
Il laghetto ai giardini Diaz
di Mauro Giustozzi (foto Fabio Falcioni)
Il laghetto dei giardini Diaz torna in funzione, nel segno della sostenibilità e completando così il restyling della più grande area verde del capoluogo. «Il recupero del laghetto, realizzato grazie alla collaborazione con Apm, è l’ultimo tassello che chiude la rigenerazione dell’area verde tanto cara ai maceratesi», dice l’assessore ai parchi pubblici Paolo Renna, che ha seguito in prima persona l’intervento, del valore di oltre 500mila euro, finanziato attraverso le risorse Pnrr del progetto “Rigenerata Macerata Go Green”.

Il polmone verde era stato riaperto lo scorso novembre ma il laghetto è stato rimesso in funzione in questi giorni: non era raro nelle scorse settimane vedere ragazzi usare il fondo del lago con skate e bici nonostante l’area fosse transennata. «Il lavoro effettuato al laghetto ha puntato al riutilizzo dell’acqua tramite un ricircolo che ne abbatte gli sprechi – prosegue Paolo Renna – in passato il Comune spendeva 18mila euro ogni tre mesi facendo finire in fognatura l’acqua potabile, un vero e proprio spreco. Adesso con questo nuovo sistema i costi tra acqua ed elettricità non supereranno i 3mila euro. Ora l’intervento è davvero completo: in futuro bisognerà solo sistemare la pavimentazione e le parti in legno che mostrano segni dovuti all’usura del tempo, ma lo faremo con opere di manutenzione ordinaria. Provvederemo nei prossimi giorni anche al taglio dell’erba ai giardini Diaz».

Gli interventi principali hanno permesso di risolvere le criticità legate al cattivo drenaggio delle acque piovane intervenendo sui due viali che dividono i quadranti del giardino e sull’anello e sistemando i sottoservizi. È stata completamente riqualificata l’area giochi seguendo i criteri di inclusività, sostenibilità e sicurezza con l’utilizzo di materie completamente riciclabili. Sono state sistemate 30 nuove piantumazioni intorno al laghetto per migliorare l’ombreggiamento delle aree di sosta ed è stato ripristinato il roseto. È stato implementato l’impianto di irrigazione a goccia, sono stati aggiunti nuovi arredi per rafforzare la funzione di sosta e lettura (tavolo da pic-nic, panchine, cestini, cartelloni) ed è stato riqualificato lo stemma di Macerata una volta adornato con fiori e piante ornamentali e oggi composto da materiali artificiali.

L’assessore ai lavori pubblici, Andrea Marchiori, ha sottolineato come «il laghetto, simbolo dei Diaz, è tornato a risplendere, con i giardini che sono stati presi d’assalto dai maceratesi. Un’altra occasione persa per la sinistra che ha preferito cavalcare una sterile polemica, piuttosto che guardare all’interesse della città».




Acqua sintetica, in linea con i principi e valori dell'attuale amministrazione.....POVERI GIARDINI.....povera Macerata
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Bravissimi.
Caro Marchiori,
uno sta per commentare che l’insieme non gli dispiace, poi arrivi tu con la consueta puntina velenosa e ottieni l’effetto contrario. I Giardini sono stati opera di Paolo Renna: perché non lasci solo a lui la scena, per una volta?
Oggi quasi tutti i siti principali di Macerata operano con un sistema di riciclo o, quantomeno, di recupero dell’acqua in eccesso.