Loacker sbarca a Matelica
a caccia di nocciole

IMPRESA - L'azienda è interessata a sviluppare un progetto legato alla creazione di noccioleti. Presente uno dei titolari: «Abbiamo bisogno di un prodotto di alta qualità». Opportunità per diversificare le coltivazioni
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Andreas Loacker con staff e amministratori di Matelica

 

di Monia Orazi

La Loacker punta a sviluppare anche nelle Marche, dopo i progetti già avviati in Toscana, Veneto ed Umbria, una filiera per la produzione di nocciole italiane di qualità. Il progetto “Nocciole insieme” è stato presentato ieri pomeriggio a Matelica, nella sala Boldrini di palazzo Ottoni. Presente uno dei proprietari dell’azienda di Bolzano, Andreas Loacker, nipote del fondatore che dal 1925 ha dato vita al gruppo, che esporta in cento paesi del mondo e dà lavoro ad oltre mille dipendenti. L’incontro è stato fortemente voluto dall’imprenditore agricolo matelicese Sauro Grimaldi, che ha portato la sua testimonianza, di come in poco tempo stia avviando il progetto di dare vita ad un noccioleto sulle colline matelicesi, finanziato con i fondi del piano di sviluppo rurale. A Loro Piceno, non lontano dalla Murola, ci sono già sei ettari in cui sono state impiantate piantine di noccioli, primo passo di un progetto che mira ad avere almeno 120-150 ettari coltivati a noccioleti, per raggiungere quella che l’agronomo della Loacker, Felix Neidermayr, ha definito «la massa critica necessaria a realizzare un centro di stoccaggio, raggiunta la quale Loacker collabora con tutti gli agricoltori». All’agricoltore che volesse investire in questa produzione relativamente nuova per la zona, un minimo di 4-5 ettari come spiegato dall’agronomo, viene fornito un noccioleto “chiavi in mano”, la Loacker firma con lui un contratto di filiera della durata minima di 15 anni, impegnandosi a ritirare il cento per cento del prodotto.

loacker-matelica-2-488x650La resa per ettaro varia da mille a circa tremila e trecento chili, con un prezzo medio pagato all’agricoltore di 2,50 euro al chilogrammo, pari a 250 euro a quintale. Per impiantare un nuovo noccioleto l’agricoltore deve sostenere una spesa, secondo i dati dell’agronomo, pari a 4-5mila euro l’ettaro, con circa 500 piante su questa superficie. Il costo di mantenimento, secondo quanto affermato dall’agronomo, è di 1.500 euro per i primi quattro anni, di duemila euro dal quinto anno in poi, quando le piante iniziano a produrre frutto, per entrare nella massima produzione a partire dall’ottavo-nono anno. «Siamo felici di accogliere questa iniziativa – ha detto il sindaco di Matelica Massimo Baldini – la nostra terra è sempre vissuta di agricoltura e prodotti della terra, portare una nuova produzione nel settore agricolo, arricchirà il nostro territorio, apportando benefici economici ed occupazionali». Ha aggiunto il vicesindaco Denis Cingolani: «Questo progetto può rappresentare un’opportunità per chi ha terreni incolti o appezzamenti abbandonati da recuperare, può affiancarsi ma non sostituire la coltivazione dei vigneti. Può essere un’opportunità per diversificare la redditività di un’azienda agricola». Ha spiegato Andreas Loacker: «Mio padre diceva che per fare un prodotto buono, servono materie prime buone, per questo dal 2011 siamo partiti nella Maremma toscana con il progetto nocciole, perché abbiamo bisogno di un prodotto di alta qualità. Sono venuto personalmente perché non mi voglio nascondere dietro ad altre persone. L’obiettivo è quello di soddisfare il nostro fabbisogno di nocciole italiane, sia tramite piantagioni proprie, che in collaborazione con una rete di agricoltori, i nostri contratti sono fondati su un prezzo minimo garantito, premi di qualità alle produzioni di eccellenza e ritiro totale della produzione». Presente il responsabile di zona Coldiretti, Terenzio Malvestiti: «Per gli imprenditori agricoli è difficile cercare colture alternative, la certezza sul prezzo del prodotto ed il ritiro totale della produzione sono due aspetti interessanti, il nostro è un territorio che investe molto nel settore del biologico». E’ intervenuto anche il vivaista Federico Vignolini, che fornisce le piante di nocciolo certificate.

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