Madonna della Cona,
consegnati i lavori per il restauro

CASTELSANTANGELO - A comunicarlo il Cai che precisa: «L'esecuzione dell'opera avverrà nel periodo primaverile, così da completarla per la festa che ogni anno si svolge la prima domenica di luglio»
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La chiesetta Madonna della Cona

 

Consegnati i lavori alla chiesetta della Madonna della Cona, a Castelsantangelo. Ad annunciarlo in una nota il Cai. L’architetto Luca Maria Cristini e l’ingegner Romualdo Mattioni, tecnici volontari incaricati dal Cai, hanno provveduto, alla presenza del Rup (responsabile unico del procedimento) Marco Guardascione, ad effettuare la formale consegna dei lavori all’impresa Lapucci Gino di Pievetorina, assegnataria degli interventi di restauro della chiesetta-rifugio della Madonna della Cona, in località Pian Perduto. «Questo atto permetterà all’impresa esecutrice di programmare adeguatamente l’intervento e predisporre con opportuno anticipo il materiale necessario, in modo da consentire, vista la stagione invernale ormai iniziata, l’esecuzione dei lavori nel periodo primaverile così da pervenire al completamento degli stessi per la festa della Madonna della Cona, che ogni anno si svolge la prima domenica di luglio – si legge nel comunicato -. Con questo passaggio prende così il via la fase operativa dell’iniziativa avviata nell’inverno 2017 dalla sezione maceratese del Cai ed alla quale si sono aggiunte a sostegno le sezioni di San Severino e Camerino.

 

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Lo striscione a Castelsantangelo

 

Inizialmente le tre sezioni si sono attivate per diffondere adeguatamente il progetto e per reperire i fondi necessari al recupero del manufatto, che sarà condotto secondo i più rigorosi criteri del restauro – si spiega nel comunicato – . L’iniziativa ha poi avuto il fattivo sostegno del Macerata Opera Festival (Mof), che nell’edizione 2018 ha individuato le tre sezioni Cai come “Charity partner” per l’azione di restauro del piccolo monumento, dando così una capillare ed ampia diffusione all’iniziativa.

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Le macerie

A tal proposito, significativo è stato anche il coinvolgimento sia del Cosmari che ha contribuito in modo cospicuo alla copertura degli oneri finanziari, sia dell’arcidiocesi di Camerino e San Severino, quale ente proprietario del bene. Nel tempo si sono poi aggiunte molte altre iniziative volte alla raccolta fondi a favore della chiesetta della Madonna della Cona: tornei di carte, donazioni di privati cittadini, fino al recente contributo offerto dalla sezione arceviese di Italia Nostra. Essenziale è stato sia il contributo dei tecnici citati che, unitamente al geologo Fabio Facciaroni, hanno operato come volontari dell’Associazione, mettendo a disposizione le loro competenze tecniche e progettuali necessarie sia gli oltre novanta membri delle tre sezioni che in tutte le diciassette serate del Mof hanno presidiato con una apposita postazione i tre gli ingressi dello Sferisterio di Macerata fornendo al pubblico entrante le opportune informazioni sull’iniziativa. Con l’adozione di questa piccola chiesa – conclude la nota -, il Cai ha voluto lanciare un messaggio di rinascita per la montagna appenninica ferita dal sisma e soprattutto di vicinanza alle popolazioni delle “terre alte” duramente colpite dal terremoto, messaggio che si concretizzerà entro brevissimo tempo».

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