«Nocciolo, opportunità per l’entroterra»
Convegno con i responsabili Ferrero

CINGOLI - Si terrà il 29 gennaio, alle 15,30 nel palazzo comunale, l'incontro dedicato al progetto Nocciola Italia del colosso dolciario. Il sindaco Michele Vittori: «Occasione concreta per il cratere sismico». All'appuntamento parteciperà la cooperativa Montesanto di Potenza Picena
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Da sinistra il consigliere Stefano Filonzi, il direttore della cooperativa Montesanto, Paolo Berardi, il sindaco Michele Vittori e il consigliere Monaldo Vignati

 

di Leonardo Giorgi

Il nocciolo come nuova opportunità agricola per il territorio. Sarà questo il tema del convegno che si terrà mercoledì 29 alle 15,30 nella sala Verdi del municipio di Cingoli, in piazza Vittorio Emanuele II. L’iniziativa è stata organizzata in collaborazione con la cooperativa agricola Montesanto di Potenza Picena, che dallo scorso settembre ha stipulato un contratto di filiera con la Ferrero (all’interno del progetto “Nocciola Italia” della celebre azienda dolciaria).

«E’ un’opportunità concreta per l’entroterra maceratese e per questo motivo abbiamo invitato tutti i sindaci del cratere sismico» spiega il sindaco di Cingoli, Michele Vittori, durante la presentazione dell’appuntamento. «E’ un incontro dedicato a chi ha un’attività agricola. La Ferrero ha deciso di avviare questo progetto che riguarda la coltivazione del nocciolo nelle Marche, dove in alcune zone è già partita. Si tratta di collaborare con una realtà grandissima a livello nazione e internazionale». Dello stesso parere anche Paolo Berardi, direttore della cooperativa Montesanto: «Abbiamo deciso di iniziare questo progetto con la Ferrero anche per i limiti attuali dell’agricoltura italiana, come la stagnazione dei prezzi dei cereali. Questa collaborazione dà alternative valide e opportunità sicure. Abbiamo certezza assoluta di vendere il prodotto, non si tratta di un salto nel buio. La Ferrero ha 20 stabilimenti a livello internazionale e non ha mai trascurato il nostro paese. Il contratto che ci lega con l’azienda durerà fino al 2037». Fare impianti di nocciole, sottolinea Berardi, «non ha un costo elevato rispetto a un vigneto o un frutteto. L’investimento porta un profitto annuo medio di 3mila euro ad ettaro. Va considerato il fatto che la nocciola è un prodotto che ha un livello di consumo mondiale altissimo, aumentato del 30% dal 2014 al 2017. E’ una coltivazione, inoltre, che richiede poca manodopera, circa 80-100 ore all’anno per ettaro. La raccolta è completamente automatizzata. Dal punto di vista ambientale provoca un rimboschimento dei terreni e inoltre la coltivazione di nocciole richiede un basso consumo di acqua, che è un aspetto importante. L’unico aspetto “negativo” è che la produzione inizia al quinto anno di coltivazione». «Abbiamo il dovere – aggiunge il consigliere Stefano Filonzi – di fare delle proposte al nostro terreno agricolo, in particolare ai comuni del cratere. La Ferrero vuole aumentare del 30% gli spazi di coltivazione della nocciola in Italia. Al di là di un contratto firmato, c’è un’azienda che dà tutele sotto tutti i punti di vista». Nel convegno di mercoledì 29 interverranno, dalla Ferrero, Fabio Piretta e Ivan Seri, responsabili del progetto Nocciola Italia.

 

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