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“Nuove piscine” in bilancio
E Carancini non accetta parere negativo:
«Scandaloso quanto fatto dai revisori»

MACERATA - Approvata la variante al consuntivo con 19 voti favorevoli e la diserzione della minoranza. Astenuta la nuova consigliera del Pd Staffolani (che sostituisce il dimissionario Mandrelli). Il sindaco attacca l'organo di revisione e giustifica la scelta di spostare il polo natatorio alle ex Casermette: «Abbiamo il dovere di usare quelle risorse liberate. E quindi andremo avanti». Sacchi (FI): «Bisogna accettare anche le critiche dell'ordine tecnico. Non votiamo questo atto perché è opaco e a rischio illegittimità».
mercoledì 5 Giugno 2019 - Ore 22:41 - caricamento letture
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Romano Carancini

 

di Federica Nardi

Approvata con diciannove voti dal Consiglio comunale di Macerata la variante “dello scontento”, cioè quella al bilancio consuntivo 2018 dove finiscono per direttissima anche le “nuove” piscine alle ex Casermette. Un Consiglio urgente perché oggi scadeva il termine per la surroga del consigliere Bruno Mandrelli dimissionario (a sostituirlo Mirella Staffolani, che si è astenuta dal voto). La minoranza ha deciso di non votare. Mentre Marco Caldarelli, assessore al Bilancio, ha affrontato la questione del parere negativo dei revisori con relativa pacatezza (si tratta del terzo parere negativo in pochi mesi), il sindaco Romano Carancini è apparso più nervoso e ha lanciato il guanto della sfida ai revisori dei conti. Il sindaco ha accolto la nuova consigliera Staffolani (a lei un a caloroso benvenuto da tutti, opposizione compresa) con un ringraziamento anche a Mandrelli: «Grazie a lui che in questi anni ha lavorato con grande impegno, professionalità e chiarezza. Abbiamo perso una figura di peso per il Consiglio comunale ma sono sicuro che Mirella lo sostituirà degnamente».

Mirella Staffolani

Poi durante il suo intervento nel dibattito ha prima attaccato «la destra (tranne Andrea Marchiori, ndr), che parla cinque minuti, prende il gettone e se ne va via». Ma soprattutto se l’è presa con i revisori. «Il consuntivo è una fotografia del passato. Quando si fa una variazione di bilancio c’è una valutazione tecnica, sostanziale e vera. Non è finta, è reale. Trovo scandaloso che i revisori decidano qual è il rischio. Diciamo anzi che è improprio. Io mi chiedo se un revisore che ha una competenza sia in grado di valutare qual è il rischio di una causa leggendosi gli atti. Davvero restiamo un po’ sorpresi di alcune cose, che racconteremo in sede di consuntivo. Ci sono cose abbastanza strane. Io però non attacco mica nessuno. Da 20 anni non so se ci sono mai stati pareri negativi. Tra gli ultimi tre revisori, quelli precedenti agli attuali, ce n’è una che insegna a tutta Italia agli altri revisori come ci si muove. Quindi c’è qualcosa che non quadra, credo che vada assunta una maggiore serenità. Non è che siamo diventati all’improvviso in dissesto. Dire una cosa del genere – ha aggiunto rivolto ad alcune critiche della minoranza – è un’offesa».

Carancini è tornato poi sulla decisione di cambiare la location delle piscine, senza mai però spiegare il nodo cruciale delle ultime critiche ricevute: cioè il fatto che la transazione fosse giustificata anche dalla necessità di riprendersi i terreni dalla Fontescodella spa per fare lì (e non altrove) il polo natatorio. La premessa: «Io non ho commesso reati, posso aver sbagliato su alcune cose ma non ho commesso reati. Qui in Consiglio comunale si sceglie se fare o non fare un’opera pubblica. È una scelta politico-amministrativa. Quindi le opposizioni avrebbero dovuto dire se vogliono o non vogliono la piscina. Noi non abbiamo solo il diritto ma il dovere di andare avanti. Perché nel nostro programma quell’opera pubblica è fondamentale. L’università ha chiesto risoluzione legittima e restituzione somme e noi doverosamente, siccome le vogliamo fare, li abbiamo restituiti. Di fronte a una valutazione abbiamo riflettuto e abbiamo pensato che siccome avevamo un lotto pubblico, dentro un campus, con un terreno in piano, era un’opportunità. L’ho già detto l’altra volta che non siamo riusciti a fare le altre piscine. Ora abbiamo voltato pagina e chiediamo che il Consiglio volti pagina. Magari sarete voi a inaugurarle – ha detto rivolto all’opposizione -, non importa. Abbiamo il dovere di usare quelle risorse liberate. E quindi andremo avanti. Lo faremo con una tecnica diversa dalla concessione. Diversa, per quello che è capitato. Dato che la concessione prevede un forte investimento privato. I tempi sono cambiati e abbiamo scelto un altro strumento. E queste piscine non sono più piccole. l’ultima versione licenziata dal consiglio vedeva una versione di 25 metri con un’altra per bambini. Che noi oggi realizziamo con le condizioni necessarie. Questo dico alle opposizioni: non le volete le piscine? Contiamo non di realizzarle, confidiamo di appaltarle, le progetteremo. Alle ex Casermette non c’è bisogno di variante urbanistica perché lì era già previsto un impianto sportivo. Un altro motivo è che il costo della piscina in piano è inferiore a quella che avremmo dovuto fare a Fontescodella con le palificate. Le opere di urbanizzazione primaria alle Casermette inoltre sono a carico della Cassa depositi e prestiti. Il parcheggio da fare a Fontescodella lì ce lo avremo già fatto. Io penso che sia una buona azione. Tutto si può dire in questa maggioranza – ha aggiunto -, ma non certo che sono supini al sindaco. A me pare che ragionano». Il sindaco ha anche annunciato che il 9 giugno alle 17,30 ci sarà un open day nel cantiere alle ex Casermette, aperto alla cittadinanza.

Riccardo Sacchi

Tra le voci dell’opposizione le critiche più analitiche sono arrivate da Andrea Marchiori (Gruppo misto ma che oggi ha esibito una maglietta “verde leghista”), che ha replicato scherzosamente al primo cittadino: «Basta farmi i complimenti sindaco, così mi rovina. Addirittura amico, questo è troppo». E anche da Riccardo Sacchi (Forza Italia): «Improvvisamente i revisori sono tacciati di incompetenza, faziosità, sciatteria e superficialità – ha detto Sacchi -. A me questo non porta. Bisogna accettare anche le critiche dell’ordine tecnico. Non votiamo questo atto perché è un atto opaco e a rischio illegittimità. Non capiamo né i motivi d’urgenza né cosa fa questo atto rispetto a quello principale: se lo modifica, lo emenda o altro. È grave inoltre che esca sui giornali un nuovo progetto alle Casermette e di cui lei non ha parlato né in Consiglio né in Commissione. Lei dimostra di non aver capito la gravità della questione piscine, del denaro pubblico speso che non sarà mai recuperato (per me si tratta di almeno 2 milioni di euro). E allora impegnare l’amministrazione uscente puzza di portata in giro. E non accetto che lei impegni il futuro non solo dell’amministrazione futura e della città con la sua visione. Non è corretto». Approvata con 18 voti favorevoli e un astenuto anche la transazione con la Nuova Immobiliare Macerata per i lavori da terminare in via Pesaro, nell’ambito del progetto della nuova sede di Confartigianato.

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