La maggioranza abbandona l’aula
Sindaco e opposizione restano allibiti
L’autogol della Lega è un giallo

MACERATA - Colpo di scena in tarda serata: il capogruppo Claudio Carbonari ha chiesto il conteggio dei presenti e subito dopo lui e i consiglieri si sono sconnessi senza apparente motivo dal Consiglio comunale online proprio durante la discussione delle linee programmatiche. Contrariata la minoranza che ha atteso insieme al primo cittadino Parcaroli fino al terzo appello. La motivazione ufficiale: «Ci eravamo persi la lista degli interventi». Ma dietro ci sarebbe stato il goffo tentativo di rimandare la seduta. Imbarazzati anche gli altri partiti e liste di governo. Alla fine si è votato quasi alle 23,30
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Il sindaco Sandro Parcaroli

 

di Federica Nardi

“Dov’è la maggioranza? Che succede?”. Un po’ come la scena iconica del Sanremo 2020 con Bugo che abbandona Morgan sul palco del festival a spettacolo iniziato, deve aver pensato questo il sindaco di Macerata Sandro Parcaroli. Stasera intorno alle 21,30, a Consiglio comunale ricominciato dopo la pausa cena, la maggioranza si è improvvisamente sconnessa in massa dall’assise online dedicata alle linee programmatiche dell’amministrazione, lasciando di stucco e senza numero legale non solo il primo cittadino e il presidente Francesco Luciani ma anche tutti i consiglieri di minoranza. Un’impasse durata quasi un’ora, due appelli disertati dalla maggioranza, finché improvvisamente al terzo appello si sono ripresentati tutti quanti. A scatenare il misterioso ammutinamento è stata la richiesta di Claudio Carbonari (capogruppo Lega) che senza apparente motivo a discussione in corso ha chiesto il conteggio del numero legale per poi sconnettersi per primo e a seguire tutti gli altri. Tranne Aldo Alessandrini della Lega che ha risposto a tutti gli appelli.

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Claudio Carbonari, capogruppo della Lega

Al terzo appello, una decina di minuti dopo, sono rientrati tutti. Agitato Carbonari che prima di sconnettersi si era anche lasciato sfuggire un insulto pesante non si sa bene rivolto a chi e appena rientrato si è presentato al telefono pronunciando la frase “Lascia perdere, ha fatto un casino”. La giustificazione ufficiale fornita dal capogruppo leghista: «Al di là delle parole strumentali che ho sentito e che si sono sentite per microfono, mi scuso personalmente se è stato frainteso. C’erano una serie di interventi, abbiamo semplicemente per inesperienza perso la lista degli interventi e avevamo preso 20 minuti per dare un filo logico agli interventi. Mero errore di programmazione e ci siamo assentati perché non riuscivamo a collegarci tra di noi». Ma la giustificazione non convince e nelle fila della maggioranza serpeggia una strana insofferenza nei confronti della Lega. Pierfrancesco Castiglioni (FdI) rivela in diretta l’imbarazzo: «Chiedo ancora scusa, sono veramente imbarazzato. Dovremo rivederci e chiarire bene alcune cose». Scuse ed espressione contrariata anche per Alessandro Bini, capogruppo della lista Sandro Parcaroli sindaco.

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Narciso Ricotta, capogruppo Pd

Allibita l’opposizione, che per un’oretta sembrava essere tornata maggioranza (solitamente è la minoranza ad abbandonare l’aula) e  che pure ha manifestato vicinanza al sindaco ma non certo alla figura fatta dalla maggioranza. Narciso Ricotta, capogruppo del Pd, stigmatizza: «È un fatto gravissimo che quando la maggioranza presenta le linee programmatiche abbandoni l’aula inspiegabilmente lasciando solo la minoranza, interrompendo la discussione su una proposta che loro stessi hanno fatto. La proposta essenziale tra l’altro. Un fatto inaudito e assolutamente sbagliato. Parlate di collaborazione ma non avete nemmeno il senso delle istituzioni».

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Roberto Cherubini, capogruppo M5S

Alberto Cicarè (Strada comune-Potere al popolo) solidarizza con il sindaco: «Io considero Parcaroli credibile. La sua maggioranza però la credibilità l’ha persa già stasera a due mesi dalle elezioni. Chiedo al sindaco di verificare bene con quali compagni di viaggio vuole proseguire questo suo percorso». Anche Roberto Cherubini, capogruppo del Movimento 5 stelle, non si spiega quello che è successo: «Mi sento di condividere le parole di Alberto Cicarè. Stimo tantissimo Parcaroli ma certo è che stasera è capitata una cosa mai vista. Le motivazioni me le posso immaginare però è sicuramente una pagina estremamente negativa, pessima. Mi dispiace tantissimo per Sandro. Serata abbastanza inspiegabile, non mi è mai capitata una cosa del genere».

La delibera alla fine è stata approvata alle 23,25. Di certo questo Consiglio comunale ha aperto un grande punto interrogativo che spetterà in primis alla Lega risolvere. A margine dell’assise alcuni consiglieri di maggioranza parlano di “mero errore tecnico nato dalla Lega che intendeva sospendere i lavori data l’ora tarda e anziché presentare una mozione di rinvio ha deciso di abbandonare l’aula chiedendo di farlo anche agli altri”.

Al di là di tutto Parcaroli ha ribadito pur nel mezzo della brutta figura dei suoi, le sue buone intenzioni di collaborare anche con l’opposizione (con cui comunque si è intrattenuto per tutta l’ora di assenza degli altri consiglieri): «Voglio collaborazione di tutti. Perché tutti siamo responsabili verso i nostri cittadini». Per poi ribadire per l’ennesima volta: «Questa città è bellissima, sono innamorato di Macerata, voglio riportarla tra le più belle d’Italia. Sono il sindaco di tutti, voglio esserlo della provincia. Per l’ospedale sto portando una battaglia».

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