuali è normale non avere un boom di richieste»: commenta così Giammario Spernanzoni il titolare del ristorante “Why” di Macerata.
«Quello che ho riscontrato quest’anno è che le richieste sono fatte un po’ all’ultimo, ma è anche abbastanza giusto dal momento che la gente non deve organizzarsi per tempo prenotando da qualche parte, è una conseguenza figlia della situazione di cambiamento che stiamo attraversando ogni giorno. Posso ritenermi soddisfatto delle prenotazioni, la maggior parte avvenute questi ultimissimi giorni prima di Pasqua». Sono queste le parole di Andrea Tombolini, titolare della locanda “Le logge” di Urbisaglia.

Andrea Tombolini e Natalina Mari(mamma)
«In questo periodo quello che manca è la convivialità e l’esperienza del ristorante. Un conto è essere serviti, un conto è l’asporto. Purtroppo però bisogna adattarsi e quindi proponiamo per Pasqua menù di pesce sia alla carta che fisso per assecondare le nuove esigenze dei clienti»: così i ristoratori dell’hotel ristorante “Giannino” di Porto Recanati sono presenti e vicini più che mai ai clienti in questo momento di difficoltà.
Addirittura i gestori delle attività di ristorazione hanno calcolato un decimo dell’affluenza rispetto agli anni in cui si poteva comodamente sedere al ristorante. Le maggiori richieste sono riscontrate da clienti fissi e abituali che risiedono nel paese o in quelli limitrofi in cui è collocato il ristorante.