Ciarapica con Vannacci, Azione:
«La maggioranza tira a campare»
Marzetti chiede la sfiducia del sindaco
CIVITANOVA - Ivo Costamagna e Stefano Vallesi denunciano lo stallo politico dopo il passaggio del primo cittadino al partito del generale. L'ex consigliere suggerisce dimissioni di massa in Forza Italia e sostegno esterno per i grandi temi in ballo

Ivo Costamagna
«Siamo di fronte all’ennesimo primato negativo, come può Fabrizio Ciarapica far finta di nulla e non rassegnare le dimissioni, come può la sua maggioranza tirare a campare?». Se lo chiedono in un comunicato congiunto Ivo Costamagna presidente provinciale di Azione e coordinatore regionale Movimento socialista liberale e Stefano Vallesi segretario provinciale di Azione Macerata.
I due dirigenti intervengono sullo stallo politico di Civitanova dopo il passaggio del sindaco al partito di Vannacci e il silenzio dei partiti di maggioranza rispetto ad una scelta che pone Ciarapica al di fuori del suo stesso centrodestra.
Una decisione che, secondo Costamagna e Vallesi, rappresenterebbe un caso senza precedenti nel panorama politico italiano e che alimenta interrogativi sulla tenuta istituzionale e sulla coerenza del mandato amministrativo.
«Come può il sindaco, eletto con Forza Italia passare ad un altro partito, che non fa neanche parte della coalizione di centro-destra nazionale, far finta di nulla e non rassegnare, per dignità personale prima ancora che politica, le sue dimissioni – chiedono – Come possono la coalizione di governo, la giunta e persino Forza Italia, convergere sul “tirare a campare” fino alla scadenza naturale del prossimo anno per consumare i “profitti” derivanti dal mantenimento del potere».
Azione chiama in causa anche Fratelli d’Italia e la minoranza: «davvero non capiscono che questa situazione non solo non consentirà all’attuale maggioranza di allargarsi ma diventerà una sorta di lungo “suicidio assistito” del centro-destra cittadino? Se lo capiscono perché tacciono? In questo scenario, il comportamento del centro-sinistra è speculare a quello della maggioranza: altrettanto deludente. Invece di denunciare la paralisi amministrativa che terrà Civitanova ferma per oltre un anno, sembrano solo interessati a incassare un “regalo politico” inaspettato».

Sergio Marzetti
Non meno deluso è Sergio Marzetti, ex consigliere comunale vicino a Forza Italia che mette però sulla graticola anche la dirigenza locale di Forza Italia, in primis Giannoni e Perugini e chiede le dimissioni di massa come forma di protesta e la sfiducia del sindaco in consiglio comunale: «Se la politica fosse ancora una cosa seria e un servizio reso alla comunità, in Forza Italia dovrebbero dimettersi prima i coordinatori locali che non hanno saputo, visti i risultati, gestire il partito, e poi i titolari delle deleghe in giunta e quelli dei Cda delle municipali, cioè tutti quelli scelti e nominati dal sindaco. Una scelta che doveva essere fatta subito dopo il “tradimento” di Ciarapica, senza portarla troppo per le lunghe e, soprattutto, senza pensare a mantenere i propri privilegi. Forza Italia non può continuare a sostenere questa maggioranza guidata da chi, per convenienza personale, abbandona baracca e burattini per abbracciare un partito di estrema destra che si colloca contro il governo nazionale. Da cittadino, da ex amministratore comunale e da persona che ha sempre seguito con interesse le vicende politiche locali e nazionali, non riesco a capire come Forza Italia possa sottovalutare il comportamento di un sindaco eletto tra le sue fila, sostenuto per due volte nella competizione per le Regionali e per due volte bocciato dagli elettori, possa oggi avere ancora fiducia in una persona che alla chetichella ha abbracciato un partito che si colloca quasi all’ opposizione.
La soluzione ottimale sarebbe le dimissioni del sindaco, vista l’incompatibilità tra il suo ruolo e la sua prossima candidatura in un partito ostile alla maggioranza che lo ha eletto, oppure una sfiducia da parte del consiglio comunale. Capisco che queste ipotesi ad un anno dal termine della legislatura, potrebbe andare a discapito dei pochi progetti avviati come il centro per l’ autismo, il piano particolareggiato del borgo marinaro, o la residenza sanitaria, ma il rischio si può superare.
Forza Italia prenda le distanze da questa maggioranza, assuma una posizione di non belligeranza e garantisca il suo sostegno esterno sui temi vitali come quelli sopra elencati. Perché ciò avvenga, ad ogni modo, la prima scelta da fare, lo ripeto, sono le dimissioni di chi ha fino ad oggi guidato il partito e di chi occupa una scomoda poltroncina nei vari organi di governo. Non ritengo, peraltro, che la scelta possa scandalizzare più di tanto in una maggioranza che in questi anni ha già profondamente evidenziato crepe profonde nella gestione di diverse varianti. Di fronte all’ ultima “perla” di Ciarapica, non si può far finta di niente».
Ciarapica sceglie il generale: fonda un nuovo circolo Vannacci
Ciarapica con Vannacci,
ecco subito un’Azione,
di tirar fuor dei fattacci,
da pur questa decisione;
ma l’azione era prevista,
da chi non era gradito,
in Regione e altra lista,
dove sta altro infradito;
dividendo chi ben trama,
e tenendo redin in mano,
col pur gioco della dama,
gioca a gigante e nano;
che il sindaco uscente,
dovea pur passar le carte,
alla forza più presente,
che cercavan loro corte;
ma politica è arrivare,
come corsa degli ostacoli,
che tra il dire e pure il fare,
ognun piazza i suoi tentacoli;
che nel non presto sparire,
tra forzisti un po’ ‘manca’,
ognun tenta l’avvenire,
e forse lì non lui arranca;
che or state a giudicare,
dei salti della quaglia,
vostro libro a pur sfogliare,
non di certo ha n’a medaglia;
e le dimission cercate,
non conviene a nessun altri,
pure a manca senza portate,
non sperate in ‘noi noialtri’… m.g.
La sfiducia se la è guadagnata sul campo
Purtroppo la sfiducia di un sindaco e che sindaco, tipo cavalletta che cambia colore ad ogni salto ma non simpaticamente come un camaleonte che cerca di confondersi ma spavaldamente come sempre ha fatto. Questa maggioranza tra il dire e il dare ha tirato sempre a campare anche se i frutti migliori sono stati sempre raccolti dall’ape regina e i suoi operai. Comunque ognuno il suo resoconto deve averlo avuto sennò un gruppo di tromboni così sfiatato si sarebbe disciolto già da tempo e non è che siano mancate le occasioni. Parlare di dignità del sindaco dopo che da anni cerca di scappare in Ancona e adesso a Roma perché Vannacci rappresenta una destra più consona ai suoi modi di concepirla non è solamente fuori luogo. I suoi modi naturalmente stanno scritti in tutti gli esposti che gli sono stati fatti e naturalmente dalla simpatia che ha raccolto in tutti questi anni dai tanti cittadini che nemmeno ha ricevuto per ascoltarli fatto salvo quando gli facevano comodo per qualche speculazione specialmente in divenire. Quelle che che ha potuto realizzare sono già state fatte o in procinto di essere portate a termine. Naturalmente sono quelle che gli hanno dato la possibilità di farsi conoscere per quello che poi ognuno giudica secondo il proprio credo con tutti gli eccetera da tirargli. Forse ho capito male ma addirittura si è mosso Winston Borroni che con la promessa di presentarsi come futuro sindaco e dando inizio prematuramente a questo ridicolo e anticipato “suffragio universale” per sostituire l’andante che non si muove perché evidentemente deve ancora concludere qualcosa, cerca di tenere tutto bloccato e sicuramente già deciso nella nota filiera che da qui porta là, senza che poi sia la sua statistica figura a fare il primo cittadino.
Non credo che per Marzetti sia una novità scoprire il vero , per modo di dire, carattere del Ciarapica. Potrà dire no quando gli pare ma lui Ciarapica lo conosce meglio di tutti così come ben conosce anche altri personaggi politici civitanovesi. Forse sarebbe più facile una protesta consiliare che rimuovere nelle partecipate tutti quei glutei incollati con i loro eterni giuramenti per onorare i benefattori che hanno conferito le loro “onorificenze”.