Piscine, “dove eravamo rimasti?”
Carancini all’ultima vasca

MACERATA - Il sindaco si gioca la partita del polo natatorio alle ex casermette grazie ai tempi supplementari concessi dall'emergenza Covid. Ieri è stato presentato il progetto alla maggioranza: 8 milioni il costo totale, 7 saranno coperti da mutui

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Il campus scolastico alle ex Casermette

 

di Luca Patrassi

Domani approda in giunta il progetto dell’ufficio tecnico comunale per la realizzazione di un polo natatorio a Macerata. Ieri sera c’è stata una riunione della maggioranza di centrosinistra per discutere la questione. Tranquilli, non avete pescato una news rilanciata dai freezer social 16/17 anni dopo il primo lancio.

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Il sindaco Romano Carancini oggi alla cerimonia del 2 giugno

Primo giugno 2020, tardo pomeriggio. Il sindaco Romano Carancini presenta alla maggioranza (poi il Pd si lamenta che il primo cittadino non lo rende partecipe delle scelte della giunta, anche se c’è chi ha il piccolissimo sospetto che sia una strategia pre-lettorale) presenta il progetto per l’opera che la giunta intende far partire nell’area delle ex Casermette. La struttura andrà ad occupare l’ultimo lotto libero nell’area utilizzata per la realizzazione del polo scolastico. Secondo quanto assicurato dal sindaco si tratterà di una struttura su tre piani e divisa in due corpi di fabbrica. Ci saranno due piscine, una di 25 metri di lunghezza, per 16,50 di larghezza e 1,80 di profondità, ed una seconda più piccola, di 6 metri per 16,50, profonda 1,35 metri. Spazi per gli spogliatoi e una gradinata con 190 posti. Al secondo piano è prevista una palestra (misure 25x35x16,50), alta 6,20 metri. All’ultimo piano una sala riunioni di 165 mq. Da Fontescodella alle ex Casermette si sono “persi” circa 4 milioni: il progetto di Fontescodella costava 12 milioni e rotti, l’attuale poco meno di 8. Finanziamenti? Circa sette milioni con il ricorso ai mutui, 100mila euro di fondi comunali e poco meno di un milione con l’ipotizzata vendita di immobili. Il consigliere comunale di opposizione Riccardo Sacchi aveva fatto presente che finora, senza approdare a nulla, il Comune di Macerata avrebbe già speso un paio di milioni di euro per la ultradecennale vicenda delle piscine, tra consulenze, perizie e transazioni. L’ultima contestazione da parte delle forze di opposizione è legata al fatto che la giunta porta all’approvazione una delibera finanziariamente importante “a tempo scaduto”, quando l’amministrazione è sostanzialmente in proroga di mandato per via della pandemia. Il sindaco replica che la giunta lavora fino all’ultimo giorno utile. Giova ricordare che i quasi undici anni di governo Carancini si erano aperti con l’annuncio della realizzazione delle piscine, “la priorità delle priorità”, (si ricorda anche, poco dopo, la delibera per l’ampliamento delle volumetrie commerciali, il cambio di profondità delle piscine, la sorpresa geologica, per limitarsi agli inizi). A giugno 2020 Carancini torna in giunta con una delibera sul polo natatorio. “Dove eravamo rimasti?” disse un grande personaggio italiano, vittima di un errore giudiziario, nel riprendere le fila di un discorso interrotto da altri. A Macerata, invece, sulle piscine siamo rimasti dove siamo sempre stati, all’annuncio dell’inizio e di anni ne sono passati quasi undici a guida Carancini. Ma proprio con le piscine si doveva ripartire per la Fase 2?

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