
Jenny Tacconi con la celebre medaglia a sei punte dell’Abbott World Marathon Majors
di Giulia Sancricca
C’è chi dice che per far durare un matrimonio serva pazienza, chi complicità. Per Jenny Tacconi e Saverio Bongelli, il segreto sta nel ritmo. Nei passi che battono all’unisono sull’asfalto, chilometro dopo chilometro, sotto il sole di agosto o la pioggia invernale. Una storia di coppia che è diventata un’impresa sportiva internazionale quella dei due civitanovesi: il 20 aprile scorso, tagliando il traguardo della leggendaria Maratona di Boston, Jenny Tacconi, 56 anni di Civitanova, ha completato il cerchio delle Majors, le sei maratone più prestigiose al mondo.
Dopo aver attraversato i ponti di New York, i grattacieli di Chicago e poi Londra, Berlino, Tokyo, a Jenny mancava solo l’ultimo tassello. Quello che il destino, l’anno scorso, le aveva negato. Se nel 2025, infatti, era stato il marito a festeggiare il completamento del circuito (la celebre medaglia a sei punte dell’Abbott World Marathon Majors), quest’anno i ruoli si sono invertiti. A Boston, l’unica gara del circuito che si corre di lunedì, Jenny è scesa in strada da protagonista, mentre Saverio, che aveva già concluso la sua sfida l’anno precedente, l’ha accompagnata nelle vesti di primo e più grande sostenitore.

La storia atletica di Jenny Tacconi, interior designer in un negozio di arredamento, inizia quasi per caso dieci anni fa, a 46 anni: «Non ho mai corso in vita mia – racconta – facevo tutt’altro sport. Ho iniziato per rilassarmi, cercavo una sensazione di libertà. Poi, quando Saverio ha smesso di giocare a calcio abbiamo iniziato a correre insieme».

Jenny Tacconi durante una gara
Quello che era nato come un hobby per scaricare la tensione dopo il lavoro è diventato il collante della loro vita quotidiana: «Di giorno non ci vediamo mai per via dei rispettivi impegni – aggiunge l’atleta – la sera, uscire per correre è il nostro modo di stare insieme. Corriamo con ogni condizione atmosferica: di notte, d’inverno, con la pioggia. Se non avessimo condiviso questa passione, la corsa probabilmente sarebbe stato un impegno in più da incastrare nella frenesia quotidiana».

Così, dai primi passi sul lungomare di Civitanova, la coppia è passata alle gare nel centro Italia con l’Atletica Civitanova, fino alla decisione di volare a New York nel 2017. Da lì, il desiderio di completare il sestetto delle “Grandi”. «L’anno scorso a Boston ha corso mio marito, io non mi sono classificata. È stata l’unica maratona che non abbiamo corso insieme. Quest’anno finalmente sono riuscita a entrare in graduatoria io. Completare questo percorso è una soddisfazione immensa».

Con la sesta medaglia al collo, Jenny Tacconi entra ufficialmente in quel ristretto club di maratoneti globali che possono vantare la “Six Star Medal”. Ma al di là del valore sportivo, resta il messaggio umano: «Non c’è un tempo limite per iniziare a fare sport – dice Jenny – correre ti permette di andare con il tuo ritmo, di mantenerti in salute e, nel nostro caso, di trasformare ogni gara all’estero in una piccola vacanza e ogni domenica di corsa in un momento di socialità da condividere con chi ha la nostra stessa passione. Ringrazio chi ha contribuito nel raggiungimento dei nostri obiettivi e soprattutto il mio datore di lavoro che mi permette di assentarmi anche in periodi intensi».

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