«Macerata ha ricambiato l’impegno,
volevo far ritrovare il senso di unità»

IL QUESTORE Antonio Pignataro saluta prima del trasferimento. Ha ricordato le mattine quando alle sei andava a salutare il cambio degli agenti a Fontescodella, la vicenda di una ragazza che si prostituiva all'Hotel House, la rinuncia ad un altro incarico, lo scorso anno, per continuare il suo lavoro in questa provincia. «Il dono più grande è stato sentire la città stringersi intorno a me»
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Il questore Antonio Pignataro questa mattina

 

di Gianluca Ginella

Era una sera di febbraio e negli uffici della questura di Macerata le luci erano tutte accese, fuori, su piazza delle Libertà giravano troupe televisive e qualche giornalista. Erano i giorni che seguivano il delitto di Pamela Mastropietro e il raid razzista di Luca Traini. A Macerata però quel giorno la notizia, che riaccese i riflettori sulla città, era un’altra: il cambio del questore. «Sono nel mio ufficio, siamo in riunione, presto rilascerò delle dichiarazioni» erano state le prime parole di Antonio Pignataro da questore di Macerata. Era arrivato di fretta, come precipitoso era stato il cambio alla guida della questura, e quella sera, il 12 febbraio 2018, si era tuffato nel lavoro.

saluto-pignataro3-650x488«Macerata non era nei miei programmi, ma una sede che non avevo mai preso in considerazione, ma dal momento in cui vi ho messo piede la mia vita è cambiata dal punto di vista professionale, in meglio» dice il questore a distanza di circa due anni e mezzo dal giorno del suo arrivo a Macerata. Un arrivo che aveva fatto notizia a livello nazionale. Poi è cominciata la sua vita in città. Ogni mattina usciva dall’alloggio riservato ai questori nella caserma Paola di via dei Velini, per andare a correre. «Non ho mai rinunciato ad andare a salutare i ragazzi che la mattina alle sei si davano il cambio a Fontescodella» dice ricordando le minacce che ha ricevuto da quando è in città, perché «anche se mi è capitato di avere paura, il coraggio deve sempre essere più grande». A Macerata è rimasto «nonostante il 30 ottobre 2019 il capo della polizia Gabrielli mi avesse offerto di andare a dirigere la qiestura di un’altra città a me gradita. Ma volevo continuare la mia opera qui, a tutela delle giovani generazioni e penso di avere ottenuto i massimi risultati conseguibili e sono certo che chi verrà dopo di me sarà in grado di consolidarli e incrementarli» dice Pignataro che è stato trasferito a Roma per un altro incarico, «si tratta di una normale rotazione» spiega. Tra le sue battaglie in difesa dei più giovani quella della cannabis light. «Abbiamo dato un forte messaggio a tutto il Paese, contrastando il fenomeno e salvando dei ragazzi. Ho ricevuto critiche e le accetto, ma maggiori sono stati gli attestati di stima».

saluto-pignataro7-650x486Due episodi ricorda che l’hanno colpito, in particolare: «quello di una ragazza all’Hotel House che si prostituiva per comprarsi una dose di eroina, per questo non dobbiamo interrompere la lotta contro chi spaccia. Un altro episodio è avvenuto a Civitanova. Mi fermò per strada un operatore ecologico e mi disse “grazie per quello che ha fatto per Macerata, per la mia famiglia e per i miei figli». Sulla sua esperienza a Macerata, Pignataro ha affidato ad un messaggio il suo pensiero: «Ho sin da subito dedicato tutte le mie forze al perseguimento del benessere sociale e alla riaffermazione della legalità in una città profondamente ferita da gravissimi fatti di sangue e dallo spaccio di droga – si legge nel messaggio -. La mia finalità era quella di far ritrovare alla comunità maceratese il senso di unità e di rispetto reciproco. Ho percepito che la comunità aveva immensamente bisogno di rafforzare i fondamentali sentimenti di libertà e giustizia ed è per questo che, senza attendere che la gente si rivolgesse a me, ho preso l’iniziativa nell’unico modo che conosco: scendere in strada facendomi carico dei problemi di legalità e impegnandomi al massimo per risolverli, lottando in prima linea. Un compito arduo, faticoso che spesso mi ha esposto a rischi, ma che ho sempre portato avanti con “disciplina e onore”, trascurando a volte i miei interessi personali e familiari e senza preoccuparmi della carriera. Quello che disideravo era cercare un rapporto di fiducia con i cittadini, infondendo in loro la certezza che le istituzioni e chi le rappresenta sono a fianco a loro e lavorano ogni giorno per tutelare la legalità e i loro interessi fondamentali. E’ inevitabile, per chi come me ha preferito agire in prima persona, “mettendoci la faccia”, attirarsi qualche critica». Critiche che, aggiunge «vanno accettate perché servono per migliorarsi». Ma anche tanti gli attestati di stima, magari di qualcuno che lo ha incontrato per strada e si è complimentato per il lavoro «Ho sentito una città stringersi intorno a me, ripagando l’impegno che le ho dedicato. E’ questo il dono più grande che porterò con me, l’emozione che mi accompagnerà anche quando sarò lontano, e ripenserò gli anni trascorsi qui». E tradisce commozione nel congedarsi al termine dell’incontro in questura organizzato questa mattina per un saluto. Al suo posto arriverà, da Roma, Vincenzo Trombadore.

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Il questore Antonio Pignataro salutato al comune di Sarnano dove ieri c’è stato un incontro in comune. «È un onore per noi poter salutare di persona il questore Pignataro – ha commentato il sindaco di Sarnano Luca Piergentili -.

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Il questore con il sindaco Luca Piergentili

In questi anni abbiamo instaurato un rapporto di massima collaborazione: tutte le problematiche che abbiamo incontrato sono sempre state affrontate in piena sintonia, con grande senso di responsabilità, nell’ottica della ricerca di una soluzione concreta e condivisa. Voglio ringraziare il questore per l’egregio lavoro svolto sul territorio: al suo arrivo la Provincia di Macerata attraversava un periodo turbolento e alcuni equilibri sembravano compromessi, ma lui con fermezza e determinazione ha saputo ristabilire la legalità. A nome mio, di tutto il Consiglio e della cittadinanza, lo ringrazio anche per il prezioso supporto dimostrato al nostro Comune e, in particolare, per il partenariato relativo al progetto di installazione di 47 telecamere di videosorveglianza nel centro urbano e sulle vie di accesso al paese, che presto entreranno in funzione».

 

 

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